Sab. Ott 17th, 2026

Mercato San Severino (SA). “Il Boschetto 3.0”: la replica dell’amministrazione comunale

Dopo le contestazioni dei gestori sulla chiusura dell’attività, il sindaco Antonio Somma interviene sulle criticità dell’area e sulla manutenzione del verde.

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Storie, problemi, identità e trasformazioni dei luoghi e delle comunità. Un viaggio attraverso i territori italiani, per raccontarne la realtà oltre la cronaca, dando voce alle persone, alle esperienze e alle questioni che li caratterizzano.


Mercato San Severino (SA). “Il Boschetto 3.0”: la replica dell’amministrazione comunale

di Anna Maria Noia

MERCATO SAN SEVERINO, 16 OTTOBRE – Sul “caso” della chiusura del ristorante e pizzeria “Il Boschetto 3.0”, ospitato sulle nostre pagine web, a Mercato San Severino, già precedentemente all’uscita del nostro servizio, gli amministratori dicono la loro sui reali motivi che hanno spinto i due gestori a cessare l’attività.

L’amministrazione rende pubblica la sua decisione di “stigmatizzare”, per così dire, i due imprenditori, la cui reazione è stata, appunto, quella di “finire tutto”, con una nota apparsa sui social dal titolo: “Gestione Boschetto. Facciamo chiarezza”. A cura dei referenti della pagina Facebook “Avanti, forti e uniti”, con il logo delle tre liste civiche a sostegno dell’attuale primo cittadino Antonio Somma: “La città di domani”, “Insieme per la città” e “Città prima e libera”.

Nel lungo e articolato documento, i responsabili hanno inizialmente parlato di “fantasiose e artate ricostruzioni pubblicate sui social”, diffuse in giro “anche attraverso messaggi”. I civici amministratori hanno parlato di “plurimi inadempimenti”, proprio da parte dei due tenutari de “Il Boschetto”. Anzi, dell’intera area, come esprimono su Facebook i latori della nota.

“Il Comune di Mercato San Severino – si legge – ha dichiarato risolta la convenzione di concessione del parco ‘Boschetto’, con la società affidataria, contestando una serie di gravi e reiterati inadempimenti agli obblighi previsti dal contratto”.

Entrando nello specifico, secondo i civici amministratori preposti all’area della manutenzione e del decoro urbano, “la convenzione, con decorrenza 1° gennaio 2021 e scadenza 31 dicembre 2026 (quindi tra meno di tre mesi!), affidava al privato non solo la gestione del punto ristoro e dei servizi igienici, ma anche la manutenzione ordinaria del verde, la cura dei viali interni, dell’agorà, delle sedute in marmo, degli impianti di illuminazione e irrigazione, nonché la custodia complessiva del parco”.

Inoltre, attestano da “Avanti, forti e uniti”, era prevista “la realizzazione di una serie di interventi e di migliorie per il parco”, sulla base del progetto presentato dalla stessa società in sede di partecipazione alla gara. Così nel documento. “La società era obbligata a tali attività”, puntualizzano.

Gli uffici comunali, spiegano ancora da Palazzo di Città, hanno ricostruito che l’Ente, già dal 2023, ha iniziato a diffidare formalmente il concessionario, dopo diversi sopralluoghi, anche a seguito di segnalazioni di privati cittadini, “sia sui social che direttamente”, tengono a puntualizzare i latori della nota.

la sede Comunale

La gestione, quindi, sarebbe risultata “non conforme” a quanto stabilito negli atti del contratto originario.

“Per dovere di trasparenza – spiegano dal Comune – si indicano le principali diffide e comunicazioni inviate dal Comune alla società, oltre a quelle verbali”.

Tra queste, quindici in tutto, noi che stiamo scrivendo ricordiamo solo alcune: le più interessanti e/o importanti!

Le diffide maggiormente salienti sono quella del 21 aprile 2023, protocollo numero 10046, relativa a una contestazione a seguito di sopralluogo congiunto, con rilievi su illuminazione, videosorveglianza, viali, panchine, cestini, agorà e impianto di irrigazione.

C’è da dire, però, che i gestori del resort e della relativa area, un “polmone verde”, hanno, di contro, lamentato l’impossibilità di rendere attivo l’uso delle videocamere.

Secondo i proprietari del ristorante, infatti, più volte si è tentato di ottenere un’autorizzazione per rendere operativa la videosorveglianza, dopo l’installazione degli impianti. Questo, a detta dei tenutari.

Ancora, proseguendo nella disamina delle diffide, citiamo quella del 9 giugno 2025, numero di protocollo 15335, avente a oggetto gli obblighi di cui all’articolo 6 della convenzione (oneri a carico del concessionario).

Andando avanti nel tempo, ecco alcune altre comunicazioni: ad esempio, quella del 20 aprile 2026, protocollata con il numero 11470. Qui l’Ente Comune ha ravvisato, sono parole della nota, “aree verdi in stato di abbandono, percorsi disconnessi, rifiuti; agorà e viali non mantenuti; irrigazione non funzionante e cestini ammalorati”.

