Lun. Nov 28th, 2022

Palazzo Fruscione

Salerno. Gli incontri di Corponovecento a Palazzo Fruscione, tra drammaturgia spagnola e teatro

Un’intera giornata all’insegna del Teatro

Di Stefano Pignataro

Un’intera giornata all’insegna del Teatro, della parola, alle “anime” ed ai diversi elementi del Teatro che si intersecano tra l’immaginario della scena, dello spettacolo della scrittura  e della Letteratura in senso più specifico: nell’ambito della VI edizione de “I racconti del Contemporaneo”, il 18 ottobre alle ore 18 presso Palazzo Fruscione, avrà luogo una lunga “maratona” di 3 incursioni in un incontro promosso dalla collana “Corponovecento” delle Edizioni di Francesco D’Amato in collaborazione con l’Associazione “Tempi Moderni” e curato dal Prof. Alfonso Amendola ed il regista teatrale Pasquale De Cristofaro.

L’iniziativa, dal titolo “Storie di teatro- Gli incontri di Corpo Novecento” è un’altra idea che dimostra quanto ancora una volta ci sia una felice e scientifica collaborazione tra Teatro, critica, territorio ed Ateneo.

Ugo Piscopo

Tre gli incontri in programma, tutti concentrati nell’arco di una giornata: dalle 18 alle 18.40 il prof. Rino Mele ricorderà l’opera del poeta, scrittore e saggista Ugo Piscopo, prolifico anche nella produzione teatrale; alle ore 19 il prof. Amendola e l’ispanista Geppino Gentile analizzeranno i testi di drammaturgia spagnola pubblicati, “Lei se ne va” di Jeronimo Lopez Mozo e “L’autrice de Las Meninas o Dov’è il Quadro?” di Ernesto Caballero. Infine, alle ore 20, con lettura di De Cristofaro, Gabriele Bacco, Michela Ventre con alla fisarmonica Gianluca D’Elia, il giornalista Andrea Manzi presenta il suo titolo più recente, “Insonnia” pubblicato da Castelvecchi con conclusioni di Rino Mele. Testo complesso che al pari di altre pubblicazioni, dimostra l’alto interesse dell’autore per la sperimentazione letteraria teatrale, “Lei se ne va” di Mozo è la storia di una Lei che ricerca la propria individualità volendosi riscattare dal marito subendo vessazione psicologica in un gioco di relazione intricato tra chi crede di amarla e chi la dovrebbe sottrarre al gioco del massacro. Un autore, Mozo, secondo anche la sua traduttrice Manuela Fox, che rappresenta, al pari di suoi contemporanei, che incarna le difficoltà di molti intellettuali spagnoli che scrivono nel periodo di transizione dall’epoca franchista all’era democratica. Autore caro e riferimento del drammaturgo spagnolo è incontrovertibilmente Brecht con la classica tecnica dello straniamento-distanziamento evitando eccessiva identificazione da parte del pubblico e recuperando un punto di vista veridico.

Da “La città” di martedì 18 ottobre 2022

Stefano Pignataro
Sezione Cultura
Vice coordinatore nazionale Polis SA magazine

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