Plastic Overshoot: il mondo ha già superato il limite
Il 6 settembre è scattato il Plastic Overshoot Day. Nel 2026 il 31,6% dei rifiuti plastici prodotti nel mondo sarà gestito in modo improprio

Plastic Overshoot: il mondo ha già superato il limite
di Antonello Rivano
Il 6 settembre è stato il Plastic Overshoot Day, la data che segna simbolicamente il momento in cui la quantità di rifiuti plastici prodotti nel mondo supera la capacità dei sistemi di gestione di raccoglierli e trattarli in sicurezza. Da quel momento, una parte crescente della plastica prodotta rischia di sfuggire alla raccolta e di disperdersi nell’ambiente.
Non significa che dal 6 settembre la plastica finisca automaticamente nei fiumi o negli oceani. È un indicatore che misura piuttosto lo squilibrio tra la quantità di rifiuti generati e la capacità dei sistemi di gestirli correttamente.
I numeri del 2026 danno la misura del problema. Secondo l’elaborazione di EA – Earth Action, quest’anno nel mondo saranno prodotti circa 227 milioni di tonnellate di rifiuti plastici. Di questi, quasi 72 milioni, pari al 31,6%, saranno gestiti in modo improprio e rischieranno di finire nell’ambiente. Sono 116 giorni di “overshoot” nell’arco dell’anno.
La gestione migliora, ma la plastica continua ad aumentare
C’è un dato che potrebbe sembrare positivo. Dal 2021 la data del Plastic Overshoot Day si è progressivamente spostata verso la fine dell’anno, segnalando un miglioramento nella capacità di gestione dei rifiuti plastici.
Il problema è che questo miglioramento non è sufficiente a compensare l’aumento della produzione. Negli ultimi cinque anni, secondo i dati rilanciati dal WWF Italia, la quantità di rifiuti plastici gestiti in modo inadeguato è aumentata di oltre tre milioni di tonnellate. Se non si interviene anche sulla produzione e sui consumi, il volume di plastica destinato a essere disperso nell’ambiente potrebbe quasi raddoppiare entro il 2040.
La questione, quindi, non riguarda soltanto la raccolta differenziata o la capacità degli impianti di trattamento. Il problema nasce prima, nel momento in cui la plastica viene prodotta, utilizzata e trasformata in rifiuto.
L’Italia arriva al 5 novembre
Il nostro Paese presenta una situazione migliore rispetto alla media mondiale. Il Plastic Overshoot Day italiano cade infatti il 5 novembre, quasi due mesi dopo quello globale.
Non è però tra i Paesi europei con le migliori performance. Svizzera, Francia e Spagna registrano una situazione più favorevole.
L’Italia produce circa 61 chilogrammi di rifiuti plastici per abitante ogni anno e rientra nella categoria degli “Overloaders”, i Paesi caratterizzati da elevati volumi di rifiuti plastici.
Il dato italiano mostra quindi una situazione ambivalente: da una parte la capacità di gestione consente di arrivare molto più avanti nel calendario rispetto alla media mondiale, dall’altra la quantità di plastica prodotta rimane elevata.
Non basta riciclare di più
La risposta alla crisi della plastica non può essere affidata soltanto al riciclo. Anche un sistema di raccolta e trattamento più efficiente rischia infatti di essere messo sotto pressione se la quantità di materiale immesso continuamente nel circuito dei consumi continua a crescere.
La strategia indicata dagli esperti punta quindi anche sulla prevenzione: produrre meno rifiuti, ridurre soprattutto gli oggetti monouso, favorire il riutilizzo e rendere realmente riciclabili i prodotti e gli imballaggi.
È un cambiamento che coinvolge industrie, istituzioni e consumatori. Ma la responsabilità non può essere scaricata esclusivamente sulle scelte individuali: quantità e caratteristiche della plastica immessa sul mercato dipendono in larga misura anche dalle decisioni dei produttori e dalle regole che disciplinano produzione, imballaggi e gestione dei rifiuti.
Il Plastic Overshoot Day serve proprio a ricordare questo squilibrio. La data del 6 settembre è già passata, ma il problema che rappresenta resta aperto per tutto il resto dell’anno. E il fatto che l’Italia riesca ad arrivare al 5 novembre non significa che il problema sia risolto: significa che abbiamo più tempo prima che la quantità di rifiuti plastici superi la capacità di gestirli in sicurezza.
Antonello Rivano
![]() Antonello Rivano — Direttore/Coordinatore Nazionale della Redazione di Polis SA Magazine, giornalista, scrittore, direttore editoriale e Web Media Manager. Si occupa di cultura, società, ambiente e problematiche territoriali, con particolare attenzione alle comunità locali e alle identità culturali. Ha partecipato come relatore a conferenze sulla storia e cultura tabarchine e a progetti di valorizzazione culturale in diversi territori italiani. È autore di romanzi, saggi e raccolte poetiche e ha ricevuto riconoscimenti letterari e premi per la comunicazione. Vanta inoltre una lunga esperienza nella progettazione e gestione di siti editoriali e nella comunicazione digitale. |


