Lun. Mag 17th, 2021

Rosso…anzi no arancione, meglio giallo

Italia divisa tra rosso, arancione e giallo. Da oggi in vigore l’ennesimo DPCM

di Antonello Rivano

Se fosse un film potremmo titolarlo “tre sfumature di rosso”. In questi giorni è andata in onda la tragicommedia dei ‘colori’. Regioni che via via sono passate, dal  rosso acceso all’ arancione e poi al giallo con sorpresa dei loro stessi abitanti.

In effetti , alla fine, in questo nuovo, ed ennesimo DPCM, le novità sono veramente poche, tranne che per le regioni rosse appunto. Un “coprifuoco” dalle 22 alle 5 del mattino, la chiusura di mostre e musei e quella dei centri commerciali nei fine settimana. Inoltre la DAD è stata estesa al 100% per tutte le scuole superiori.

Ebbene sì, siamo un paese in cui si pensa che possano essere più pericolosi i musei che le tabaccherie , che resterebbero aperte anche nelle zone rosse.

Forse per la prima volta sono d’accordo con Vittorio Sgarbi, quando afferma che i musei devono essere considerati “servizi essenziali”,

Siamo un paese dove una tazzina di caffè è di gran lunga più importante di un’opera di Michelangelo, e, soprattutto, dove i lavoratori della cultura e dello spettacolo sono considerati di serie B, specie se non vanno in televisione.

Ecco appunto, siamo un paese in cui i teatri e i cinema sono chiusi e, negli studi televisivi, si fanno programmi con la presenza di pubblico, come se le stesse norme che dovrebbero prevenire i contagi televisivi non potessero essere applicate ad altre forme di spettacolo, come se chi fa televisione possa essere immune, cosa che in questi giorni si è dimostrata non vera, se mai ci fossero stati dubbi.

Siamo anche un paese in cui possiamo fare a meno di tutto tranne che di farci belli, che poi serve a poco, visto che tutti dovremo girare con una mascherina che ci rende anonimi, che dovrebbe, almeno questa, uniformarci, renderci più “uguali”, meno vanitosi…forse persino più umani.

E intanto che pensavamo a cappuccini e brioche “proibiti” i colori cambiavano, cangiavano, il rosso diventava arancione e l’arancione giallo, mentre il verde scompariva del tutto. Forse perché il verde è il colore della speranza…e per noi oramai di Speranza c’è rimasto solo il nome del Ministro della Salute “nomen omen”.

Rossi: forse rossi dalla rabbia, perché per chi ha un minimo di senso critico (questo sconosciuto) non può non arrabbiarsi di fronte all’evidente interpretazioni arbitraria dei dati. Una regione, come la Campania, che solo pochi giorno fa ha chiuso le scuole di ogni grado per l’alto tasso di contagio, non può essere poi considerata “zona gialla”, è fuori da ogni logica.
Rossi: probabilmente rossi di vergogna, cosi dovrebbero essere quelli che hanno interpretato quei parametri, ventuno si dice, con i quali hanno decretato che la Liguria sarebbe Zona Gialla. Una regione che il 3 novembre  aveva 1.052 nuovi casi su 3.215 e 20 deceduti.  Ieri  1.122 i nuovi casi di positività al Covid- a fronte di 6.141 tamponi effettuati (compresi quelli di controllo) e 3.194 persone testate, con 24 decessi.

Se pensiamo che il tutto sia stato fatto in buona fede, possiamo asserire allora che è stato fatto alla carlona, purtroppo la verità potrebbe essere ben più grave.

E intanto che qualcuno gioca con le matite colorate, le bici e i monopattini, la gente si ammala, e muore; nel frattempo che si ha paura a decidere, che si fa lo scaricabarile, i Pronto soccorso si intasano e altre strutture ospedaliere vengono riconvertite in reparti Covid. Il problema non è “cercare di non ammalarsi di COVID” ma “cercare di non ammalarsi”, perché l’aumento dei casi Covid è direttamente proporzionale all’impossibilità di avere spazio per altri tipi di malattie.

E in tutto questo, mentre si perde il bandolo della matassa “tracciamento” e si dice di aver delegato ai medici di famiglia il compito dei tamponi…questi non hanno neppure il tempo di rispondere al telefono, e, lo precisiamo, in ambulatori che non sarebbero assolutamente adatti allo scopo. Mentre si parla, si promette, si blatera, si creano e accettano compromessi per amore della “poltona” ci sono famiglie intere, letteralmente sequestrate in casa, che aspettano il tampone da tredici giorni…in fascia gialla …naturalmente.

E i vecchi? Per questo ha risposto Gigi Proietti, che ha deciso di andarsene a ottanta anni precisi, il giorno stesso che su questo argomento abbiamo forse toccato il punto più basso della nostra storia politica. Probabilmente, prima che si chiudesse il sipario avrà pensato, rivolto a governo e governatori politici in genere, negazionisti e pressapochisti: “m’avete rotto er ca“.
E’ una mia fantasia…ma avrebbe avuto tutte le ragioni di questo mondo.

Antonello Rivano

 

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