Pegli, Villa Pallavicini: Dove sono finiti i genovesi?
La direttrice del Parco racconta nella newsletter di agosto un cambiamento nel pubblico: meno visitatori locali e più stranieri. E a Ferragosto torna la visita all’alba
GENOVA PEGLI – La domanda arriva dalla direttrice del Parco Storico di Villa Durazzo Pallavicini, Silvana Ghigino e compare nella sua più recente newsletter indirizzata agli amici del parco. Una domanda che nasce da una constatazione precisa: nel 2026, a fronte di un numero complessivo di ingressi sostanzialmente in linea con gli anni precedenti, la biglietteria registra una presenza più bassa di visitatori genovesi.
Non si tratta, quindi, di un calo generale delle presenze. È cambiata la composizione del pubblico.
La direttrice racconta nella newsletter di sentire la mancanza di quei visitatori locali con i quali negli anni si era instaurato un rapporto fatto anche di ricordi personali. C’è chi raccontava di essersi sposato nel parco decenni prima, chi ricordava Villa Pallavicini in epoche lontane, chi non rinunciava al tradizionale mugugno e chi prometteva di tornare per la fioritura delle camelie.
Sono conversazioni brevi, ma che restituiscono il rapporto particolare costruito nel tempo tra il parco e la comunità genovese.
Più stranieri tra i visitatori
A fronte della minore presenza dei genovesi, la direttrice segnala invece una maggiore presenza di visitatori stranieri.
Nella sua lettera osserva anche come il caldo di questa estate non sembri aver scoraggiato particolarmente questo pubblico. E ricorda che, nonostante le temperature elevate, il parco offre un ambiente decisamente più fresco rispetto alle strade cittadine, agli asfalti e agli spazi urbani maggiormente esposti al sole.
La newsletter segnala inoltre che durante i giorni feriali Grotte e Castello non sono visitabili, mentre il prezzo del biglietto è inferiore rispetto al fine settimana.
La visita di Sam Stourdzé
Tra gli ospiti della settimana, la direttrice racconta anche la presenza di Sam Stourdzé, direttore di Villa Medici a Roma, il complesso cinquecentesco che si trova sulla collina del Pincio e comprende un palazzo e un grande giardino.
La visita ha avuto per lei un significato particolare. Nel 2019, infatti, la direttrice e Fabio Calvi erano stati ospitati proprio a Villa Medici in occasione di un convegno dedicato ai giardini storici, durante il quale avevano presentato il Parco di Pegli.
La visita a Villa Pallavicini è stata quindi anche un’occasione di confronto tra due realtà storiche legate alla cultura del giardino.

E proprio osservando le reazioni dei visitatori, la direttrice sottolinea nella newsletter quanto sia particolare l’esperienza di chi entra per la prima volta nel parco.
Chi si aspetta un classico parco ottocentesco si trova invece davanti alle invenzioni scenografiche progettate da Michele Canzio, dove il percorso, la vegetazione, l’architettura e gli elementi teatrali costruiscono una vera esperienza narrativa.
Ferragosto davanti al sorgere del sole
La newsletter si chiude con un invito rivolto ai visitatori per uno degli appuntamenti più suggestivi dell’estate: la visita al parco all’alba di Ferragosto.
L’ingresso è previsto alle 4.30 del mattino, quando le cicale sono ancora silenziose, la notte non è del tutto terminata e l’aria conserva ancora la frescura che il sole porterà via rapidamente.
I partecipanti raggiungeranno il Castello attraversando le colline del parco, per assistere alla nascita del sole. Al termine della passeggiata è prevista la colazione alla Casa delle Tortore, con le tradizionali brioches.
Un modo diverso di vivere Villa Pallavicini, lontano dalle ore più calde e dalla consueta affluenza diurna.
E forse anche un’occasione per tornare a guardare con occhi diversi un luogo che, per generazioni di genovesi, è stato parte della memoria della città.
La domanda della direttrice resta così sullo sfondo: dove sono finiti i genovesi?
La risposta potrebbe arrivare proprio da quei visitatori che, magari dopo qualche anno, decideranno di tornare a Villa Pallavicini.
Fonte: newsletter della direttrice del Parco Storico di Villa Durazzo Pallavicini.
| Un parco premiato nel 2017 Non è soltanto la sorpresa dei visitatori a raccontare il valore di Villa Durazzo Pallavicini. Nel 2017 il parco di Pegli è stato proclamato “Parco più bello d’Italia” nella categoria Parchi pubblici, vincendo la XV edizione del concorso promosso dal network Il Parco Più Bello. La selezione riguardò oltre mille aree verdi inserite nella rete del concorso e fu affidata a un comitato scientifico composto da sei esperti del settore. La giuria valutò, tra gli altri aspetti, l’interesse storico-artistico e botanico, lo stato di conservazione, la gestione e manutenzione, l’accessibilità, i servizi e il rapporto con il pubblico. Il parco di Pegli fu riconosciuto come una delle più significative espressioni del giardino romantico ottocentesco italiano, progettato da Michele Canzio secondo un percorso scenografico concepito quasi come un’opera teatrale. Realizzato tra il 1840 e il 1846 per volontà del marchese Ignazio Alessandro Pallavicini, il parco si sviluppa sulle colline di Pegli attraverso laghi, cascate, grotte, architetture, scorci panoramici e una ricca componente botanica. È proprio questa combinazione tra paesaggio, architettura e narrazione scenografica a renderlo una realtà particolarmente originale nel panorama dei giardini storici italiani. |
Redazione
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