Sab. Mag 15th, 2021

I giorni della merla

Alla scoperta dei vari significati delle tradizioni popolari legati ai quattro giorni più freddi dell’anno

Di Francesco Bartimoro

I giorni della merla fanno riferimento a i quattro giorni a cavallo tra fine gennaio e inizio febbraio, tradizionalmente considerati i più freddi dell’anno.

In essi sono comprese anche le tradizioni legate al rito cristiano della “candelora” e del “giorno della marmotta” tipico del nord America, che ricorrono entrambe il 2 febbraio.

 Pur avendo origini diverse c’è un fattore comune puramente “climatico” che lega queste diverse tradizioni, ovvero la credenza secondo la quale se tali giorni si presentano freddi e gelidi significa che l’inverno sta per giungere al termine e la primavera non è poi così lontana, se al contrario saranno caldi e soleggianti significherà invece che l’inverno durerà ancora per un bel po’.

Ma quali significati si celano nelle origini di queste credenze?

Le origini del giorno della “candelora” hanno un significato puramente religioso, legate al rito cristiano della candelora che fa riferimento alla presentazione al Tempio di Gesù (tratto da un episodio dell’infanzia di Gesù dal vangelo secondo Luca). Durante tale celebrazione, che ricorre il due febbraio, si usa benedire le candele che sono il simbolo di Gesù Cristo, inteso metaforicamente come la “luce che illumina le genti”.

La tradizione vuole che questo giorno sia, dal punto di vista climatico, particolarmente rigido, fattore di buon augurio per l’approssimarsi della bella stagione (in caso contrario l’inverno sarà ancora lungo).

Il “giorno della marmotta”(che pure ricade il 2 febbraio) riguarda, invece, una festa popolare celebrata in Nord America, negli USA e in Canada.

La tradizione vuole che in tale giorno ci si raduni davanti alla tana di una marmotta per spiarne le mosse: se la giornata è fredda e nuvolosa la marmotta uscirà indisturbata dalla sua tana (segno che la primavera è alle porte) osannata dalla folla festosa, se invece la giornata sarà soleggiata allora la marmotta, spaventata dalla visione della sua stessa ombra, si rifugerà nuovamente nella propria tana, segno che il clima rigido invernale durerà ancora per molto (sempre secondo la comune tradizione che vuole tali giorni ancora freddi e gelidi per sperare in un imminente arrivo della primavera). Il primo giorno della marmotta che si ricorda è stato celebrato in Pennsylvania, il 2 febbraio 1887.

Riguardo invece ai “giorni della merla” non è facile risalire alle vere origini di tale locuzione. Una leggenda del folclore popolare narra le vicende di un esemplare di merlo femmina strapazzata da un sadico mese di gennaio (che anticamente durava sol 28 giorni) che pareva attendere proprio che essa uscisse dal suo rifugio in cerca di cibo per scatenar sulla terra le sue bufere. La merla, dunque, fece provviste necessarie per sopravvivere per quattro settimane all’interno della propria tana attendendo pazientemente la fine di gennaio.

Il giorno del primo febbraio la merla finalmente uscì dal rifugio svolazzando felice nel cielo convinta d’esser riuscita ad ingannare gennaio, sbeffeggiandolo sonoramente. Allora gennaio, stizzito, chiese in prestito a febbraio altri tre giorni, così ne approfittò per scatenare vento, neve e tempeste, costringendo così la povera merla a rifugiarsi dentro ad un comignolo per altri tre giorni. Quando ne uscì il suo manto s’era oramai irrimediabilmente ingrigito per via della fuliggine, distinguendosi da allora dagli esemplari maschi che invece vantano un lucido piumaggio nero.

Una spiegazione più razionale di tale credenza trarrebbe origine da un episodio storico narrato dal letterato clericale Sebastiano Pauli (Lucca 1684- Napoli 1751), figlio di un alto ufficiale delle milizie della Repubblica di Lucca, che racconta di un giorno in cui un plotone militare doveva far passare oltre il fiume Po un cannone di prima portata, nomato “la Merla”, e si attese che le temperature invernali si fecero così rigide da congelare la superficie del fiume, permettendo così il trasporto del cannone sull’altra sponda.

Fatto che avvenne durante gli ultimi tre giorni di gennaio, che da allora furono ricordati proprio come i “giorni della merla”. Le statistiche meteorologiche degli ultimi decenni contrastano con queste tradizioni popolari che descrivono questi giorni a cavallo tra fine gennaio e inizio febbraio come i più freddi dell’anno, segno di un notevole cambiamento climatico facilmente riscontrabile in questo anomalo mese di gennaio dalle temperature decisamente al di sopra della media. I febbraio freddi e gelidi sono, infatti, un lontano ricordo.

Francesco Bartimoro

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