Sanità italiana, quanto spendiamo davvero?
Prima puntata del dossier di Polis SA Magazine: nel 2024 la spesa sanitaria complessiva raggiunge 185,1 miliardi di euro. Ma il confronto internazionale mostra che il problema non è soltanto quanto si spende, ma anche come vengono distribuite le risorse e quanto resta a carico dei cittadini

La Sanità Italiana – A cura della Redazione di Polis Sa Magazine
Nota metodologica: in alcuni passaggi le cifre relative alla spesa sanitaria sono espresse in dollari a parità di potere d’acquisto. È l’unità utilizzata dall’OCSE per rendere confrontabili i dati sanitari dei diversi Paesi, tenendo conto delle differenze nel costo della vita e nel potere d’acquisto delle rispettive valute. Non si tratta quindi di una conversione della spesa italiana da euro a dollari, ma di un indicatore statistico utilizzato per i confronti internazionali.
DOSSIER SANITÀ ITALIANA
Tutte le puntate del dossier di Polis SA Magazine sono raccolte qui.
Sanità italiana, quanto spendiamo davvero?
Per capire come sta la sanità italiana bisogna partire dai numeri. Non dalle dichiarazioni politiche, non dalle polemiche sul finanziamento del Servizio sanitario nazionale e nemmeno dalle impressioni personali.
Il primo dato è quello della spesa sanitaria complessiva: 185,1 miliardi di euro nel 2024.
La cifra comprende l’insieme delle risorse destinate alla sanità e permette di avere una prima fotografia delle dimensioni economiche del sistema. Ma già qui è necessario fare una distinzione: 185,1 miliardi non sono tutti soldi pubblici e non coincidono con il finanziamento del Servizio sanitario nazionale.
Nel 2024 la componente della spesa sanitaria finanziata dal settore pubblico è stata pari a 137,5 miliardi di euro, mentre la spesa sostenuta direttamente dalle famiglie ha raggiunto 41,3 miliardi, pari al 22,3% della spesa complessiva. Altre risorse, per 6,4 miliardi, sono arrivate da regimi di finanziamento volontari.
Sono numeri che raccontano già una prima caratteristica del sistema: la sanità italiana continua a poggiare prevalentemente sul finanziamento pubblico, ma una quota consistente della spesa viene sostenuta direttamente dai cittadini.
Spesa sanitaria e finanziamento del SSN: non sono la stessa cosa
È una distinzione importante, soprattutto quando si leggono statistiche sul “finanziamento della sanità”.
Nel 2024 il finanziamento effettivo del Servizio sanitario nazionale è stato pari a 136,7 miliardi di euro. Si tratta di una grandezza diversa dai 137,5 miliardi di spesa sanitaria finanziata dal settore pubblico.
Il finanziamento effettivo del SSN comprende il finanziamento ordinario e le entrate proprie degli enti del Servizio sanitario nazionale, tra cui ticket e ricavi derivanti dall’attività intramoenia.
Non è quindi corretto mettere automaticamente sullo stesso piano le due cifre.
La differenza può sembrare marginale davanti a numeri espressi in miliardi, ma per un’analisi seria della spesa sanitaria è essenziale sapere che cosa misura esattamente ogni dato.
È anche il motivo per cui nel nostro dossier indicheremo sempre la fonte e l’anno di riferimento.
Nel 2024 la spesa cresce
Rispetto al 2023, la spesa sanitaria complessiva è aumentata del 3,3% in termini nominali.
L’incremento ha riguardato soprattutto la componente pubblica. La spesa sanitaria privata sostenuta direttamente dalle famiglie, invece, ha registrato una diminuzione del 2,5%.
Il dato, preso isolatamente, non permette però di stabilire se l’accesso alle cure sia migliorato.
Una riduzione della spesa privata può avere molte spiegazioni e non significa automaticamente che le famiglie abbiano avuto meno problemi nell’accesso alle prestazioni. Per comprendere questo aspetto occorrerà incrociare i dati sulla spesa con quelli relativi alle prestazioni, alle liste d’attesa, ai ticket, al ricorso al privato e alla rinuncia alle cure.
Sono proprio questi gli elementi che saranno affrontati nelle prossime puntate del dossier.
Quanto pesa la sanità sul PIL?
