Mar. Giu 25th, 2024

La cartolibreria e libreria sanseverinese “Lo scarabocchio” ha inaugurato i nuovi locali

Venerdì 25 novembre, ricorrenza di S. Caterina d’Alessandria – patrona della Schola Medica Salernitana e dell’antica famiglia Sanseverino [sic!] – la cartolibreria sanseverinese “Lo Scarabocchio” ha inaugurato dei nuovi spazi

Di Anna Maria Noia

Ricavati dai locali di uno studio medico polispecialistico, in località San Vincenzo. Adesso, gli ampi vani “tratti” dalle sale mediche sono stati acquisiti, appunto, dalla famiglia Califano-Ansalone. Già attiva ed operativa, nella frazione, da ben tredici anni. Così, dal 2009, è nata questa accorsata rivendita – che affianca momenti di cultura e di promozione libraria all’attività di cartoleria. Anche prima del “restyling”, “Lo Scarabocchio” ha scelto di abbinare la vendita di prodotti di cancelleria a quella di libri; di ogni genere. Tra gli appositi scaffali. Non solo. “Scarabocchio” (in via Michele Prisco, parco “Santina Campana”) offre (ha sempre offerto) una vasta gamma di articoli: dai prodotti natalizi, in questo periodo, ai gadget o al materiale scolastico; alle novità. E non manca, come detto, l’attenzione alla realtà attuale – attraverso i quotidiani, che pure si vendono come pane. Perfino per una mezza giornata, come di domenica.

I simpatici proprietari sono Francesco e Sabatino Califano (quest’ultimo titolare anche di un’ulteriore cartoleria – al centralissimo corso Diaz del capoluogo di Mercato San Severino) con la madre Elvira Ansalone, appassionata anche di cani e gatti. Alla fine di novembre, dunque, ecco l’inaugurazione del negozio – opportunamente ampliato. Una nuova avventura, una sfida – quasi – in una società ignorante e decostruita, quale l’attuale (a livello nazionale ed internazionale, piuttosto che locale). Tutto – parrebbe – in “controtendenza”. Attualmente, sono circa 180 metri quadri – quelli di cui consta l’intera struttura, modificata. L’ideale “vernissage” di “presentazione” è avvenuto alla folta presenza di bambini e di genitori entusiasti. Che – poi – hanno preso parte a un simpatico laboratorio creativo. A cura de “Lo Scarabocchio” e degli animatori dell’apposita agenzia “Animaniacs”, esperta in party per bambini; trucca-bimbi ed eventi vari.

Nell’occasione, “Lo Scarabocchio” ha invitato i piccoli ma pure gli adulti e i giovani anche al primo appuntamento di “Leggimiforte” [sic!]. in collaborazione con la casa editrice “Saremo alberi”, di Salerno. Si tratta di una giovane realtà editoriale indipendente, delle nostre zone, specializzata in “albi illustrati” (non di “libri” tout court) per bambini, fanciulli ed infanti. Prima del laboratorio didattico, sempre nella stessa data, si è tenuta la presentazione dell’albo illustrato “La traccia”. Opera della scrittrice veneta Federica Ortolan. Sempre per “Saremo alberi”. Con le opportune e poetiche illustrazioni della disegnatrice Manuela Simoncelli. Un albo disponibile anche sui principali portali on line. Prezzo di copertina: 18 euro. Per 44 pagine. In esso, come espresso dalla dolce e valente autrice nell’ambito della presentazione – seguita da tantissimi acuti e intelligenti, fantasiosi bambini del circondario e non solo (accompagnati dai familiari) – è narrata una storia adatta ai più piccoli. Ispirata da uno spunto di vita quotidiana, che ha coinvolto la scrittrice e i tre figlioletti – durante i mesi del lockdown. Ortolan – forte della sua, precedente, esperienza con i bambini (in seguito, si è dedicata precipuamente alla scrittura) – ha opportunamente pungolato e stimolato i pargoli. Che hanno “risposto” (ovvero: offerto un riscontro) in maniera autonoma, con parole proprie e mostrandosi interessatissimi e partecipi. Federica Ortolan ha sfogliato man mano l’albo, dinanzi ai piccoli. Spiegando con pazienza; esprimendo domande atte a stimolare la curiosità nei bimbi. La curiosità – ha ricordato – è una dote fondamentale, in particolare per essere “scrittori”. Non “scrivani”. Come emerge dagli esempi effettuati, appunto, si è scrittori se si pone su carta qualcosa di elaborato di propria mano; si diventa – invece – scrivani quando si svolge un riassunto o si segue un dettato. Le spiegazioni hanno convinto i bambini; assorti e rapiti, incantati, interessati. Presi dalla dolcezza di questa narratrice. A seguire, ecco gli “Animaniacs” con il loro laboratorio educazionale. I bambini sono al centro dell’attenzione dei proprietari de “Lo Scarabocchio”. Per veicolare cultura già da piccolissimi, per instillare amore verso i libri. Nelle intenzioni – ancora allo stato embrionale – di Francesco Califano sono previsti anche spazi per manifestazioni; eventi; presentazioni di libri. Poi, ecco diversi scaffali da riempire con libri per bambini e – altri – con libri per adulti. Saranno sempre presenti i materiali scolastici e/o di cartoleria. Come sarà sempre attivo il servizio fotocopie, assieme ad altre fattispecie. Intanto vi sono, allo stato dell’arte, contatti tra i Califano/Ansalone e alcuni docenti del vicino campus universitario di Fisciano (Salerno). per ulteriori “sorprese”; per progetti che i proprietari ancora non desiderano svelare. È un bene, perché San Severino – come Fisciano e zone limitrofe, d’altronde – è cittadina universitaria. Quindi luogo di apprendimento/insegnamento. Di fervori e di saperi.

