“Suoni e Tradizioni in Libertà”, a Isernia la musica antica del Molise torna protagonista
Nella suggestiva piazza San Pietro Celestino, ai piedi della Fontana Fraterna, musicisti di ogni età hanno riportato in vita suoni, strumenti e canti della tradizione popolari

di Flavio Pezzella
ISERNIA – Si dice che la musica, soprattutto quella espressa liberamente e senza costrizioni, schemi prefissati o imposti, non cancelli le radici. Anzi, piuttosto, le rafforzi. Soprattutto quando si riprendono in mano gli antichi strumenti della tradizione e ci si ritrova nelle piazze a strimpellare brani e motivetti popolari sentiti, spesso casualmente, nei vicoli o nelle stradine dei borghi o dei centri antichi, dove riecheggiano antiche filastrocche musicali che fanno fatica, per fortuna nostra, a scomparire.

La musica può davvero insegnare a non scordarsi che l’identità di un popolo è costruita su tradizioni che raccontano le proprie vicende di vita vissuta, utilizzando il canto, il suono e gli strumenti che rientrano nelle usanze folkloristiche. Ogni zona del nostro Paese possiede una tipica musica tradizionale e il Molise non è da meno nell’insistere a mantenere in vita il ritmo dei suoi suoni per tramandarli alle nuove generazioni.

Così, in queste caldissime sere d’estate, il centro antico di Isernia si è riempito di un bel gruppo di musicisti provenienti da diverse zone del Molise, legati dal comune intento di divulgare le antiche tradizioni etnomusicali attraverso un raduno che ha coinvolto anche i più giovani.
In piazza Celestino V, strumenti, voci e passione per la musica hanno caratterizzato un evento ben riuscito: “Suoni della tradizione in libertà”, organizzato dal Gruppo Folk Città di Isernia in collaborazione con l’Amministrazione comunale della cittadina pentra, nella comune intenzione di attrarre appassionati, cittadini e turisti verso una rilettura in chiave moderna e un riascolto della musica tradizionale d’epoca.

I musicisti, anche giovanissimi, che hanno riempito le vie del centro antico di Isernia, hanno quindi portato con sé i propri strumenti, la bravura e la voce e hanno regalato a passanti e curiosi un momento allegro, spensierato e un motivo per fermarsi ad ascoltare.
Perché in tempi più antichi di noi era questo il segreto per stare bene: la riunione, l’amicizia, lo scandire delle ore che sembrava più lento. E questo, molto probabilmente, vogliono insegnarci questi eventi: a rallentare per dare importanza alle cose più semplici, ad apprezzare tutto quello che ci viene tramandato.

Perché è nelle tradizioni che possiamo ritrovare l’onestà, la tranquillità, la gioia del vivere alla giornata.
In una delle piazze più suggestive di Isernia, quella di San Pietro Celestino, nella quale è possibile ammirare la Fontana Fraterna, simbolo della cittadina risalente al XIII secolo, è stato possibile ascoltare musiche e suoni antichi e anche osservare gli antichi strumenti nelle mani dei musicisti.

In totale libertà, su un palcoscenico a cielo aperto, la musica è risuonata senza barriere tra artisti e spettatori. Musica che ha raccontato il patrimonio sonoro della regione utilizzando tamburelli, fisarmoniche, zampogne e flauti antichi, in un concerto solo apparentemente approssimato.
L’organizzazione Gruppo Folk Città di Isernia (affiliato alla FITP, Federazione Italiana Tradizioni Popolari), nato nel 2023 nel borgo di Castelromano proprio per promuovere, tramandare, preservare e tutelare il patrimonio immateriale, storico e folkloristico del territorio isernino, ha invitato i partecipanti a proporre i brani tipici della tradizione musicale del Molise e ha davvero dato la possibilità a chiunque di esibirsi e divertirsi.

La partecipazione è stata spontanea, i suoni sono stati accompagnati da balli improvvisati. La serata si è colorita di allegria: “Ma che musica, maestri!!”
[Immagine di copertina elaborata da AntoRiva con il supporto dell’intelligenza artificiale per © Polis SA Magazine]
Flavio Pezzella
@Tutti i diritti riservati ai sensi della Legge 633/1941 sul diritto d’autore e delle normative internazionali sul copyright. È vietata la riproduzione, anche parziale, senza il permesso scritto della redazione

