Ven. Giu 18th, 2021

“Una delle tante/ One of many”, il libro fotografico, di Loredana Vanini, che vuole abbattere i tabù dell’infertilità.

Loredana Vanini si fa scrittrice e raccoglie queste storie intrise di speranza: dal nord al sud Italia ed in Inghilterra, dove ritrae donne di etnie diverse

Cento storie e ritratti fotografici che mettono a nudo le fragilità ed il coraggio delle donne che affrontano la procreazione medicalmente assistita con determinazione e costanza.

Di Silvia De Cristofaro

Siamo in un’epoca giusta, che fortuna: con gli spettacolari progressi delle scienze mediche che hanno permesso una vera e propria evoluzione della medicina che da arte è diventata scienza tecnologica arricchita da sempre più precise indagini diagnostiche, dalla potenza della biotecnologia a braccetto con uno smisurato uso dell’informatica.

 Qui nel terzo millennio ci si vanta di cercar di realizzare programmi che contrastino il nostro invecchiamento, che allunghino la vita, che debellino la morte: che fortuna. Ma il progresso a volte si paga e non fa sconti perché, nostro malgrado, stiamo assistendo ad una disumanizzazione della Medicina che distacca il medico dal paziente creando relazioni solamente impersonali, facendo perdere al paziente individualità e dignità.

Sei un numero ed è da questo che partirò: “16816” è la storia di una delle cento donne che, nel libro fotografico di Loredana Vanini “Unadelletante/Oneofmany”, mettono a nudo fragilità pure ed orgoglioso coraggio nel raccontare senza tabù le proprie esperienze. In un campo, quello delle difficoltà legate all’infertilità femminile, che essere appunto un numero e non un nome ti fa sprofondare nella solitudine.

Loredana Vanini
-Loredana Vanini-

Niente contro la matematica, anche se non è stato il mio mestiere: chi affronta le cure per tentare di avere un figlio non può essere relegato in una fredda cifra.

 I 99 ritratti più uno (quello in cui l’autrice stessa confida la sua impavida esperienza tra cliniche e tentativi di fecondazione assistita), raccontano di donne che tentano di realizzare il sogno della maternità attraverso uno strumento quello della Pma (procreazione medicalmente assistita) che (siamo ancora nel terzo millennio, giusto?) è ancora circondato da miliardi di tabù.

 Di chiusure mentali ne abbiamo quando leggo nelle pagine del libro l’additare come imperfetti esseri umani che hanno subito quello strano e maledetto sortilegio di non saper procreare.

 L’incomprensione vergognosa nei confronti di quest’argomento non ha abbattuto queste cento donne che hanno voglia di un riscatto e tentano di aprirsi ad un mondo ignaro: i loro racconti ti entrano nelle vene quando leggi il non arrendersi, mai la rassegnazione e ti accorgi che la determinazione e la grinta e la costanza sono sempre buone idee.

Le problematiche e l’importanza della fecondazione artificiale, come alternativa alla procreazione naturale, hanno bisogno di testimonianze in grado di abbattere il silenzio che gira intorno all’argomento.

L’infertilità non è una brutta parola e le intenzioni dell’autrice Loredana Vanini sono quelle di fornire pagine che regalino una giusta forza a donne ed a coppie che stanno affrontando il percorso della Pma.

Non più frustrazione od imbarazzo ma normalità. “Unadelletante/Oneomany” (il libro è tradotto contemporaneamente in inglese ed è appunto corredato da fotografie scattate dalla stessa autrice, fotografa di professione, alle donne intervistate) insegna ad essere una delle tante, una uguale a tante senza differenze.

 L’essere donna non c’entra con il modo in cui si concepiscono i figli, la femminilità non ha nulla a che fare col numero di figli che hai, non hai meno istinto materno se non hai vissuto una maternità   Mai, seppur difficile, abituarsi al dolore, “l’avversario va guardato negli occhi” e l’avversario sono le tante medicalizzazioni per la ricerca di un figlio.

Loredana Vanini si fa scrittrice e raccoglie queste storie intrise di speranza: dal nord al sud Italia ed in Inghilterra, dove ritrae donne di etnie diverse, viaggia per circa un anno e mezzo cercando la normalità per abbattere l’indifferenza, per divulgare la conoscenza, per cancellare i numeri che ti affibbiano le cliniche, gli studi medici, i laboratori, e sostituirli con persone con un volto, un nome, una personalità, un carattere.

L’appello è quello di sforzarsi a parlarne ad una, a due, a tre, a tanti senza nascondersi e senza usare mezzi termini. Le interviste di Loredana non sono incentrate sulla sofferenza. L’autrice stessa ha dichiarato di aver voluto fortemente pubblicare (a sue spese) il libro perché fosse uno strumento che raccontasse in maniera leggera la realtà di queste novantanove donne che hanno deciso, comunque siano andati od andranno gli eventi, di vivere e, come nelle migliori fotografie, sorridere.

Sul sito www.oneofmany.it è possibile consultare altre informazioni sul progetto di Loredana Vanini e, se si desidera, acquistarne una copia  sulla pagina facebook “Una delle tante” e su Istagram all’indirizzo oneofmany____ la Vanini realizza dirette e affronta dibattiti sui diversi argomento affrontati nel libro.

Silvia De Cristofaro

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