Dom. Mag 16th, 2021

Pegli, Villa Doria: paesaggio, storia e un “mezzo” campo da basket

di Antonello Rivano

Un campo da streetball, altrimenti noto come street basket o basket da strada, realizzato all’interno di un parco storico di Pegli, diventa oggetto di una petizione.   

Può un mezzo campo da Basket, questo di fatto è un campo da street basket, con una base in cemento, rialzata, che presenta pericolosi spigoli vivi, sorgere in un’area tutelata, sia dal punto di vista paesaggistico che architettonico, contro la volontà dei cittadini e con il parere sfavorevole del Municipio di circoscrizione?

 “115000 mq di parco a sfondo della villa costruita (XVI sec.) per il ricchissimo banchiere Centurione consuocero di Andrea Doria, abitata da principe Gian Andrea Doria e discendenti, è proprietà comunale come la maggior parte delle Ville storiche genovesi.

Il complesso della villa, inteso come edificio e parco, rappresenta un’importante testimonianza del modello cinquecentesco genovese di villa suburbana; esso conserva importanti elementi di valore storico, culturale e vegetazionale. E’ presente un laghetto artificiale realizzato nella seconda metà del XVI secolo dall’architetto Galeazzo Alessi. Al centro del lago si trova un’isola sulla quale erano presenti due statue di satiri che gettavano acqua. Un ponticello univa le due sponde permettendo il giro completo attorno al bacino.”

-Una vecchia veduta aerea di Villa Centurione Doria e la sua torre-

Questi sono Villa Centurione Doria, e il suo parco, secondo il sito ufficiale “vivigenova.it” del Comune di Genova. Un bene da tutelare quindi. Sembrerebbe strano che in un tale sito, soggetto a vincolo architettonico e paesaggistico, possa, di punto in bianco, sorgere un (mezzo) campo da basket, perlopiù non del tutto a norma, visto che la sua base, rialzata rispetto al terreno, presenta dei pericolosissimi spigoli vivi.

Eppure è quello che è successo in quel di Pegli, borgo rivierasco del ponente genovese, dal 1926 ex comune accorpato a quello delle Grande Genova.

-Il laghetto del parco storico-

Villa Doria e il suo parco, polmone verde pubblico, non sono solo un patrimonio storico per i pegliesi. Per tanti di loro, intere generazioni, sono stati luogo di ricreazione, socializzazione e crescita. Il luogo ha una importanza fondamentale per la vita del “quartiere” genovese, visto la sua facile accessibilità e fruibilità. Un posto dove le passeggiate, con o senza cane, di giovani e meno giovani, convivono con la fresca gioiosità dei bimbi che si divertono nel suo parco giochi, a pochi passi dall’entrata del parco, a fianco della Villa. Gli edifici di quest’ultima sono sede di un museo navale e le sue sale ospitano, abitualmente, importanti convegni e mostre, oltre che essere uno dei centri per i corsi annuali del CUP (Centro Universitario Ponente).

Ed è proprio nelle immediate vicinanze dello scivolo e delle altalene, al posto di una delle poche zone di “gioco libero” dell quartiere genovese, che è “spuntata” l’opera oggetto della petizione popolare promossa dal Comitato Pegli Bene Comune. Il comitato è da tempo presente sul territorio pegliese e grazie all’opera dei suoi volontari contribuisce in maniera determinante alla manutenzione e pulizia di zone che sarebbero altrimenti destinate al “dimenticatoio”. Tra le altre attività risulta prezioso il lavoro di pulizia dell’arenile e delle scogliere del litorale pegliese.

-Il campo da basket con un particolare della base-

Abbiamo chiesto a un membro del comitato, nonché mamma facente parte dei genitori dei bambini che usufruiscono del parco giochi, di illustrarci il nocciolo del problema.

 -Serena, quando avete preso coscienza che stava nascendo qualcosa di sbagliato, e in che momento è partita la petizione?

-“Ormai due anni fa circa sono iniziati questi lavori in Villa Doria che rientravano nei fondi periferie stanziati dal governo Renzi per la riqualificazione edilizia scolastica e zone attigue per Città Metropolitana. Questi hanno dapprima tolto per 2 anni la possibilità di uso della zona ex arena spettacoli dove erano installati anche due canestri (il campo erano righe tracciate sul pavimento).Questa estate di punto in bianco, nel momento post lokdown dove la Villa sarebbe stata un polmone per bimbi e genitori, hanno iniziato a transennare e bucare il piazzale dei bimbi e altre zone, era un campo da guerra. Noi genitori abbiamo da subito sollevato il problema al Municipio che sembrava non fosse stato messo al corrente di ciò che doveva essere fatto e neanche dei tempi. Dagli uffici ” centrali” non hanno fatto trapelare quasi nulla per molto, intanto i lavori procedevano veloci come mai altri prima. Una volta nato l’aborto si è sollevata la protesta popolare appoggiata dalla richiesta di spiegazioni da parte del Municipio, quindi altre parti politiche nelle persone di consiglieri pegliesi di più schieramenti si sono fatte portavoce.

