Sab. Mag 15th, 2021

Crisi di governo e giochi di potere

Occorre distinguere il metodo dal merito delle varie problematiche sollevate da Renzi.

Di Pina Esposito

Ore concitate, frenetiche, si consumano con rapidità inaudita nell’agone politico nostrano, in cui la crisi di governo è anche il tema principale del dibattito fra comuni cittadini.

I fatti li conosciamo: lo sfascismo renziano, il cinismo e le sue azioni corsare, pochi giorni fa, hanno determinato una rottura degli equilibri dello stesso governo, il Conte bis, da lui stesso fortemente voluto.

 Anche di questo aspetto conosciamo e ricordiamo meccanismi e dettegli.

-MATTEO RENZI-

Ma abbiamo memoria anche di altre azioni di Renzi, a dire il vero, assai poco edificanti. Infatti, ci ricordiamo delle sue bugie e delle vignette che lo raffiguravano con un bel naso da burattino.

Tuttavia, le sue marachelle passate (non trascurate, non perdonate), agli occhi di molti politici e della maggioranza degli italiani, sembrano niente rispetto a quelle attuali: una bomba fragorosa, dunque molto dannosa, rispetto ai mortaretti accesi, per mano sua, pochi anni fa.

L’aggravante che pesa sull’attuale giudizio, negativissimo, è dovuto al contesto pandemico, in cui viviamo con sempre più stanchezza e sfiducia e con una montagna di problemi che ci affoga e da cui non vediamo l’ora di venire fuori.

Sicché, sull’ex Premier, attuale capo di IV, si è aperta una raffica di aspre critiche, mentre si sono aperti i giochi (i soliti giochi) del nostro teatrino politico, atti a delineare una risoluzione governativa, a guida sempre di Conte, difeso ad oltranza dagli altri partiti della sua coalizione.

E Renzi , allora, non si vergogna del casino che ha creato?

No che non si vergogna, ma si giustifica e spiega un serie di cose che possono essere, per molti aspetti, argomenti piuttosto legittimi.

Bisogna, quindi, fare uno sforzo per distinguere il metodo dal merito delle varie problematiche sollevate da Renzi.

Egli ritiene che l’azione politica che ha messo in campo, mira a progettare un futuro diverso del Paese, un futuro intessuto di scelte diverse nei gangli vitali del nostro assetto sociale. Un futuro che andrebbe costruito da una classe politica di alto livello, capace di mostrarsi all’altezza nella gestione dell’inverosimile fiume di denaro del Ricoveri fund, di cui potremo disporre.

Una cifra enorme da non sperperare con sovvenzioni varie consolatorie e di efficacia zero, ma considerata attraverso progetti incisivi e strutturalmente proficui, per rilanciare e rifondare un ‘economia in ginocchio, stremata e indebolita ulteriormente dai danni della pandemia.

-GIUSEPPE CONTE- PRESIDENTE DEL CONSIGLIO-

Quello che di vero c’è e su cui, al di là delle spinte renziane ispirate a personali tornaconti, si può concordare, è ciò che questo governo ha prodotto, rendendo memorabili alcuni ministri, per i risvolti deboli o in certi casi ridicoli, di azioni attuate con superficialità e pressapochismo.

Bonus a piogge per monopattini e per vacanze estive; bonus distribuiti indistintamente, senza far caso al reddito di certe categorie; sperpero di danaro pubblico per i banchi a rotelle, per mascherine da cestinare, per siringhe pagate il più del dovuto; un cash back da utilizzare, invitando a restare a casa e con negozi chiusi. Sono solo alcuni esempi, ma l ‘elenco potrebbe continuare; così come si potrebbero citare altre contraddizioni riguardanti l’onnipotente Arcuri; si potrebbe rimarcare, a tale proposito, l’inaudita scelta dei depositi dei vaccini in luoghi altamente nocivi per le scorie altamente nocive.