Nonostante ciò, è una vergogna che – nel comprensorio – siano fallite; chiuse diverse librerie (private, però) e/o punti di ritrovo “culturale”, legati al vivere il proprio paese. Varie rivendite (sempre private) di libri, pure prestigiose, hanno – difatti – chiuso i battenti sia a San Severino che nelle vicinanze dell’ateneo. Tra altri luoghi di riferimento “intellettuale”, ricordiamo la famosa (a San Severino e dintorni) “Edicola del corso”. Attività tristemente cessata qualche decennio fa. Retta dall’umile, ma competente e capace, Claudio Sabarese – poi scomparso. Adesso, nel Sanseverinese, l’unica biblioteca (comunale) accessibile è sita nella frazione Acigliano. Giustamente, per motivi economici e di opportunità. Già, però, l’amministrazione sta pensando di riportarla al capoluogo. Di modo che tanti bambini, giovani, adolescenti (oltre, ovviamente, agli adulti) possano fruirne gli spazi anche senza recarsi in località Acigliano in auto o con i mezzi pubblici. Auspichiamo che tali “desideri” siano presto resi realtà. In verità, San Severino pullula – da molto tempo – di associazioni di ogni genere; questa è una gran cosa. Anche in passato, la cittadina viveva fermenti e scintille di eventi proprio culturali. Negli anni ’50-’60-’70 erano presenti, sul territorio, tanti locali: ricordiamo – noi che scriviamo – il cinema “Alba” e il cinema “Europa”. Li ricordiamo, in quanto nostro padre Gino Noia era parte integrante di quella temperie “intellettuale” – che contraddistingueva la San Severino “costruttiva”. Oltre al genitore, ecco altri fautori di “vita intellettuale” (ci si scusi la ripetizione del concetto) del passato: i professori Emilio Pesce e Orlando Ruggiero (assieme al professore Romano); l’ispettore scolastico Umberto Landi; l’artista Antonio Pesce. E così via.

Anche adesso, dopo alcuni recenti decenni, la città sta respirando aria costruttiva. Con tantissimi progetti, anche religiosi, abbracciati dalle amministrazioni di questi ultimi tempi. E non mancano, come detto, i sodalizi. Tutti benemeriti, tutti di alto livello. Occorre – comunque – coordinarli, affinché possano attuare grandi cose. Ponendosi degli obiettivi e raggiungendoli. Da pochi mesi, al centro della città, c’è poi “Mondadori book-store”. Una rivendita di libri che – a nostro parere – sta decollando. Entusiasmando soprattutto i giovanissimi, che abbiamo notato aggirarsi per i locali. Auguriamo ogni successo a questa e ad altre realtà similari, che veicolano il sapere o – quantomeno – la curiosità. Speriamo bene. Tornando a “Lo Scarabocchio”, abbiamo rivolto alcune domande ai proprietari – Francesco Califano e la madre, Elvira Ansalone – che hanno scommesso tutto su questa “mission” di “servire la conoscenza”. Una realtà che dal 2009 vede dar prestigio all’intera San Severino, seppure sorta originariamente nella frazione San Vincenzo.

