Ven. Mar 1st, 2024

Pensavamo fosse finita… o abbiamo fatto finta di crederci

Il vaccino al momento resta l’unico mezzo per porre un “freno” alla pandemia e far continuare a marciare un sistema economico che non sopporterebbe altre “chiusure”…ma non può bastare

Purtroppo c’è stata una cattiva informazione e in tanti, forse troppi, hanno pensato che vaccinarsi significava essere immuni, purtroppo non è cosi e non lo è mai stato, anche se il vaccino resta l’unico “freno”

di Corto Maltese

lo dico subito, questo mio “corto” non è corto come al solito e l’ho scritto e ripreso in più tempi, man mano che le cose mi passavano per la mente, prendetelo un pò come lo sfogo che forse anche voi avreste voluto fare, perché è evidente che troppe cose non vanno e che altrettante sfiorano il ridicolo se non fossero tragicamente serie.

Con il vaccino si ha sicuramente una protezione maggiore e raramente si hanno sintomi gravi o gravissimi. Questo comporta un minor carico sugli ospedali e un risparmio di vite, e questi sono dati inconfutabili.

Il vaccino al momento resta l’unico mezzo per porre un “freno” alla pandemia e far continuare a marciare un sistema economico che non sopporterebbe altre “chiusure”.

E’ ovvio che, in questo contesto non può bastare il Green Pass per impedire altre “ondate” .

Semplicemente perché chi è vaccinato può infettarsi e infettare e chi ha un tampone negativo potrebbe infettarsi immediatamente dopo, oppure avere un falso negativo e portarsi inconsapevolmente in giro il Covid.

Sommato a tutto questo c’è l’estrema incertezza sul comportamento di un Virus ancora per molti versi sconosciuto….e allora?

Allora bisogna affidarsi a due cose: la scienza e il buonsenso…
senza farsi fuorviare dai laureati su FB o dai tuttologhi TV.

Una corretta informazione, anche, e soprattutto istituzionale avrebbe dovuto dire sin dall’inizio che la scienza avrebbe fatto di tutto, come è sua prerogativa, per garantire la salute pubblica e che vaccinarsi sarebbe servito soprattutto a dare quella garanzia di assistenza per “tutte” le patologie, e per non vedere più file di carri con sopra barre. Avrebbe dovuto dire che vaccinarsi sarebbe servito a far ripartire cinema, teatri, ristoranti ecc, ma non ci avrebbe resi del tutto immuni, che per quello ci vorrà ancora tempo, se mai ci si potrà arrivare.

Avrebbero dovuto dirci che nulla cambiava dal punto di vista delle regole che fanno “prevenzione”: mascherine, distanziamento, igiene.
Che gli “aperitivi” sono pericolosi anche se fatti all’aperto, dove non esistono obblighi di Green pass e non sai se chi ti sta sputando in faccia è vaccinato o ha fatto un tampone negli ultime 48 ore.

Ma per questo forse occorreva ed occorre coraggio, e una onestà intellettuale che non è più di questa classe politica, che ha a cuore esclusivamente il “voto” o un like sul proprio profilo personale.
Occorreva il coraggio della verità, a destra come a sinistra, al governo come all’opposizione, senza badare all’elettorato ma bensì alle persone.
Magari occorreva anche l’umiltà di dire che ancora poco si sa e che occorre remare tutti assieme senza invece creare quella contrapposizione che ha portato alla divisone tra Vax e no Vax, buoni e cattivi, ancora una volta uni contro altri.

Ecco, forse quello che urgerebbe veramente un'”informazione” più corretta, oserei dire “più onesta” da parte di chi ci governa e da chi quelle notizie deve divulgare, tanti “media” hanno sulla coscienza morti e contagi. Credo che molti dei comportamenti illogici, di linee di pensiero assurde, siano frutto di una “comunicazione” malata, incapace ormai di qualsiasi forma di rispetto deontologico.

Mentre scrivo leggo sul monitor del mio PC l’ultimo lancio ANSA con la situazione COVID di oggi in Italia “Covid: in 24 ore 23.195 positivi, 129 morti. Superati i 300mila positivi in Italia, in aumento terapie intensive e ricoveri“. Tradotto suona più o meno così: “ricomincia il ballo, che del resto non era mai finito

E mentre sulla mia TV vedo immagini di luci, negozi pieni e strade affollate, che porteranno altri inevitabili contagi, mentre passa la pubblicità di panettoni e spumanti, mi chiedo cosa ci sia da festeggiare, se ancora non abbiamo capito che le contrapposizioni non servono a salvarci ma solo ad affossarci del tutto.
Non capisco cosa ci sia da festeggiare se sulla rete, e non solo, ci si insulta, minaccia e si rasenta il ridicolo con ragionamenti privi di ogni logica.

Non so cosa ci possa augurare in un paese dove uno rifiuta di farsi intubare preferendo morire non riconoscendo una cura salvavita per essere coerente alla teoria negazionista, dove si rifiuta un vaccino che sicuramente ha salvato vite umane, credendo ancora che contenga dei microchip o abbia effetti collaterali peggiori del Covid.

Cosa possiamo augurare in un mondo dove si parla di dattura non redendosi conto che proprio perché se ne può parlare non esiste. Un mondo super controllato dai colossi della rete ai quali abbiamo ceduto tutti i nostri dati per motivi effimeri, gli stessi dati che temiamo ci vengano rubati da applicazioni utili alla tutela della salute pubblica. Cosa c’è da festeggiare in un mondo dove sui social diciamo anche quante volte andiamo in bagno, postiamo le foto dei nostri figli minorenni, ciò che mangiamo e dove siamo e siamo stati, magari facciamo sesso digitale con perfetti sconosciuti ai quali confidiamo i nostri più recondito segreti e desideri, e temiamo che la nostra privacy venga violata da un attestato sanitario.

Cosa c’è da festeggiare in un mondo dove ancora una volta è un comico, quello che vorrebbe fare da capopopolo, da Grillo a Montesano il passo è stato breve, e si manifesta per per una norma sanitaria invece che per il lavoro ridotto a schiavitù, gli emarginati che ancora muoiono per strada, la scuola disastrata e con aule pollaio (lo abbiamo ben visto che non esiste una edilizia scolastica ideona), le donne ancora considerate un oggetto che deve dire SI altrimenti viene distrutto e gettato via.
Cosa vogliamo festeggiare in un Natale dove l’unica cosa che conta è la corsa agli acquisti, a costo di dimenticare ogni prudenza dettata da una pandemia ancora fortemente presente in tutto il mondo?
A cosa brinderemo per il nuovo anno? cosa auguraci?
Credetemi io vorrei che Babbo Natale esistesse veramente, ma se esiste Corto Maltese probabilmente c’è pure lui, e che questa volta avesse nel sacco un solo regalo per tutti, un pacchetto che contenga “buonsenso, amore e rispetto”.

Alzo la randa e riprendo il mio navigare, tra mari e web, mentre un vento leggero mi porta ancora lontano da quella “pazza folla” che sempre più ho difficoltà a chiamare “umanità”

Buon Vento.
Vostro





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