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Carloforte - Casa della salute

Sanità a Carloforte, un Comitato per affrontare le criticità dell’Isola di San Pietro

Ad oggi, oltre 130 adesioni per il Comitato Sanità Isola di San Pietro. Apartiticità, dialogo e collaborazione con istituzioni, enti e associazioni: le linee d’azione indicate dal Comitato per affrontare le difficoltà dell’assistenza sull’isola

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Storie, identità, culture e trasformazioni dei luoghi e delle comunità. Un viaggio nei territori, per raccontarne la complessità oltre la cronaca, attraverso le persone, le esperienze, le tradizioni, le iniziative, gli eventi e le questioni sociali, culturali e ambientali che ne definiscono il presente e contribuiscono a costruirne il futuro.


Sanità a Carloforte, un Comitato per affrontare le criticità dell’Isola di San Pietro

di Marco Ferri

A Carloforte nasce il Comitato Sanità Isola di San Pietro, una realtà civica che ha già raccolto oltre 130 adesioni e si è organizzata in gruppi di lavoro per affrontare le criticità dell’assistenza sanitaria sul territorio. L’iniziativa si propone di raccogliere le istanze dei cittadini e promuovere il confronto con istituzioni, enti e associazioni, mantenendo una posizione apartitica e puntando sulla collaborazione per individuare risposte concrete ai problemi della comunità.

Il Comitato si propone di operare in un contesto particolarmente complesso. Carloforte, unico centro abitato dell’Isola di San Pietro, non dispone di un ospedale né di un Pronto soccorso. In caso di emergenza che richieda il ricovero, il paziente deve essere trasferito sulla terraferma, attraverso un sistema di soccorso che coinvolge servizi sanitari, collegamenti marittimi e, quando le condizioni operative lo consentono, l’elisoccorso. Una condizione geografica che incide sull’organizzazione degli interventi e sull’accesso alle cure, in un territorio che deve fare i conti anche con le difficoltà dell’assistenza di base e della continuità assistenziale.

Le emergenze e i trasferimenti sulla terraferma

Il riferimento ospedaliero per molte delle emergenze è il Sirai di Carbonia. Per raggiungerlo da Carloforte occorre attraversare il mare fino a Portovesme, o Calasetta, e proseguire in ambulanza verso Carbonia, oppure ricorrere all’elisoccorso quando il servizio è attivabile e le condizioni lo consentono. La traversata in traghetto dura indicativamente quaranta minuti, a cui si aggiunge il trasferimento stradale. Sono tempi di percorrenza che non comprendono l’attivazione dei soccorsi, l’attesa dell’imbarco e, se necessarie, le operazioni di passaggio da un mezzo all’altro.

Un ruolo fondamentale nella rete dei soccorsi è svolto dalla Croce Azzurra di Carloforte, associazione di volontariato che garantisce il servizio di ambulanza nell’ambito del sistema regionale di emergenza-urgenza 118. I suoi soccorritori volontari rappresentano una componente essenziale dell’assistenza sull’isola e operano in coordinamento con la centrale operativa del 118 e con il personale sanitario. Nei periodi in cui è attivata la postazione infermieristica India, l’equipaggio viene integrato con un infermiere di AREUS, rafforzando la capacità di intervento nei casi che richiedono un soccorso sanitario avanzato. La disponibilità dei volontari e la continuità del servizio sono quindi aspetti cruciali: come ha sottolineato il presidente dell’associazione, Giancarlo Maurandi, la carenza di volontari rende difficile assicurare una copertura continuativa, mentre il loro impegno è indispensabile per garantire il soccorso alla popolazione.

La gestione delle emergenze richiede quindi la collaborazione tra più soggetti. Un episodio documentato dall’Azienda regionale per l’emergenza urgenza della Sardegna (AREUS) risale al 22 agosto 2026, quando un uomo di 65 anni con una grave aritmia cardiaca fu soccorso a Carloforte grazie al coordinamento tra Guardia medica, ambulanza infermieristica India 51, centrale operativa del 118 e Capitaneria di porto. Per consentire il trasferimento urgente verso Carbonia, la partenza del traghetto delle tre del mattino venne anticipata; a Calasetta il paziente fu preso in carico da un’altra ambulanza per raggiungere il Pronto soccorso del Sirai. L’intervento, ricostruito dalla stessa AREUS, mostra quanto la tempestività dipenda anche dal coordinamento tra servizi sanitari e collegamenti marittimi (fonte AREUS).

