Lun. Lug 22nd, 2024

Giovani talenti: l’arte “umana” di Simona Santoriello

«Troppe volte chi si inerpica nel campo dell’arte è costretto a scendere a compromessi equivalenti in denaro per poter esporre le proprie opere. La decisione di mettere a disposizione uno spazio per i giovanti talenti campani è un forte messaggio per tutti coloro che non hai mai avuto, o per poche volte, la possibilità di esibire i loro lavori. Non è detto che chi non ha la disponibilità economica non meriti visibilità». Queste le parole di Marianna Battipaglia, artista nocerina, nonché curatrice della serie di esposizioni d’arte che si inaugureranno domani, 19 febbraio, presso i locali dell’associazione Polis Sviluppo e Azione, con la personale della giovane pittrice Simona Santoriello, Human Qualities.

Un progetto in continuo aggiornamento, di durata quasi annuale, che vedrà protagonisti i giovani talenti nostrani. Le figure selezionate dalla curatrice Battipaglia sono quelle di artisti in erba ma già di spessore, che non hanno ancora trovato la giusta visibilità. Un unico filo conduttore che spazierà tra “territorialità” e la condizione di essere “emergenti”.

Abbiamo incontrato e scambiato qualche chiacchiera con il primo artista in vetrina, la giovanissima Simona Santoriello, classe ’94, che attualmente frequenta la facoltà di Arti Visive, Musica e Spettacolo presso l’Università degli Studi di Salerno, e la cui passione per l’arte la accompagna sin da bambina.

Se dovessimo presentarti come artista in 3 parole, quali dovremmo usare?

«Non amo definirmi un’artista, in quanto sento di avere ancora tanto da imparare e sperimentare. Ma posso dirmi determinata, innamorata dell’arte e disposta a imparare».

Come è nata questa passione per la pittura? Istinto o semplice capacità?

«La passione per il disegno deriva da una curiosità: vedere fino a che punto posso contribuire, con la mia visione dei soggetti e dei paesaggi, al mondo dell’arte».

Qual è la tua tecnica e cosa ti stimola maggiormente?

«La mia tecnica fondamentale sono i chiaroscuri, che siano ottenuti con matite e carboncino, pastelli o acquerelli. La musica accompagnata all’atto del disegno è il mio stimolo principale».

Cosa, di un tuo dipinto, mette meglio a fuoco la tua personalità artistica?

«Credo che sia possibile vedere, attraverso le mie opere, la mia tendenza a sottolineare lo sguardo di ogni soggetto ritratto».

Quali sono gli artisti che maggiormente hanno influenzato il tuo lavoro?

«In pittura ho come punti di riferimento Van Gogh e gli Impressionisti in generale. In disegno preferisco non avere alcun punto di riferimento particolare».

Il tuo è un approccio chiaramente moderno alla pittura. Come ti poni invece nei confronti dell’arte antica?

«Ho avuto modo di studiare anche l’arte antica all’università. È un’arte che ammiro tantissimo, ma che allo stesso tempo ritengo lontana, in quanto propone una perfezione formale e un lavoro accuratissimo nei dettagli, elementi che mi appartengono poco o nulla».

Un consiglio spassionato da giovane artista a giovane artista: qual è l’ingrediente fondamentale, il primo passo da compiere nel mondo dell’arte?

«L’ingrediente fondamentale è la pazienza. Ma consiglio soprattutto di non interrompere l’attività del disegno o della pittura per lunghi lassi di tempo e di non lasciarsi abbattere da una giornata o uno stato d’animo sfavorevoli alla realizzazione di un’opera».

Pensi che l’arte in qualche modo possa aiutare il cambiamento?

«Io credo che l’arte sia essa stessa cambiamento. Apre le menti, porta al confronto ed è in grado, spesso, di mettere in discussione un punto di vista».

Dopo la laurea, quali saranno i tuoi progetti futuri?

«Dopo la laurea tenterò la strada della specializzazione in disegno, ma allo stesso tempo mi piacerebbe intraprendere la via della critica d’arte».

C’è una domanda che non ti abbiamo fatto e che avresti voluto trovare in questa intervista?

«Credo che le nove domande precedenti siano sufficienti nel fornire un quadro complessivo di me e le mie opere. Sono però convinta che osservare queste ultime dal vivo chiarirà maggiormente le idee».

Fedora Alessia Occhipinti

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