Ven. Dic 9th, 2022

Altri dodici scrittori che sono “contro” per essere “per”

Cristiani Contro 2 – I grandi “dissidenti” della letteratura italiana da Dante a Camilleri. Il “sequel” di Cristiani contro, uscito con l’Editrice Tau nel 2017 e con il sottotitolo: “I grandi ‘dissidenti’ della letteratura italiana da Iacopone a Umberto Eco”.

Un tuffo nella storia di scrittori, poeti e romanzieri che hanno affrontato la dimensione del sacro in chiave anche molto critica verso la fede e la Chiesa cattolica ma sempre con un atteggiamento, spesso sorprendente, fra il costruttivo e il nostalgico. Questo l’elenco dei “ritratti”: Iacopone da Todi, Giovanni Boccaccio, Ludovico Ariosto, Giacomo Leopardi, Alessandro Manzoni, Giuseppe Gioacchino Belli, Antonio Fogazzaro, Luigi Pirandello, Ignazio Silone, Pier Paolo Pasolini, David Maria Turoldo e Umberto Eco.

di Gianni Maritati

       E’ venuto il momento di aggiungere altre dodici grandi voci di lirici e narratori che dal Trecento ai nostri giorni hanno raccontato la propria esperienza in rapporto al mistero di Dio, al cammino spirituale e istituzionale della Chiesa e alle grandi domande dell’esistenza: Dante Alighieri, Nicolò Machiavelli, Torquato Tasso, Giovanni Verga, Grazia Deledda, Clemente Rebora, Cesare Pavese, Mario Pomilio, Luigi Santucci, Italo Alighiero Chiusano, Alda Merini e Andrea Camilleri.     

     Il criterio di scelta e di proposta rimane lo stesso: scrittori e scrittrici che hanno donato alla pagina un approccio problematico e complesso ma sempre originale e creativo al “problema religioso”, anche al di là della rispettiva posizione ufficiale o ufficialmente riconosciuta. Lungo questo sentiero, le scoperte imprevedibili e i colpi di scena non mancano certamente, tanto che un ateo o un agnostico può leggere proficuamente i romanzi dei cattolici Pomilio e Santucci e, viceversa, un cattolico può accostarsi con fiducia a quelli di Pavese e Camilleri. L’esperienza umana, unita alla sincerità morale e alla coerenza intellettuale, diventa grande letteratura e la grande letteratura non ha confini e non risente dei pregiudizi. Così, spesso lo scrivere “contro” coincide con lo scrivere “per”: per una umanità rinnovata, veramente libera e progredita, che fa della fede una dimensione da rispettare profondamente nelle convinzioni e nelle scelte degli altri o da vivere personalmente in tutta la sua purezza e in tutta la sua credibilità.

     Resta, del primo saggio, anche l’invito a scoprire e a riscoprire questi autori in modo autonomo e creativo, senza preconcetti di nessun tipo; e a leggere le loro poesie, i loro racconti e i loro romanzi (a volte poco noti o dimenticati) come uno speciale contributo di civiltà e una inesauribile, fantastica avventura.

GIANNI MARITATI 
Vicecaporedattore della redazione cultura del Tg1

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