Genova Pegli. La musica come incontro alla Sala Conte
A Pegli, sabato 7 febbraio, un concerto di flauto e pianoforte tra Bach, Liszt e Schubert, con ingresso libero. Una collaborazione tra la Scuola Musicale Giuseppe Conte e Associazione Pegliflora
di Antonello Rivano
C’è una dimensione della musica che va oltre l’esecuzione e il virtuosismo: è quella dell’incontro, dell’ascolto condiviso, della relazione tra chi suona e chi ascolta. È dentro questa cornice che si colloca il concerto di flauto e pianoforte in programma sabato 7 febbraio alle ore 16 alla Sala Conte di Genova Pegli, nell’ambito degli Incontri alla Sala Conte, promossi dalla Scuola Musicale Giuseppe Conte in collaborazione con l’associazione Pegliflora.
L’ingresso libero e gratuito non è solo un dato organizzativo, ma una scelta culturale precisa: rendere la musica accessibile, restituirle una funzione pubblica, capace di abitare i territori e dialogare con le comunità.
Il programma attraversa alcuni snodi fondamentali della tradizione musicale europea, dal barocco all’Ottocento romantico. Ad aprire il concerto saranno pagine di Franz Liszt – l’Ave Maria “Die Glocken von Rom” e le Deux Légendes – opere dense di spiritualità e suggestione narrativa. Seguiranno due movimenti dalla Partita per flauto solo in la minore BWV 1013 di Johann Sebastian Bach, l’Allemande e la Sarabande, in cui il flauto si fa voce solitaria e meditativa. La conclusione è affidata a Franz Schubert, con l’Introduzione e variazioni su “Trockne Blumen”, pagina di grande intensità espressiva in cui flauto e pianoforte dialogano in un equilibrio sottile tra lirismo e struttura.
Protagonista al flauto è Paolo Bandiera, musicista formatosi al Conservatorio di Santa Cecilia di Roma e perfezionatosi con figure centrali della scuola flautistica italiana, da Persichilli a Gazzelloni, fino all’Accademia Chigiana di Siena. Accanto all’attività musicale, Bandiera ha sviluppato una carriera professionale di alto profilo come dirigente e giurista, mantenendo però un legame costante con Pegli e con la Scuola Musicale Giuseppe Conte, di cui sostiene da anni le iniziative artistiche e culturali.
Al pianoforte Mattia Lorenzini, classe 1998, diplomato con il massimo dei voti, la lode e la menzione d’onore al Conservatorio Niccolò Paganini di Genova. Alla solida formazione accademica affianca un’intensa attività concertistica e un impegno costante nell’insegnamento, che restituisce alla musica una dimensione di trasmissione e responsabilità.

La Scuola Musicale Giuseppe Conte, proprio quest’anno celebra un importante anniversario della sua lunga storia, centotrent’anni dalla nascita della Banda Musicale. La Conte è molto più di un luogo dove si studiano strumenti: è una istituzione storico-culturale radicata a Pegli da oltre un secolo. La sua tradizione affonda le radici nella Banda “Risorgimento di Pegli”, nata nel 1896, e da allora la scuola è cresciuta fino a diventare uno dei principali centri di formazione musicale e di promozione culturale in Liguria. Nel 2006 le fu assegnato il Premio Regionale Ligure per la Musica in occasione dei 110 anni di attività, e ancora oggi prosegue la sua missione di diffusione del linguaggio musicale attraverso corsi per tutte le età e livelli, progetti educativi, stagioni concertistiche e iniziative pubbliche aperte alla cittadinanza.
Pegliflora, associazione attiva da decenni a Pegli, contribuisce con le proprie iniziative culturali e sociali alle attività promosse sul territorio, anche in collaborazione con la Scuola Conte. Le sue attività spaziano dall’organizzazione di eventi e premi alla tutela del patrimonio storico e paesaggistico, fino alla collaborazione con scuole, istituzioni e realtà associative del territorio. Un lavoro silenzioso ma continuo, che contribuisce a rafforzare il tessuto comunitario e a tenere vivo il legame tra cultura e luogo.
La Sala Conte, facilmente raggiungibile e sempre più riconosciuta come spazio pubblico di qualità, diventa così il punto di incontro tra queste esperienze: un luogo in cui la musica non è solo spettacolo, ma occasione di ascolto consapevole, prossimità e relazione.
Un pomeriggio che invita a fermarsi, ad ascoltare, a condividere. In tempi di rumore continuo, anche questo è un gesto culturale.
Antonello Rivano