Per confrontare Paesi con economie e popolazioni diverse non basta guardare alla quantità assoluta di denaro speso.
Uno degli indicatori più utilizzati è il rapporto tra spesa sanitaria e Prodotto interno lordo.
Secondo l’OCSE, nel 2024 l’Italia ha destinato alla sanità l’8,4% del PIL, contro una media del 9,3% nei Paesi OCSE.
La differenza è quindi di 0,9 punti percentuali di PIL.
Anche la spesa sanitaria pro capite risulta inferiore alla media OCSE: 5.164 dollari a parità di potere d’acquisto per abitante, contro 5.967 dollari della media dell’Organizzazione.
Il riferimento alla parità di potere d’acquisto serve a rendere confrontabili Paesi nei quali il costo della vita e il valore delle valute sono differenti. Non si tratta quindi di una semplice conversione da euro a dollari.
Questo dato non consente, da solo, di stabilire quale sistema sanitario funzioni meglio.
La quantità di denaro destinata alla sanità è infatti soltanto uno degli elementi da considerare. Contano anche l’organizzazione del sistema, la distribuzione territoriale delle risorse, il personale disponibile, la rete ospedaliera, la medicina territoriale e la capacità di garantire tempestivamente le prestazioni.
Ma il dato sul PIL dice una cosa precisa: nel 2024 l’Italia ha destinato alla sanità una quota della propria ricchezza inferiore alla media OCSE.
Il confronto con l’Europa
Per il confronto tra i Paesi dell’Unione europea è necessario utilizzare un’annualità comune.
L’ultimo quadro Eurostat utilizzato per questo confronto riguarda il 2023. In quell’anno la spesa sanitaria corrente complessiva nell’Unione europea ha raggiunto 1.720 miliardi di euro, pari al 10% del PIL dell’UE.
L’Italia ha registrato una spesa sanitaria corrente di 179 miliardi di euro, dietro Germania, con 492 miliardi, e Francia, con 325 miliardi, e davanti alla Spagna, con 138 miliardi.
Il valore assoluto, tuttavia, è condizionato dalle dimensioni economiche e demografiche di ciascun Paese.
È quindi più significativo osservare il rapporto con il PIL.
Nel 2023 la Germania ha destinato alla sanità l’11,7% del PIL, la Francia l’11,5%, mentre Austria e Svezia hanno raggiunto l’11,2%.
L’Italia si colloca più in basso.
Anche in questo caso, però, il confronto deve essere letto con attenzione: il dato Eurostat 2023 non va confuso con l’8,4% del PIL italiano rilevato dall’OCSE per il 2024. Le due fonti hanno annualità differenti e devono essere mantenute distinte.
Perché alcuni dati sono del 2023?
Una precisazione è necessaria per leggere correttamente i numeri di questa inchiesta. I dati sulla sanità non vengono pubblicati tutti nello stesso momento e non tutte le istituzioni utilizzano la stessa annualità.
Per alcuni indicatori l’ultimo dato disponibile e comparabile è già riferito al 2024; è il caso, per esempio, delle statistiche OCSE utilizzate nel confronto internazionale. Per il confronto tra i Paesi dell’Unione europea, invece, l’ultimo quadro Eurostat consolidato utilizzato in questa analisi si riferisce al 2023.
Non si tratta quindi di scegliere dati “vecchi” al posto di dati più recenti, ma di utilizzare l’ultima annualità ufficiale disponibile per ciascun indicatore, evitando di mettere a confronto numeri riferiti ad anni diversi come se fossero omogenei.
Nel dossier indicheremo sempre anno, fonte e, quando necessario, metodologia, proprio per permettere al lettore di capire che cosa sta confrontando.
Quando saranno disponibili dati ufficiali più recenti e comparabili, verranno utilizzati negli aggiornamenti del dossier.
Il cittadino quanto paga?
È forse uno dei numeri più importanti per capire la dimensione concreta del problema.
Nel 2024 le famiglie italiane hanno sostenuto direttamente 41,3 miliardi di euro di spesa sanitaria, pari al 22,3% della spesa sanitaria complessiva.
Quel dato non significa che tutti quei soldi siano stati spesi perché il Servizio sanitario nazionale non era in grado di fornire la prestazione.
La spesa privata comprende infatti fenomeni diversi: prestazioni acquistate direttamente, ticket, servizi non coperti dal SSN e ricorso volontario al settore privato.