Un altro trasferimento sanitario urgente via mare è stato effettuato nelle prime ore del 18 ottobre 2026, quando la Guardia Costiera di Carloforte ha condotto una persona in codice rosso a Portovesme, dove il paziente è stato affidato al personale del 118 per il successivo trasporto al Sirai. Sono episodi che documentano il ruolo della motovedetta nelle emergenze notturne, quando il trasferimento non può attendere un collegamento ordinario. I trasferimenti sanitari via mare effettuati dalla Guardia Costiera sarebbero, mediamente, nell’ordine di una trentina all’anno.

L’elisoccorso rappresenta un’altra risorsa della rete di emergenza, ma la sua operatività dipende dalle condizioni di attivazione e dalla disponibilità del servizio. Nel piano di potenziamento estivo 2026, AREUS ha previsto anche a Carloforte il rafforzamento di alcune fasce orarie della postazione di soccorso con personale infermieristico; il piano regionale specifica inoltre che le basi di Cagliari e Alghero dell’elisoccorso operano nelle ore diurne, mentre quella di Olbia è attiva anche di notte (fonte AREUS). A Carloforte l’elisoccorso, per mancanze strutturali, non può operare di notte.


Per valutare in modo completo la risposta sanitaria sull’isola restano importanti la disponibilità effettiva dei mezzi, i tempi d’intervento e la continuità delle diverse componenti della rete.

Le criticità della rete sanitaria

L’insularità si inserisce in un quadro territoriale più ampio. Il Pronto soccorso dell’ospedale Sirai, punto di riferimento per il territorio, ha affrontato criticità legate alla pressione assistenziale e all’organizzazione dei servizi. In una nota del 27 agosto 2026, la ASL Sulcis Iglesiente ha dichiarato che l’ospedale non era «al collasso», riconoscendo tuttavia momenti di carico di lavoro particolarmente elevato, la necessità di nuove risorse e l’avvio di interventi per rafforzare l’assistenza (fonte ASL Sulcis Iglesiente). Le difficoltà del presidio non sono sovrapponibili a quelle di Carloforte, ma costituiscono un elemento del contesto nel quale devono essere garantiti i percorsi di cura dei residenti dell’isola.

Accanto all’emergenza, c’è il tema dell’assistenza quotidiana. Il pensionamento del medico di famiglia Gianfranco Grosso, avvenuto il 30 settembre 2026, ha aperto un’ulteriore fase di difficoltà per una parte della popolazione: secondo i dati disponibili a livello locale, circa 800 assistiti risultavano ancora senza medico di famiglia, mentre gli altri professionisti presenti sul territorio avevano già superato la propria capacità di assistenza.

Una situazione che, purtroppo, accomuna Carloforte a molti altri centri italiani, come Polis ha documentato nel suo Dossier sulla sanità italiana. Ma in un piccolo centro insulare, le difficoltà assumono un peso ancora maggiore: chi ha bisogno di rivolgersi al medico di famiglia lo fa perché sta male e necessita di assistenza. Quando il servizio non è disponibile e i medici rimasti non riescono ad accogliere ulteriori pazienti, anche una necessità sanitaria ordinaria rischia di trasformarsi in un problema più difficile da affrontare, aggravato dall’isolamento geografico dell’isola e dalla mancanza di alternative facilmente accessibili. A questo va aggiunto che non ci sono state indicazioni ufficiali, chiare e univiche, agli assistiti del medico andato in pensione, su chi e come rivilgersi in caso si bisogno, creando un clima di timore e incertezza.

La situazione è tuttavia in evoluzione e, nei prossimi giorni, potrebbero emergere novità importanti sul fronte dell’assistenza medica di base.

Anche la continuità assistenziale, comunemente chiamata Guardia medica, ha registrato numerosi turni scoperti, soprattutto durante il periodo estivo, quando l’aumento delle presenze turistiche accresce sensibilmente il bacino di utenza. Nel 2025, tra maggio e settembre, le presenze turistiche sull’isola sono state indicate in circa 49.000, un dato che evidenzia la necessità di programmare i servizi sanitari tenendo conto non soltanto delle esigenze dei residenti, ma anche dell’incremento stagionale della popolazione.