E che dire, in merito alle zone dei vari colori, che cambiano di continuo?

E degli scontri istituzionali fra le regioni e il potere centrale?  E delle scuole chiuse da mesi e mesi e del balletto delle aperture a singhiozzo e della gente buttata sul lastrico e che non sa più come e cosa fare per portare il pane a casa, ne vogliamo parlare?

Vogliamo parlare anche del piano trasporti e delle corsie degli ospedali in affanno?

Certi ministri che sono indifendibili, Conte li difende, sostenendo che il suo è stato un governo buono.

L’inadeguatezza e l’eccesso di potere di cui Conte si è servito, non hanno dato stabilità al Paese: confusioni, tentennamenti, conflitti sociali e politici non sono mancati e fa peccato chi dice il contrario.

 L’emergenza e lo sconvolgimento pandemico, non sono state bazzecole, ma altre scelte potevano essere fatte, per alimentare la fiducia dei cittadini e per non indebolire né il Parlamento, né le basi della nostra democrazia.

Se non ci fossero stati i rilievi mossi da IV e dallo stesso D’alcune scelte sul Ricoveri non sarebbero state cambiate,

-SERGIO MATARELLA-PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA-

Rimane il contrasto sul MES, ma ormai è storia di ieri.

Quello che accadrà vedremo.

Intanto, parlamentarizzare la crisi come deciso da Conte, ha portato alle pagine della cronaca degli ultimi giorni, ed alla conta dei possibili voti, nobilitati da Mattarella, con il termine di costruttori.

Il neologismo corrispondente allo scilipotismo e che dette luogo al fenomeno dei voltagabbana negli altri governi, ora si veste dei panni salvifichi dei salvatori della Patria!

Il Presidente della Repubblica, persona saggia e degna di stima, ha posto le condizioni per un governo che non trovi forza negli scarsi numeri dei singoli ed ha invocato un area, un gruppo parlamentare coeso, credibile e su cui contare anche per l’operato funzionale delle varie commissioni parlamentari.

-CLEMENTE MASTELLA –

Da qui, l’idea di un gruppo “Italia 23 “, nucleo fondante di un nuovo partito di centro alla guida dello stesso Conte che pare in trattativa con tutti pur di rimanere in sella. Le elezioni le vuole, a giusta ragione solo la destra; per tutti e per lo stesso Renzi, sarebbero deleterie.

Con la velocità della luce, quella che in politica non conosce il tempo come noi comuni mortali lo misuriamo, si sono succedute sul palcoscenico italico, nel giro di poche ore, aperture e chiusure, disponibilità e accattonaggi, smentite e rilascio di dichiarazioni che fanno a pugno fra di loro. Fra questi un’altra mossa di Renzi ed un lieve ma significativo cambio di posizione. Si è detto pronto a votare a favore su alcune misure fra domani e dopodomani, alla camera e al senato.

Dunque, per farla breve abbiamo visto Mastella in scena che dopo forse il non accordo su una poltrona ministeriale da destinare alla bella consorte donna “Lisandra, ora si ritira in buon ordine dopo essere stato svergognato da Calena, con la telefonata di cui non vale neanche pena parlare. Anche l’UDC ha fatto lo stesso; da disponibile, si è ritirato.

Il” Dibba”, pure lui, il pentastellato, richiamato dal profumo di una eventuale poltrona ministeriale, ci siamo dovuti sorbire, ascoltando parole in totale divergenza da quelle sostenute con foga in circostanze di un recente passato.

Forse domani, quando si leggerà questo pezzo, altre cose saranno cambiate.

Ma per ora, il Paese deluso, amareggiato ed in affanno, vorrebbe che il BENE COMUNE, di cui i più blaterano senza pudore, divenisse al più presto messo in cima alla scala dei valori di un’intera comunità nazionale.     

Pina Esposito

Copertina elaborazione grafica AntoRiva per PSAM
 

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