Transizione energetica, il Sulcis-Iglesiente si interroga
A Portoscuso confronto pubblico sull’impatto dell’eolico offshore: comunità e amministratori alla ricerca di un equilibrio tra sviluppo e salvaguardia del territorio
di Antonello Rivano
Il tema della transizione energetica torna al centro del confronto pubblico nel Sulcis-Iglesiente, territorio già segnato da fragilità ambientali e da una lunga storia industriale. Il Comitato NO speculazione energetica Carloforte ha infatti promosso una tavola rotonda aperta a sindaci, media, associazioni e portatori di interesse locali, con l’obiettivo di avviare una riflessione condivisa sul futuro energetico dell’area.
L’iniziativa nasce in un contesto globale definito “di turbolenza”, in cui la questione energetica assume un valore sempre più strategico. Tuttavia, secondo il Comitato, il dibattito pubblico rischia spesso di appiattirsi su posizioni generaliste, che invocano il ricorso alle energie rinnovabili senza una piena consapevolezza degli impatti ambientali legati ad alcune tecnologie di larga scala.
Al centro delle preoccupazioni vi è in particolare l’eolico offshore, indicato come una tecnologia non ancora matura e caratterizzata da costi molto elevati. Un tema che, secondo quanto riportato anche da fonti istituzionali nazionali, meriterebbe un’analisi più approfondita e contestualizzata, soprattutto in territori delicati come quello sulcitano.
Il Sulcis-Iglesiente, infatti, deve già fare i conti con una complessa eredità ambientale: si stimano circa 500 chilometri quadrati di aree compromesse in Sardegna, con interventi di bonifica che procedono lentamente. In questo scenario, il Comitato sottolinea la necessità che la transizione energetica — ritenuta imprescindibile per contrastare il cambiamento climatico — sia realmente sostenibile, condivisa dalle comunità e capace di evitare nuovi impatti irreversibili sul territorio.
L’obiettivo dichiarato è duplice: da un lato promuovere un modello energetico che non comporti sprechi di risorse pubbliche, dall’altro tutelare il patrimonio naturale e identitario del territorio, considerato un elemento fondamentale per la qualità della vita e per le future generazioni.

La tavola rotonda, che si terrà a Portoscuso, sarà dedicata in particolare all’analisi dell’impatto degli impianti eolici offshore, con riferimento al progetto Ichnusa Wind Power – Divento, attualmente in fase di richiesta di autorizzazione ministeriale. Un’occasione per mettere a confronto istituzioni e comunità locali su un tema che intreccia sviluppo, ambiente e identità.
All’incontro interverranno i sindaci di Buggerru, Fluminimaggiore, Gonnesa, Portoscuso, l’assessore alle Politiche energetiche del Comune di Carloforte Gianluigi Penco, insieme al presidente del Comitato promotore Salvatore Obino. A moderare il dibattito sarà la giornalista Susanna Lavazza.
L’iniziativa si propone come un primo passo verso una possibile convergenza tra le comunità del territorio, nella prospettiva di una gestione condivisa delle scelte energetiche e della salvaguardia del mare e dei beni comuni. Un confronto che si annuncia cruciale per delineare il futuro del Sulcis-Iglesiente.
[Foto di copetrina di Enrique da Pixabay]
Antonello Rivano è direttore/coordinatore nazionale di redazione di Polis SA Magazine. Scrittore e poeta, ha al suo attivo romanzi e raccolte poetiche, con riconoscimenti in premi letterari internazionali. Nel 2025 è stato insignito del premio per la comunicazione nell’ambito della Festa del Libro in Mediterraneo. Collabora con diverse testate di informazione online ed è direttore editoriale di Carloforte Magazine. A livello giornalistico si occupa di cultura, società, attualità e territorio, con particolare attenzione alla narrazione sociale, alle identità locali e alle realtà delle comunità e delle periferie.