Con protocollo 17139, invece, è stato avviato il procedimento di risoluzione della concessione, a pochi mesi dalla scadenza “naturale” del 31 dicembre dell’anno corrente, come sottolineano entrambe le “controparti”, per grave inadempimento.

Secondo il parlamentino cittadino, le criticità si sarebbero aggravate nel tempo. La società, scrivono i politici, avrebbe presentato osservazioni, ritenute “inammissibili”, sostenendo “il carattere generico e infondato delle contestazioni” e lamentando “una violazione dei principi di buona fede e correttezza”.

Insomma, un botta e risposta durato anni tra Comune e aggiudicatari, che si sta “concretizzando”, però, solo ora: con il provvedimento del primo luglio 2026, infatti, protocollo 19088, il responsabile dell’area tecnica ha disposto la risoluzione della convenzione, l’incameramento della cauzione e la reimmissione in possesso del parco da parte del Comune.

Una decisione che ha comportato delusione e sorpresa, amara, da parte degli avventori e degli aficionados o habitué che hanno apprezzato la cucina e la preparazione della pizza de “Il Boschetto 3.0”. In molti hanno commentato su Facebook e su altri portali web, rattristati per aver perso “un punto di riferimento” in cui assaporare cibi genuini e socializzare, nella lussureggiante cornice naturale di quest’area, vero polmone ecologico di San Severino.

“La decisione – affermano dal Comune – si è resa necessaria per tutelare l’interesse pubblico, verso la corretta gestione di uno spazio destinato allo svago di famiglie e bambini”.

Evidentemente, però, molte famiglie e i loro bambini apprezzavano il resort, a giudicare, almeno, dalle parole affettuose contenute nei numerosi commenti alla notizia della chiusura!

Il comunicato, intanto, prosegue: “Il mancato rispetto delle obbligazioni contrattuali ha prodotto una situazione di degrado, incompatibile con la funzione sociale del parco”.

Per concludere, affermano gli amministratori: “La società ha presentato ricorso ex articolo 700 c.p.c. avverso tale decisione; in data 21 settembre 2026, il giudice del Tribunale di Nocera Inferiore, Sezione Prima civile, ha dichiarato inammissibile il ricorso, condannando la società alle spese”.

Secondo la nota, si sarebbe parlato di “salvaguardia di un bene pubblico ad personam”, mentre, dichiarano gli estensori del comunicato online, “si segnala che la stessa azione amministrativa di risoluzione è avvenuta per il precedente gestore dell’area pubblica al parco ‘Santina Campana’, senza suscitare clamori, ed ora è gestito da un’altra società”.

La missiva, presente, ripetiamo, sui social, si conclude adombrando “interessi economici” da parte di Massimo Califano e Gaetano Saggese, soci imprenditori de “Il Boschetto 3.0”.

I quali hanno dalla loro parte gran parte della clientela sanseverinese, come testimoniano i tanti messaggi di solidarietà pervenuti sotto il loro post di commiato. Senza svelare i motivi della chiusura, se non dicendo: “Non è colpa nostra”. Poi basta.

Abbiamo, in conclusione, ascoltato il sindaco Antonio Somma per chiedergli il suo parere. Egli ha così risposto:

“Il tema vero è che, nonostante le sollecitazioni, i due soci non hanno effettuato la manutenzione con continuità, causando così danni a tutto il contesto. È una condizione singolare – asserisce Somma – perché essi pagavano un canone molto più basso rispetto alle altre attività commerciali, proprio in quanto avrebbero dovuto occuparsi della manutenzione di tutta l’area. Cosa che, è evidente, sotto gli occhi di tutti, non è stata fatta. E c’è degrado totale. Addirittura, i gestori non sarebbero stati in grado di sistemare l’impianto di irrigazione”.

Tra le altre criticità segnalate dal primo cittadino e da molti altri sanseverinesi, non quelli che hanno espresso solidarietà ai soci, figurano erba tagliata male o non tagliata, prato completamente “bruciato” e vialetti disconnessi. Il sindaco invita gli scettici a visitare il parco, in modo da riscontrare le problematiche segnalate.

“Non capisco le polemiche che la gestione sta veicolando adesso – afferma il sindaco – quando bastava discutere in passato, al momento in cui sono arrivate le contestazioni [chi scrive invita i lettori a rifarsi alla pagina Facebook sopra menzionata, allo scopo di leggere tutte e quindici le diffide], per trovare una soluzione condivisa”.

Oltretutto, lo dice anche Somma, tra poco scadrà il bando di affidamento. Per cui, chiosa il sindaco:

“Non comprendo tale protesta tardiva”.

La parola ai diretti interessati, se avranno ancora la volontà di controbattere, difendendo nuovamente le proprie ragioni.

Anna Maria Noia

Anna Maria Noia — Giornalista, scrittrice e poetessa, vive e opera a Mercato San Severino (SA). Laureata in Scienze della Comunicazione con una tesi in Antropologia culturale, si occupa di cultura, storia locale, tradizioni popolari e territorio, con particolare attenzione alla Valle dell’Irno. Autrice di saggi e raccolte poetiche, tra cui Barlumi d’infinito, pubblicato da Polis SA Edizioni, collabora con diverse realtà editoriali e culturali.

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