Ven. Mar 1st, 2024

Pompei verso New York

Progetto internazionale, Pompei: Luce e colori & Pompeii: Harmonics and Mystery

Un innovativo progetto, ancora in fieri, tra Pompei e New York. È quanto promosso da Anna Ferrentino, in arte Anna Ferry-Ferrentino, libero professionista – una donna determinata; passionale; sensibile alle tematiche sociali e/o politiche. Un progetto volto alla valorizzazione delle amenità e delle bellezze architettoniche italiane e (nella fattispecie) campane, tra passato e futuro. Passando per il tempo dell’attualità, cioè il nostro presente. Si è trattato di studiare dal vivo le antiche pitture, presenti all’interno dei locali della Villa dei Misteri – in Pompei – ricreandone, poi, riproduzioni su carta e con matita. Un’attività svolta dai docenti della New York Studio School, di Manhattan; la prestigiosa scuola d’arte americana. Gli step si sono avuti, in primis, nella “Sala del triclinio” della domus pompeiana sopra citata. I professori hanno creato, osservando gli stupendi affreschi della latinità – così noti e apprezzati in tutto il mondo – riproduzioni delle immagini e delle effigi; l’uso della luce in epoca romana e altro. Realizzando “blow-up di disegni”, che verranno “trasformati” su tela – con tecnica ad olio e carboncino, negli studi della scuola a Manhattan. La tematica del progetto è: “La vitalità e la potente storia di Pompei, attraverso l’atto di dipingere e di disegnare”. L’obiettivo è attuare un programma didattico, da esporre e trasmettere (a luglio prossimo) a una maratona pittorica: “Pompeii, Harmonics and Mystery”, presso la “NYSS”. Saranno circa dieci giorni di eventi. Vi parteciperanno studenti di tali materie e/o professionisti, provenienti da ogni parte del pianeta.

Tutto nasce dall’iniziativa di Graham Nickson, il committente della progettualità: costui, direttore della New York Studio School già menzionata, ha effettuato un progetto similare dal 1999 al 2009 nella città di Orvieto. Dove la dottoressa Ferrentino ha avuto modo di esprimere le sue abilità artistiche. Assieme agli allievi più promettenti, sulle opere di Luca Signorelli – artista rinascimentale. Nickson decide di riprendere questa iniziativa – avendo ad oggetto, stavolta, il Sud Italia. Per questo, il tutto si svolge – in questi frangenti – tra Pompei e Paestum. Passando per il bel borgo di Magliano Vetere, piccolo comune inserito nel Parco del Cilento. Dove la Ferrentino ricopre il ruolo di consigliere comunale.

Qui, gli artisti newyorkesi hanno potuto ammirare le bellezze della nostra ricca terra campana: non solo la classicità dell’antica cittadina romana di Pompei ma anche i panorami mozzafiato di Magliano. Uno dei borghi più suggestivi del Sud e dell’intera nazione. Gli Americani hanno chiesto di visitare il Museo paleontologico locale. “Straordinaria l’accoglienza dei tanti Maglianesi e da parte del personale del museo – ha asserito la Ferrentino; paladina di arte e cultura del nostro territorio – che hanno dimostrato capacità di collaborazione e di condivisione”.

Lo struggente paesaggio di Magliano, nonché gli affreschi “catturati” e ritratti da Sam, Clintel, Briggs, Kaitlin, saranno esposti – a luglio – in una galleria di New York e “voleranno” sui canali social.

Nel mondo, tuttavia: “Ci sono sempre persone stupide che non accettano la diversità – afferma la Ferrentino, che ha dovuto “scusarsi” con uno dei docenti, vittima di un atto di razzismo – per il colore della sua pelle. “Com’è possibile che, in un’era moderna, sia ancora un limite la diversità – dice la Ferrentino. “Soprattutto, mi chiedo, come si può far crescere un territorio, se non si ha la capacità di accogliere – mostrando sensibilità verso gli ospiti che vengono ad ammirare le nostre bellezze e la natura incontaminata”.