Ma la quota resta significativa.
E introduce una delle domande fondamentali del nostro dossier: quanto è realmente libero il ricorso alla sanità privata quando il cittadino deve scegliere tra aspettare e pagare?
Per rispondere occorrerà mettere insieme dati diversi.
La spesa privata, da sola, non basta.
Più medici, meno infermieri rispetto alla media OCSE
Anche il personale racconta una realtà meno semplice di quanto suggeriscano alcune formule utilizzate nel dibattito pubblico.
Nel 2024 l’Italia disponeva di 5,4 medici praticanti ogni mille abitanti, contro una media OCSE di 3,9.
Per gli infermieri il quadro è invece opposto: 6,9 ogni mille abitanti, contro una media OCSE di 9,2.
Il dato suggerisce quindi cautela nell’affermare genericamente che il problema italiano sia semplicemente la “mancanza di medici”.
Il rapporto tra medici e popolazione è superiore alla media OCSE. Quello degli infermieri è invece nettamente inferiore.
Ma anche qui il numero assoluto non racconta tutto.
Conta dove sono presenti i professionisti, in quali strutture lavorano, quale sia la loro età, quali servizi devono garantire e come siano distribuiti sul territorio.
Il problema delle risorse umane sarà quindi affrontato più avanti nel dossier.
Il finanziamento non è uguale in tutte le Regioni
Il Servizio sanitario nazionale è unico, ma la sua organizzazione è fortemente legata ai sistemi regionali.
Nel 2024 il finanziamento effettivo del SSN, pari complessivamente a 136,7 miliardi di euro, ha mostrato differenze anche nel valore pro capite.
Secondo l’Istat, Emilia-Romagna e Liguria hanno registrato i valori più elevati, rispettivamente 2.490 e 2.441 euro per abitante. I valori più bassi sono stati rilevati in Calabria, con 2.167 euro, e Basilicata, con 2.190 euro.
Ma anche in questo caso una semplice classifica sarebbe fuorviante.
Il bisogno sanitario non è uguale in tutte le Regioni. Età della popolazione, presenza di patologie croniche e caratteristiche demografiche modificano la domanda potenziale di assistenza.
L’Istat ha quindi analizzato il rapporto tra finanziamento e bisogno potenziale, rilevando che l’allocazione delle risorse non appare sempre coerente con le condizioni di salute della popolazione residente.
È un passaggio importante perché sposta la domanda.
Non si tratta soltanto di stabilire quanto viene speso.
Bisogna capire anche dove viene speso, per chi e con quali risultati.
Spendere di più significa curare meglio?
No, almeno non automaticamente.
La quantità di denaro destinata alla sanità non determina da sola l’efficacia di un sistema sanitario. Contano anche la distribuzione delle risorse, l’organizzazione e il modo in cui vengono utilizzate.
L’Italia offre, da questo punto di vista, un esempio interessante.
Nel 2024 l’aspettativa di vita alla nascita è stata di 83,5 anni, superiore alla media OCSE. Anche alcuni indicatori relativi alla mortalità prevenibile e trattabile risultano migliori della media dell’Organizzazione.
Allo stesso tempo, soltanto il 44% degli italiani dichiara di essere soddisfatto della disponibilità di assistenza sanitaria di qualità, contro il 64% della media OCSE.
Non è una contraddizione.
Significa che un sistema sanitario può ottenere risultati importanti sul piano della salute della popolazione e, nello stesso tempo, incontrare difficoltà nell’accesso tempestivo ai servizi.
Ed è proprio questa distanza tra risultati, risorse e accessibilità che sarà necessario analizzare nelle prossime puntate.
La prima fotografia
I numeri consentono già di tracciare una prima fotografia.
Nel 2024 l’Italia ha registrato 185,1 miliardi di euro di spesa sanitaria complessiva.
La componente finanziata dal settore pubblico è stata di 137,5 miliardi, mentre le famiglie hanno sostenuto direttamente 41,3 miliardi.
Il finanziamento effettivo del Servizio sanitario nazionale è stato pari a 136,7 miliardi.
Sul piano internazionale, l’Italia ha destinato alla sanità l’8,4% del PIL nel 2024, contro il 9,3% della media OCSE. La spesa pro capite è stata di 5.164 dollari a parità di potere d’acquisto, contro i 5.967 dollari della media OCSE.