Il confronto con altre realtà insulari può aiutare a comprendere la specificità del caso carlofortino, purché si tengano presenti le differenze tra popolazione, organizzazione sanitaria e tipologia dei servizi. La Maddalena, Ischia ed Elba dispongono di strutture ospedaliere con Pronto soccorso; Procida dispone invece di un Punto di primo intervento, servizio che non equivale a un Pronto soccorso ospedaliero. L’Isola di San Pietro rimane priva di entrambe queste strutture. Il raffronto non risolve da solo la questione, ma pone una domanda concreta sulla capacità di assicurare un accesso tempestivo e adeguato alle cure anche nelle comunità insulari più piccole.

Il Comitato: un’organizzazione apartitica e aperta alla comunità

È in questo quadro di complessità che si inserisce l’attività del Comitato Sanità Isola di San Pietro. Le oltre centotrenta adesioni raccolte finora testimoniano l’interesse suscitato dall’iniziativa e la volontà non soltanto di una parte della comunità locale, ma anche di persone che, pur vivendo lontano dall’isola, continuano a sentirsi legate a Carloforte per ragioni familiari, affettive o per il legame con il territorio, di partecipare al confronto sulle criticità sanitarie e contribuire alla ricerca di possibili soluzioni. L’obiettivo è affrontare le diverse questioni attraverso il contributo dei cittadini e il dialogo con gli interlocutori competenti. Il Comitato intende raccogliere segnalazioni, approfondire i problemi e promuovere iniziative capaci di tradursi in proposte concrete, nel rispetto delle responsabilità delle istituzioni sanitarie e amministrative, cui spettano le decisioni e gli interventi necessari.

Il logo ufficiale del Comitato

Secondo quanto dichiarato dai promotori, uno dei principi fondanti è l’assoluta apartiticità e indipendenza da qualsiasi formazione politica. Il Comitato non intende essere espressione di una parte politica né porsi in contrapposizione alle istituzioni, ma proporsi come uno spazio civico aperto alla partecipazione e al contributo di tutti coloro che hanno a cuore il futuro della sanità sull’isola. La linea indicata è quella del dialogo e della collaborazione con istituzioni, enti, associazioni e rappresentanti politici, senza preclusioni, ma mantenendo piena autonomia nelle proprie valutazioni e iniziative. L’obiettivo dichiarato è contribuire a individuare soluzioni concrete e praticabili alle criticità sanitarie di Carloforte, nell’interesse della comunità e della tutela del diritto alla salute.

Un incontro pubblico il 14 novembre

Il Comitato ha promosso per sabato 14 novembre 2026, dalle 8.45 alle 12.30, al Cineteatro Cavallera di Carloforte, un incontro pubblico dedicato alla situazione sanitaria dell’isola. L’iniziativa prevede un confronto con i cittadini e le istituzioni, con l’intento di favorire l’informazione, raccogliere esigenze e contribuire a individuare priorità condivise. Per informazioni è disponibile l’indirizzo comitatosanita.isoladisanpietro@gmail.com.

La questione sanitaria di Carloforte non si esaurisce nella distanza da un ospedale. Riguarda l’organizzazione dei soccorsi, la continuità dell’assistenza, la disponibilità dei medici e la capacità di coordinare i servizi in una condizione geografica particolare. La funzione del Comitato sarà misurata dalla capacità di mantenere aperto il confronto, documentare le criticità e trasformare le richieste della comunità in proposte circostanziate, verificabili e rivolte agli enti che hanno la responsabilità di garantire il servizio sanitario.

Marco Ferri

Marco Ferri, romano, è giornalista indipendente e opinionista. Si occupa di attualità, società, cultura e territori, con particolare attenzione alle trasformazioni sociali, alle identità locali e alle problematiche che interessano le comunità. Nei suoi contributi analizza le dinamiche della società contemporanea, le criticità dei territori e il rapporto tra cittadini, istituzioni e cambiamenti economici e sociali, offrendo spunti di riflessione sui temi che incidono sulla vita collettiva.

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