Sab. Mag 15th, 2021

Giornata nazionale contro lo spreco alimentare. Prevenzione e suggerimenti per sprecare meno cibo.

L’edizione 2021, organizzata in piena pandemia, sarà incentrata sull’importanza di atteggiamenti più idonei nei confronti del cibo che consumiamo e non, in rapporto a questi tempi mossi da un’epidemia che ci rende probabilmente più intelligenti nel riflettere sulle strategie da attuare per sprecare di meno e proteggere l’ambiente che ci circonda.

Gli italiani, effetto lockdown, gettano minori quantità di cibo ma i dati rimangono alti: nel 2020 sono stati circa 27 chili a testa  gli alimenti finiti nel cestino. Più virtuosi i single, meno le famiglie con figli.

Di Silvia De Cristofaro

Celebrata per la prima volta il 5 febbraio del 2014, la giornata nazionale di prevenzione dello spreco alimentare è stata ideata ed istituita dalla campagna Spreco zero di Last Minute Market, in stretta collaborazione con l’Università di Bologna- dipartimento di Scienze e tecnologie agroalimentari ed il Ministero dell’Ambiente, per sensibilizzare i cittadini all’educazione sulla prevenzione degli sprechi di cibo.

Spreco che, in un’ipotetica hit parade, resta ancora primo in una sorta di classifica degli altri sprechi attuati dalla popolazione (al secondo posto c’è quello idrico, a seguire quello della mobilità, dell’energia elettrica, dei propri soldi).

Per iniziativa dell’agroeconomista Andrea Segrè, coordinatore del Piano nazionale di Prevenzione dello spreco alimentare del Ministero dell’Ambiente, presidente Last Minute Market e direttore scientifico di Waste Watcher International, la giornata è finalizzata alla diffusione di nuovi dati trasmessi dall’Osservatorio nazionale Waste Watcher, fondato proprio da Last Minute Market: monitorare i comportamenti sull’utilizzo ed il non utilizzo del cibo significa delineare un quadro ben preciso.

Giornata nazionale contro lo spreco alimentare

Dal 2014- si legge tra le pagine della statistica- un italiano su due ha dichiarato di gettare quotidianamente cibo avanzato o scaduto sino ad arrivare nel 2019 con risultati più confortanti: solamente l’1% degli intervistati, ha affermato di buttare cibi almeno una volta al giorno. Questo grazie anche ad un’evoluzione di comportamenti e stili di vita decisamente più corretti rispetto ad anni passati in cui il cittadino medio sembrava tralasciare abitudini a favore dell’ambiente e della propria salute.

Giornata nazionale contro lo spreco alimentare edizione 2021

L’edizione 2021, organizzata in piena pandemia, sarà incentrata proprio sull’importanza di atteggiamenti più idonei nei confronti del cibo che consumiamo e non, in rapporto a questi tempi mossi da un’epidemia che ci rende probabilmente più intelligenti nel riflettere sulle strategie da attuare per sprecare di meno e proteggere l’ambiente che ci circonda.

La campagna di sensibilizzazione di Spreco zero da anni entra nelle scuole, negli enti pubblici, nelle imprese a promuovere le pratiche di prevenzione dello spreco alimentare e di educazione ambientale ed alimentare e sarà proprio il nuovo decennio 2021-2030 a porsi, grazie all’interessamento dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite, come periodo dedicato al ripristino dell’ecosistema a difesa di natura e sviluppo sostenibile ripristinando man mano gli ecosistemi degradati e distrutti per contrastare crisi climatiche attraverso il miglioramento dell’utilizzo dei cibi. Confortanti, tuttavia, sono già i dati registrati lo scorso anno: l’indagine mossa dall’Osservatorio Waste Watcher di Last minute Market registra un calo del 25% sullo spreco alimentare domestico nelle famiglie italiane grazie ad una maggiore attenzione al momento dell’acquisto.

Giornata nazionale contro lo spreco alimentare

 Privilegiando uno stile di vita mediterraneo, il maggior numero degli intervistati ha dichiarato di prediligere cibi freschi, frutta e verdura, facendo uso moderato di carne (anch’essa acquistata fresca) e dosando i carboidrati. Negli ultimi mesi, dal primo lockdown alla seconda ondata pandemica, gli italiani, spesso in base alla diminuzione della disponibilità economica, hanno dimostrato una maggiore attenzione alla qualità degli alimenti acquistati, iniziando a fare una propria lista della spesa per evitare di acquistare prodotti in più, alternando alla grande distribuzione il negozio al dettaglio per favorire i cosiddetti “cibi a chilometro zero” od ordinando l’agroalimentare via e-commerce.

Massima attenzione è stata riservata  agli alimenti che garantiscono una lunga scadenza: occhio alle scadenze per non sprecare e all’etichettatura per cercare di conservare ed immagazzinare il cibo in maniera più appropriata nelle nostre case considerando anche la possibilità di donare alimenti non desiderati, non aperti ed intatti ad enti di beneficenza, come suggerito dal World food programme delle Nazioni Unite.

Gettare via alimenti ancora commestibili significa aumentare le emissioni di gas serra,, sprecare le risorse idriche del Pianeta. Soltanto in Italia- spiegano nei Diari di Famiglia Distal-Waste Watcher del progetto Reduce dell’università di Bologna/-/Distal col ministero dell’Ambiente e la campagna Spreco Zero- lo spreco alimentare domestico “pesa” circa 530 grammi ogni settimana per ciascun cittadino, pari a oltre 25 chili di cibo gettato annualmente. Dati vertiginosi proiettati nel mondo: il cibo sprecato è ogni anno di 1,3 miliardi di tonnellate. E’ urgente una presa di coscienza se si considera che 820 milioni di persone al mondo soffrono di fame: è il 10,8% dell’intera popolazione ossia 1 persona su 10. Che va salvata e non abbandonata.

Silvia De Cristofaro

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