Nel confronto europeo relativo al 2023, la spesa sanitaria dell’Unione europea ha raggiunto il 10% del PIL. Germania e Francia hanno registrato quote rispettivamente dell’11,7% e dell’11,5%.
Questi numeri non permettono ancora di pronunciare una sentenza sulla sanità italiana.
Dicono però che la discussione non può essere ridotta alla domanda “ci sono abbastanza soldi?”.
La domanda successiva è più complessa: come vengono utilizzati quei soldi e cosa riescono a ottenere i cittadini in cambio?
Per scoprirlo bisogna uscire dai bilanci e guardare a ciò che accade quando una persona ha bisogno concretamente di curarsi.
È lì che entreranno in gioco liste d’attesa, medicina di base, pronto soccorso, personale sanitario e rinuncia alle cure.
E sarà proprio la rinuncia alle cure il prossimo passaggio del dossier.
La prossima puntata: quando curarsi diventa un problema
Quante persone rinunciano a una visita, a un esame o a una prestazione sanitaria di cui avrebbero bisogno?
E soprattutto: perché?
Il prossimo capitolo del dossier entrerà nel tema della rinuncia alle cure, distinguendo le difficoltà economiche dai problemi legati ai tempi di attesa e alla disponibilità dei servizi.
Perché sapere quanto si spende per la sanità è importante.
Ma capire quante persone riescono davvero a curarsi quando ne hanno bisogno lo è ancora di più.
I NUMERI DELLA SANITÀ ITALIANA
| Indicatore | Valore | Anno |
|---|---|---|
| Spesa sanitaria complessiva | 185,1 miliardi € | 2024 |
| Spesa sanitaria finanziata dal settore pubblico | 137,5 miliardi € | 2024 |
| Spesa sanitaria sostenuta direttamente dalle famiglie | 41,3 miliardi € | 2024 |
| Quota della spesa complessiva sostenuta dalle famiglie | 22,3% | 2024 |
| Finanziamento effettivo del SSN | 136,7 miliardi € | 2024 |
| Spesa sanitaria in rapporto al PIL – Italia | 8,4% | 2024 |
| Media OCSE | 9,3% | 2024 |
| Spesa sanitaria pro capite – Italia | 5.164 dollari a parità di potere d’acquisto | 2024 |
| Media OCSE pro capite | 5.967 dollari a parità di potere d’acquisto | 2024 |
| Medici praticanti ogni 1.000 abitanti | 5,4 | 2024 |
| Media OCSE | 3,9 | 2024 |
| Infermieri ogni 1.000 abitanti | 6,9 | 2024 |
| Media OCSE | 9,2 | 2024 |
Nota metodologica: i dati riportati provengono da fonti istituzionali diverse e non sempre si riferiscono alla stessa annualità. Nel confronto europeo è stato utilizzato il 2023, ultimo anno disponibile nel quadro Eurostat richiamato nell’articolo; per il confronto internazionale con l’OCSE è stato utilizzato il 2024. Le grandezze relative alla spesa sanitaria complessiva, alla componente pubblica e al finanziamento effettivo del SSN non sono equivalenti e non devono essere sommate tra loro.
FONTI
ISTAT – Audizione dell’Istituto nazionale di statistica sul disegno di legge di bilancio 2026: dati sulla spesa sanitaria complessiva 2024, componente finanziata dal settore pubblico, spesa delle famiglie e andamento della spesa.
ISTAT – Rapporto annuale 2026: dati sul finanziamento effettivo del Servizio sanitario nazionale, finanziamento pro capite e differenze regionali.
OCSE – Health at a Glance 2025 – Italy: dati 2024 sulla spesa sanitaria in rapporto al PIL, spesa pro capite, medici, infermieri, aspettativa di vita e indicatori di accesso e soddisfazione.
Eurostat – Healthcare expenditure, 2023: confronto tra i Paesi dell’Unione europea sulla spesa sanitaria corrente e sul rapporto con il PIL.
Metodo della Redazione: il dossier utilizza prioritariamente fonti istituzionali e statistiche ufficiali. I dati vengono riportati indicando fonte e anno di riferimento e, quando necessario, vengono mantenute distinte metodologie statistiche e grandezze non direttamente confrontabili.
Redazione
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