Risponde agli interrogativi Francesco Califano: “Quando abbiamo aperto l’attività – ci dice – io ero ancora un ragazzino. Avevo 19 anni, non sapevo ancora cosa fare “da grande”. Grazie ai miei genitori, che mi hanno dato fiducia, mi sono ritrovato a effettuare un mestiere che – poi – ho amato”. “Il negozio – ha affermato Francesco – è nato a San Vincenzo in quanto, già dal 2009, si parlava di allocare le aule del nuovo polo scolastico/liceo “Virgilio” proprio in questa zona. Che poi è divenuta popolosa. Era una “bella piazza”, questa frazione”. “Il nome – dichiara ancora il proprietario – è sorto per caso, da un commento; da uno sfottò di un mio amico, che ironizzava su come denominare (per l’appunto) la rivendita”. “L’attività – prosegue il Nostro – è partita pian piano. Passo dopo passo, l’avventura è proseguita. Ora – dopo tanti anni – siamo riusciti, con tanti sacrifici, a ingrandirci. Abbiamo una superficie di 180 metri quadri; tutto è, adesso, diviso in settori: abbiamo la stanza per quaderni e beni scolastici; quella della pelletteria; lo spazio per l’oggettistica. E, soprattutto, ci sono i libri: la nostra grande priorità. Per anni, siamo stati praticamente gli unici non solo a venderli – ma proprio avendone pure una discreta conoscenza. Essendo io appassionato di letteratura”. “L’intenzione principale, per il futuro, è di cominciare un percorso con importanti attività culturali – ed ora il negozio può consentirlo”. I proprietari rivelano di voler sfruttare anche spazi all’aperto – nei pressi del magazzino – per kermesse estive. La famiglia tenutaria di “Scarabocchio” parla di un ideale binomio tra la cartoleria e la cancelleria (dunque la scuola, l’istruzione) e la vendita dei libri. Settori “promiscui”, certamente, ma molto comuni dappertutto. Non solo a Mercato San Severino. Accedere ai servizi di cancelleria e di materiale didattico, quindi, può avvicinare i ragazzi – e non solamente – anche ai libri. Approcciandosi al mondo dell’educazione. Però molte case editrici – afferma Francesco – “puntano alla grande distribuzione, abbandonando le piccole rivendite, proprio in quanto vi sono negozi che preferiscono articoli di cancelleria, rispetto al servizio libreria”.

“Da noi – spiega – entrano persone desiderose di apprendere. Di imparare. Di migliorare. Noi, con i progetti che abbiamo in mente di realizzare, intendiamo dar loro una mano”. Alla domanda: “Perché investire in cultura, a San Severino come altrove?”, Francesco risponde così: “Investire in cultura è una scelta. Le attività chiudono oppure cambiano e si modificano. Perché il mondo cambia. Ma non si può lavorare solo per il mero guadagno. Contemporaneamente, non si possono abbandonare sempre i propri sogni. Di certo, ognuno ha una sua passione; un suo credo. Io credo in un mondo diverso. E – per costruirlo – occorre necessariamente la cultura”. Ma “Lo Scarabocchio” non teme la concorrenza di altri esercizi specializzati su beni librari – come proprio “Mondadori”? “No – è la ferma risposta: piuttosto tutti devono lavorare bene; condurre una vita dignitosa. Tutti i negozianti dovrebbero auspicare ciò, siano essi corretti o scorretti”. La clientela, anche per questo, è entusiasta dell’ingrandimento. In molti hanno espresso auguri e apprezzamenti; parole di elogio per “Scarabocchio”. Il modus operandi (molto professionale e serio) della famiglia Califano – da tredici anni – è cortese; educato; improntato alla cortesia, alla serenità, alla disponibilità, alla lealtà. Che tutti hanno avuto modo di apprezzare.

“Un pizzico di simpatia non guasta mai” – dice, al proposito, Francesco. Che – tiene a precisare – non giudica il ruolo della cultura a San Severino (come da noi richiesto, in una domanda della presente intervista). Però ricorda il suo illustre nonno: Sabato Califano, il “sindaco gentiluomo”. Dapprima consigliere comunale, poi assessore e – infine – primo cittadino di Mercato San Severino, negli anni ’80. Nel maggio dello scorso 2021, l’amministrazione comunale – guidata da Antonio Somma – ha intitolato una piazza al capoluogo proprio al nonno di questo giovane. Un tributo doveroso, un impegno assunto già nel 1987 – a cura del consiglio comunale di allora. Ed è per questo – e chiosiamo – che Francesco afferma, scherzosamente: “Magari, un giorno, deciderò di seguire le orme familiari e candidarmi. Magari, un giorno, accanto alla dedica a mio nonno ci sarà un’intitolazione a me stesso. Come “sindaco gentiluomo” ed anche “promotore della simpatia”. E questo glielo riconosciamo di buon grado, essendo vero. Terminiamo ricordando che “Saremo alberi” – la casa editrice che ha partecipato agli eventi del 25 novembre – non pubblica solo opere per bambini. Bensì ha tante altre proposte, parola di Manuela Iacuzio – responsabile commerciale del sodalizio editoriale, presente al “taglio del nastro” (se così si può dire) de “Lo Scarabocchio”. Assieme alla scrittrice Ortolan.



Anna Maria Noia

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