Lun. Lug 22nd, 2024
Le vittime dimenticate

Le vittime dimenticate, la violenza sulle donne ai tempi del COVID19.

Il Covid19 ha stravolto le nostre giornate, le restrizioni hanno cambiato abitudini, modi di essere e di fare. Ci sono però cose che, purtroppo, non cambiano, una di queste è la violenza di genere, piaga ancor più amplificata e complicata da coabitazioni forzate e prolungate nel tempo. 

I dati parlano chiaro, anche se le notizie sono predominate dalla situazione di emergenza sanitaria ed economica, lasciando fuori molti fatti di cronaca: le violenze sulle donne e i femminicidi, in Italia, non sono cessati. Probabilmente sono cambiati invece i numeri e la tipologia delle denunce. Il tutto condizionato dalle regole di restrizione dettate dalla lotta contro il contagio da COVID19, che hanno obbligato molte donne a coabitazioni complicate e spesso con tragici epiloghi.
L’altro volto della medaglia, se così vogliamo chiamarlo, di regole che sono fondamentali per combattere la diffusione del contagio.

Ne abbiamo parlato con Deborah Riccelli, scrittrice di libri sulla violenza di genere, autrice e attrice di teatro, esperta e operatrice nel campo della lotta contro la violenza sulle donne.

“Ho sentito dire in una trasmissione televisiva che sono diminuiti i casi di violenza ma non è così.

Ovviamente sono diminuite le denunce.

Le donne si ritrovano, in questo momento, a convivere con i loro carnefici 24 ore su 24.

Ovvio che, il più delle volte, non riescono a parlare con noi operatrici perché sono controllate.

Per non parlare della violenza assistita alla quale sono sottoposti i figli.

Si parla di violenza assistita quando i figli delle coppie che manifestano un conflitto sono costretti ad assistere alle liti o a vedere la loro mamma insultata e picchiata dal loro papà.

In questo periodo questi bimbi non hanno alcun modo per poter evadere.

Perciò direi che non è cambiato nulla se non peggiorato.”

In conclusione, pur consci del momento particolare che stiamo attraversando, non possiamo pensare che se i femminicidi, la volenza, i soprusi, non sono più protagonisti delle prime pagine, occupate da opinioni, dati, cronaca, relativi al COVID19, questo significa che non esistano più. Sarebbe un grave errore dimenticare che, mentre stiamo scrivendo di altro, Alice, Maria, Anna…stanno subendo violenza, chiedendo aiuto o esalando l’ultimo respiro, vittime di carnefici incuranti anche di una tragedia globale.

Antonello Rivano

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