Nelle settimane precedenti alle interpellanze fatte in consiglio comunale il Comitato Pegli bene comune ha avviato una raccolta firme che in una settimana ha raccolto più di 3.400 firme e sta procedendo. L’assessore Piciocchi (Assessore al Bilancio, Lavori Pubblici, Manutenzioni, Verde Pubblico con funzioni di vice sindaco, N.d.A) chiamato in causa si è reso disponibile ad un incontro con la cittadinanza, non ancora fissato e a fare da interlocutore con città metropolitana per capire dove è avvenuto ” l’errore” . Voglio sottolineare che sono cresciuta a Pegli, particolarmente in Villa, come tantissimi di noi, e con questo “scempio” è come se mi avessero pugnalato al cuore!

-L’ingresso del parco-

Questo il testo della petizione online presente sulla piattaforma change.org : << Il Comitato “Pegli bene comune”, portavoce di buona parte dei cittadini pegliesi, attivo da anni per la manutenzione e la salvaguardia della delegazione, chiede a chi di dovere un incontro pubblico nel quale venga spiegato alla comunità come si sia potuto procedere alla costruzione di un’opera incompleta e senza senso, all’interno di un parco storico (quello di Villa Doria) di grande importanza e legato a vincoli. Chiede inoltre che venga chiarito in quale modo si intenda riparare al danno fatto e chi dovrà risarcire il bene pubblico, auspicando che ciò non avvenga attraverso altri soldi pubblici, dal momento che – nella normalità, e in base ad ogni principio di equità – chi sbaglia paga.>> (al momento he chiudiamo questo articolo si è raggiunto il numero di 3.453 firme).

Il sentire comune è che l’unica soluzione resterebbe la totale rimozione dell’opera. difficilmente saranno ben accetti rifacimenti o variazioni.

Il parere contrario, e le perplessità, del Municipio VII Ponente ci sono stati espressi anche attraverso il suo assessore all’ urbanistica e ai lavori pubblici Matteo Frulio. L’assessore, che tra l’altro è Architetto Paesaggista, ha sottolineato il fatto che ancora non risulta chiaro da chi sia venuto il consenso e che il municipio è stato tenuto all’oscuro di ogni cosa. “Quello che stupisce è che anche il Comune di Genova, proprietario di villa e parco, sembra non sia stata coinvolto da Città Metropolitana, inoltre quella interessata è una delle poche Aree Pubbliche libere dell’intera Pegli e l’opera realizzata non sembra essere di sicuro una priorità. Come Municipio capiamo e condividiamo le perplessità e le preoccupazioni dei cittadini e dei promotori della petizione”.

Quello che appare sconcertante, senza entrare nel merito tecnico ed economico, è il fatto che a pochi metri da quello che appare a tutti gli effetti uno spreco di danaro pubblico, e sotto una magnifica torre di osservazione, facente parte della struttura architettonica della Villa, ci siano dei bagni pubblici, o almeno ciò che ne resta, in condizioni a dir poco pietose e pericolose e, poco discosto, un parco giochi che meriterebbe manutenzione e ristrutturazione, visto anche la presenza di altri “pericoli” consistenti in muretti in pietra, che delimitano i giochi, e che non sono sicuramente la cosa più consigliabile per la sicurezza dei bambini.

-Lo stato dei bagni ai piedi ella Torre-.

Una maggiore attenzione alle reali necessità dei fruitori del parco, una più attenta, giudiziosa e responsabile osservazione del suo stato quasi di abbandono, specie della notevole parte verde, compreso il magnifico laghetto, avrebbero potuto portare verso interventi ben più necessari di un (mezzo) campo da Basket che, anche per chi a Pegli non è nato e vissuto, appare come un elemento alieno di cui si poteva tranquillamente fare a meno. Per dovere di cronaca è doveroso ricordare che attualmente “l’opera” è recintata e sarà oggetto di sopraluogo per verificarne le conformità di sicurezza (conformità che anche a un profano appare di gran lunga improbabile sussister).

La vicenda si inserisce in un contesto ben più ampio di trascuratezza urbana e paesaggistica che, specie negli ultimi tempi, ha visto tutto il Ponente Genovese, suo malgrado, come protagonista.
il fatto che interi borghi vengano considerati “quartieri periferici” del Comune della Grande Genova” ha sicuramente fatto in modo che questi vengano trattati in maniera marginale rispetto ad altre zone del capoluogo ligure.

Tante splendide realtà, come Villa Doria e Villa Durazzo Pallavicini a Pegli, Villa Duchessa di Galliera a Voltri, e i loro parchi storici, solo per citarne alcune, sopravvivono e mantengono, almeno in parte, il loro antico splendore grazie anche, e soprattutto, all’opera di associazioni di volontari. Resta le domanda posta all’inizio del servizio: come può il progetto di un’opera così impattante, palesemente non a norma e fuori luogo, essere stato approvato in un’area tutelata da vincoli architettonici e paesaggistici? A questa se ne aggiungono altre: possibile che nessuno, in corso d’opera, non abbia controllato? Quando si deciderà il padeone di casa, ossia il Comune di Genova, a ridare il giusto e doverosodecoro al Parco Storico di Villa Centurione Doria, mettendo mano a manutenzioni ordinarie e straordinarie oramai più che necessarie, a opere e verde pubblici?

Visto l’attuale politica di depotenziamento dei municipi di circoscrizione della Grande Genova sarà ancora più arduo sperare in una maggiore attenzione verso quei beni che, per gli abitanti di Pegli e gli altri borghi-quartiere, sono molto più che testimonianze storiche.

Antonello Rivano

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