Dom. Mag 16th, 2021

Il “Capitale Umano”

Il concetto di ‘capitale umano’ è tornato a fare capolino nei discorsi ufficiali

Note a margine del Discorso del Presidente del Consiglio Mario Draghi

Di Maria Rosaria Anna Onorato

L’episodio che ha ispirato la data, nella quale, oggi, in molti Paesi del mondo, si celebra la Festa dei Lavoratori  avvenne a Chicago il 1° Maggio del 1886, giorno dello sciopero generale, per l’ottenimento di migliori condizioni di lavoro. La protesta andò avanti per giorni e il 4 Maggio culminò con una e propria vera battaglia tra i lavoratori in sciopero e la polizia di Chicago: undici persone persero la vita in quello che sarebbe passato alla storia come il massacro di Haymarket a Chicago.

-Copertina dedicata alla manifestazione del primo maggio del 1890 e un gruppo di lavoratori a un Primo Maggio di fine ottocento-

Il 20 Aprile del 1923* il Fascismo elimina la ricorrenza. Troppo sovversiva, troppo collettiva; meglio un’autarchica e individualista Festa del Lavoro italiano da celebrare in coincidenza con il Natale di Roma. Per tornare a festeggiare le lavoratrici ed i lavoratori italiani si dovrà aspettare la Liberazione.

 “È soppressa di fatto la festa del 1° Maggio e tutte le pattuizioni intervenute tra industriali ed operai,  per la giornata di vacanza in tal giorno, dovranno essere applicate pel 21 Aprile e non pel 1° Maggio. Il presente Decreto entra in vigore oggi e sarà presentato al Parlamento per essere convertito in legge. Ordiniamo che il presente Decreto, munito del sigillo dello Stato, sia inserito nella Raccolta ufficiale delle Leggi e dei Decreti del Regno d’Italia, mandando, a chiunque spetti, di osservarlo e di farlo osservare.  Roma, addì 19 aprile 1923”.


-Il futuro Duce Benito Mussolini, a 22 anni da leader socialista durante una manifestazione per il primo maggio-

Il primo Maggio si trasformava in una festa  ‘consociativa’ che enfatizzava il trinomio lavoro/valore/merce  e non il merito del lavoro delle donne e delle uomini, che, pure, agli albòri  della Rivoluzione industriale tanto hanno dato alle macchine in termini di sangue e di sudore.

Il concetto di ‘capitale umano’  (metafora cara alla politica pseudo progressista di questi giorni tormentosi e difficili) è tornato a fare capolino nei discorsi ufficiali; tuttavia queste parole riducono il talento delle lavoratrici e dei lavoratori a ‘merce’ che può essere acquistata e rivenduta quando e come il Capitale desidera.

-Lavoratori al Primo Maggio del 1922-

Dunque i lavoratori ‘hanno un prezzo’ e non il giusto riconoscimento salariale commisurato alla loro opera?

All’indomani della Liberazione, il Primo maggio 1945, giovani nati durante il regime  ed anziani,  si ritrovano, insieme, nelle Piazze di tutta Italia. La testimonianza di Anita Di Vittorio ci restituisce l’atmosfera di quella giornata:  “(…) ho assistito in seguito, nel corso di più di dieci anni, a centinaia di manifestazioni delle quali Giuseppe  Di Vittorio fu oratore ufficiale, ma quel Primo Maggio resterà tuttavia, per me, indimenticabile”.


-Funerali a Portella della Ginestra dopo l’eccidio del 1 maggio 1947, in cui hanno perso la vita undici persone-

Nel 1947, infine la Festa del lavoro e dei lavoratori, divenne ufficialmente Festa nazionale. In quello stesso anno,  il 1 maggio è segnato dalla Strage di Portella della Ginestra;  gli uomini del bandito Giuliano fanno fuoco contro i lavoratori che assistono al comizio. Nel 1948 le piazze diventano lo scenario della profonda spaccatura che, di lì a poco, porterà alla scissione sindacale. Bisognerà attendere il 1970 per vedere di nuovo i lavoratori di ogni tendenza politica celebrare uniti la loro festa.

Le trasformazioni sociali, il mutamento delle abitudini ed anche il fatto che al Movimento dei Lavoratori si offrono altre occasioni per far sentire la propria presenza, hanno portato al progressivo abbandono delle tradizionali forme di celebrazione del 1 maggio.

-Roma, 1° Maggio 1968-


Oggi un’unica grande Manifestazione unitaria esaurisce il momento politico, mentre il concerto rock che, da qualche anno, Cgil, Cisl e Uil organizzano per i giovani sembra aderire perfettamente allo spirito del 1 maggio, come lo aveva colto nel lontano 1903 Ettore Ciccotti ( nato a Potenza, Senatore del Regno dal 18 Settembre 1924 al 20 Maggio 1939):

“Un giorno di riposo diventa naturalmente un giorno di festa, l’interruzione volontaria del lavoro cerca la sua corrispondenza in una festa de’ sensi; e un’ accolta di gente, chiamata ad acquistare la coscienza delle proprie forze, a gioire delle prospettive dell’avvenire, naturalmente è portata a quell’esuberanza di sentimento e a quel bisogno di gioire, che è causa ed effetto al tempo stesso di una festa”.

-Particolare dei manifestanti del primo maggio negli anni Ottanta-

*ll fascismo, grande organizzatore di consenso e di cultura di massa, ha dedicato molta attenzione alla celebrazione degli eventi che dovevano costituire la "Memoria storica" degli Italiani.

Le festività non gradite al regime furono abolite, come abbiamo detto,  o sostituite con altre, inventate o adattate per l’occasione. A scuola le “date storiche” del fascismo avevano spazio ampio e i quaderni ne danno fedele cronaca. Nei testi dei ragazzi e in quelli dettati dalle insegnanti trova posto tutto il repertorio di frasi e di ragionamenti della propaganda che, incrociando immagini semplici, facevano di ogni festa una festa del fascismo e del duce.

 *"Dettato:  Il 21 aprile è una data gloriosa per l'Italia che guarda a Roma come alla gran Madre. Questa data ricorda la lontana primavera in cui sorse la città quadrata sul sacro fiume il Tevere. Varie furono le vicende di Roma attraverso i secoli, sempre essa apparve grande e sempre da Roma venne luce di civiltà".

*"Dettato: Natale di Roma - Festa del Lavoro. Lavorando si ama la famiglia, si serve la Patria, si onora Dio. Il Duce dedicando il 21 aprile alla Festa del Lavoro, ha ricordato le nobili origini della nostra stirpe di eroi e di contadini: dal solco quadrato, tracciato da Roma. Egli ha detto: 'Nacque Roma dominatrice del mondo: sono passati tanti secoli, sono tramontate tante civiltà; il tempo ha sepolto tante grandezze; ma Roma, nata dal solco quadrato, Vive. Si rinnova e si perpetua nei secoli”

(Le foto nell’articolo sono tratte da www.raicultura.it)

Maria Rosaria Onorato


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