Morire a 10 anni per Tik Tok

Dopo il caso della bimba di Palermo, il Garante privacy dispone il blocco del social. l’Autorità ha deciso l intervento al fine di assicurare immediata tutela ai minori iscritti al social network presenti in Italia.

di Antonello Rivano

“Una sfida su TikTok si è trasformata in tragedia per un bambina di soli 10 anni. Per prendere parte alla Black out challenge la bimba si è legata una cintura alla gola, finendo per soffocarsi. Dopo il coma, oggi è stata dichiarata la morte cerebrale. I genitori hanno acconsentito all’espianto degli organi.”

La notizia è del 21 Gennaio 2021. Oggi, 22 Gennaio, una decisione del Garante della Privacy segna una importante svolta verso la protezione degli utenti più giovani del popolare Social.

Non avremmo più voluto scrivere su argomenti del genere, mai più ritornare su questi argomenti, non dover scrivere ancora “è morto un bambino per un gioco social”.

Ma noi, con la nostra testata, con i nostri articoli ed esperti, anche attraverso il canale Youtube, lo avevamo detto, occorreva fare attenzione, osservare, vigilare, denunciare.

Ora più che mai era logico alzare la guardia, fare attenzione ai nostri figli. In un momento di estrema difficoltà piscologica, dovuta al periodo così delicato che stiamo tutti attraversando, serve stare vicini ai più giovani, evitare di affidarli “totalmente” a Social, cogliere ogni segnale che sicuramente c’è…che non può non esserci.

Forse la causa di questi incidenti è da ricercare più a monte, probabilmente il gioco estremo è solo la punta di un Iceberg, del quale vediamo solo la minima parte, il resto è ben più in profondità, ma questo non significa che dobbiamo fare di tutto per evitare l’impatto.  

Social che sembrano del tutto “innocenti”, “ludici”, possono invece essere un’arma pericolosissima in quanto inducono alla “emulazione”. E poco sembra importare se quello da emulare è un balletto o un gesto estremo, almeno poco sembra importare a chi da questo proliferare di video ha il suo gigantesco tornaconto economico.

Andando nello specifico, tra le nuove sfide lanciate su TikTok, c’è quella dell’”Hanging challenge”, che consiste in una prova di resistenza. Il “gioco” prevede di legarsi una cintura attorno al collo e resistere per più tempo possibile. Il vero pericolo dell’asfissia sarebbe dovuto alla perdita dei sensi, rendendo impossibile svincolarsi.

Cosi dichiara, in una  intervista su Repubblica,  Michela De Luca, psicologa psicoterapeuta, esperta di Cyberpsicologia all’Università Europea, responsabile Età evolutiva – Itci di Roma: <“Tik tok” è il social con il più alto numero di utenti giovane o pre adolescente, è tra le app più amate dalla cosiddetta generazione Z ma in passato ha dimostrato più volte il suo essere fallace nel controllare fenomeni pericolosi come questo” continua la psicologa, che sottolinea come questo periodo pandemico non abbia aiutato a controllare questo fenomeno. “I ragazzi appartenenti alla nostra società liquida appaiono più fragili. Ai tempi della pandemia il web e in genere tutti gli strumenti tecnologici sono stati sdoganati ed utilizzati ampiamente dai giovani anche con meno controllo da parte degli adulti. Figli di una società dove violenza e aggressività sono normalizzate e parte della dieta mediatica quotidiana, i nostri ragazzi vivono in una società competitiva e molto poco cooperativa. Si partecipa a una di queste sfide per trasgressione, per accrescere la propria autostima basata sul riconoscimento sociale, per rinforzare il proprio ruolo all’interno del gruppo dimostrando il proprio coraggio“>.

Ma questo non è che il caso più attuale, in realtà parliamo di fenomeni virali che presenti sul web, e sui Social in particolare, da molti anni. In alcuni momenti specifici diventano più popolari.

Per restare in tempi a noi vicini: nel 2020 diventò virale “Skullbreaker challenge”, che vede la vittima al centro e altri due ragazzi ai lati che fingono di saltare per poi sgambettare quello collocato al centro che cade rovinosamente con la schiena per terra. E un terzo complice che filma la scena col telefonino, nello stesso anno abbiamo avuto anche “Jonathan Galindo”, un mostro che spinge i giovani all’autolesionismo, ricordiamo ancora tutti la giovane vittima di Napoli.