Il soggiorno tra Pompei e Magliano ha visto, inoltre, come ulteriori tappe di tale magnifico “viaggio culturale” anche il parco archeologico di Paestum, con l’annesso museo, proseguendo infine per Salerno Nord e – ancora – raggiungendo altri siti della provincia di Napoli.  Singolari luoghi, per i graditi ospiti d’Oltreoceano. Ricordiamo la “maestosa” esperienza al Museo Archeologico Nazionale di Napoli; in Villa Regina di Boscoreale; in Villa San Marco – Scavi di Stabia, Castellammare; in Villa Poppea – Scavi di Oplontis; in Torre Annunziata. Tutti siti densi di storia, ove ammirare le meraviglie di circa duemila anni fa. Tutto documentato dal valente fotografo (della provincia di Salerno) Alain Guariglia, che ha colto nel mistero dei colori e della luce la combinazione delle linee su carta – prodotte dagli artisti. Un felice connubio tra arte pittorica e arte fotografica, in un’ideale fusione tra passato e contemporaneità. Tale progetto è stato – inoltre – reso possibile grazie alla disponibilità del direttore del parco archeologico di Paestum: Gabriel Zuchtriegel; della dottoressa Marta Rea; del personale di competenza. Ma anche grazie alla disponibilità e alla grande accoglienza da parte dei responsabili della Villa dei Misteri. In primo luogo, dall’archeologa Stefania Terracciano, esponente dalla ditta “Lithos” di Venezia. Ulteriori ringraziamenti vanno a coloro che hanno reso maggiormente magico il soggiorno degli artisti newyorkesi. Perché, come dichiara la Ferrentino: “La cultura non ha confini, né deve averli: essa è la vera essenza dell’universo”.

Parole sagge, da parte di Anna Ferrentino, donna tenace e piena di inventiva. Ricco il suo curriculum, con diversificate esperienze e di studi; interessante il bagaglio di conoscenze e di competenze di questa poliedrica, eclettica professionista: docente di Scienze Umane ma anche consulente di Comunicazione Politica e Istituzionale. Ha lavorato in diversi ambiti dello scibile umano: nella moda, nel campo dell’arte e in Rai. Ha scritto saggi di critica cinematografica e di comunicazione.  Crea, da anni, format nell’ambito sociale – ma anche del mondo dell’agricoltura, ad esempio: “La bellezza nell’imperfezione”; “Io sono mio figlio”; “La Forza della terra”. Realizzati in diverse cittadine, in provincia di Salerno – e non solo. Nel progetto “La bellezza nell’ imperfezione”, la Ferrentino sottolinea la propria e altrui “diversità”; rivendicandone l’essere differente dai cliché costruiti dalla “società dell’immagine perfetta”.

A favore, invece, di una decisa universalità ed individualità. È sempre stata appassionata di politica, nel senso (non deteriore) di “servizio alla comunità, alla collettività”. Ella ha profuso impegno e passione, nelle proprie “sfide”, alle barriere create dalla società attuale. Tante battaglie, le sue, a favore della “politica per tutti”. Aperta è agli interessi della gente. Inoltre – consapevole delle problematiche del territorio e dello stato di arretratezza (strutturale ed infrastrutturale) della regione Campania – si è sempre posta a sostegno della legalità e dei diritti. Particolarmente verso quelli delle donne, con campagne di sensibilizzazione a loro favore.

Donna, artista, professionista, afferma inoltre: “Credo nell’arte, nella cultura, in tutte le forme di comunicazione”. “Sono entusiasta – prosegue – di sostenere oppure di realizzare progettualità artistiche. Per una crescita, sia umana che professionale, di tutti”. A proposito dell’iniziativa attuale, ha ripreso la sua attività giornalistica – con la creazione di diversi “format”, tra cui la rubrica: “Light&Face” – dedicata ai volti di coloro che esaltano e trasformano, attraverso la loro luce, le dinamiche socio-culturali.

Queste le sue parole: “Lasciare che gli artisti – soprattutto stranieri, ma non solo – abbiano l’opportunità di ammirare e vivere le nostre comunità, di conoscere i nostri talenti, è una modalità per trainare interesse, verso territori spesso sconosciuti. Per rendere vivi i nostri borghi, mediante il turismo sostenibile. Per valorizzare luoghi di cultura e di storia – senza tempo”. la Ferry-Ferrentino, continua: “Aprire una finestra, a favore dei diversi talenti, è motivo non solo di esaltazione delle loro forme d’arte, ma è anche un perfetto connubio di crescita e di opportunità”. “Per rendere esclusivo il legame tra arte e territorio, in un mondo sempre più privo di emozioni reali”. Speriamo che progetti simili possano realmente portare a ciò che la Nostra si augura. Per il bene di tutti, anche di visitatori stranieri – come in questo caso. Viva l’Italia, viva la Campania; viva Salerno e la sua immensa, estesa e intensa provincia.

Anna Maria Noia

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