Confortante la decisione, del “Garante per la protezione dei dati personali” che, in comunicato stampa di oggi, annuncia un primo e importante provvedimento per la tutela degli utenti più giovani di TikTok.

Di seguito il testo e il link del comunicato stampa:

Tik Tok: dopo il caso della bimba di Palermo, il Garante privacy dispone il blocco del social

Il Garante per la protezione dei dati personali ha disposto nei confronti di Tik Tok il blocco immediato dell’uso dei dati degli utenti per i quali non sia stata accertata con sicurezza l’età anagrafica.

L’Autorità ha deciso di intervenire in via d’urgenza a seguito della terribile vicenda della bambina di 10 anni di Palermo.

Il Garante già a dicembre aveva contestato a Tik Tok una serie di violazioni: scarsa attenzione alla tutela dei minori; facilità con la quale è aggirabile il divieto, previsto dalla stessa piattaforma, di iscriversi per i minori sotto i 13 anni; poca trasparenza e chiarezza nelle informazioni rese agli utenti; uso di impostazioni predefinite non rispettose della privacy.

In attesa di ricevere il riscontro richiesto con l’atto di contestazione, l’Autorità ha deciso comunque l’ulteriore intervento odierno al fine di assicurare immediata tutela ai minori iscritti al social network presenti in Italia.

L’Autorità ha dunque vietato a Tik Tok l’ulteriore trattamento dei dati degli utenti “per i quali non vi sia assoluta certezza dell’età e, conseguentemente, del rispetto delle disposizioni collegate al requisito anagrafico”.

Il divieto durerà per il momento fino al 15 febbraio, data entro la quale il Garante si è riservato ulteriori valutazioni.

Il provvedimento di blocco verrà portato all’attenzione dell’Autorità irlandese, considerato che recentemente Tik Tok ha comunicato di avere fissato il proprio stabilimento principale in Irlanda.

Roma, 22 gennaio 2021

Fonte: https://www.garanteprivacy.it/web/guest/home/docweb/-/docweb-display/docweb/9524224>>

La nostra campagna “USA I SOCIAL CONSAPEVOLMENTE”

Di fronte a certi problemi ci si può sentire impotenti, impreparati, forse anche inadatti a fronteggiarli, a porre degli argini. Ci possiamo anche interrogare se ognuno di noi, secondo i propri compiti, ruoli e capacità, abbia fatto il necessario in proposito.

Come organo di informazione cercheremo di non spegnere mai i riflettori, continuando a parlare dei problemi, e dei pericoli, inerenti all’uso sconsiderato e improprio dei Social. Senza però mai dimenticare che esiste anche, e soprattutto, un modo di adoperarli per condividere informazioni, educare e restare in contatto, in modo consapevole e assolutamente costruttivo.

Il video con la segnalazione dei “pericoli di Tik Tok” dell’avv.federigo Bergaminelli, presente sulla nostra piattaforma Youtube.

Federico Bergaminelli-I pericoli di TikTok

Antonello Rivano

Articoli di, e elativi a, Antonello Rivano su PSAM: https://www.istitutogalanteoliva.it/magazine/?s=antonello+rivano

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Editoriale

di Mimmo Oliva

Morire a 10 anni per Tik Tok

Dopo il caso della bimba di Palermo, il Garante privacy dispone il blocco del social. l’Autorità ha deciso l intervento al fine di assicurare immediata tutela ai minori iscritti al...

Bang, in attesa del firing day

Cosa sta succedendo nel mondo del lavoro, tra la gente e con la gente? di Mimmo Oliva Qualche tempo fa avevo percepito come una sorta  di lavoro a due tempi:...

Ciao Gigi, grazie!

"Però ‘n se fa così, tutto de botto.Svejasse e nun trovatte, esse de colpo a lutto." di Marco Caruso La sera del primo novembre durante il telegiornale della sera era...

Visione futura zero

Senza strategia e senza alcuna visione non andiamo da nessuna parte e oggi in Italia non vi è classe dirigente che possa garantirci questo.  E come volevasi dimostrare siamo arrivati...