Mer. Lug 24th, 2024

“Napule è …” La Storia Partenopea e Piazza Mercato

Esplorando gli angoli nascosti di Napoli: tra storia, arte e mistero

Di Nicoletta Lamberti

Napoli è una città cosmopolita, poliedrica e contraddittoria, mai uguale a se stessa! Puoi visitarla anche mille volte, ma nasconde sempre qualche angolo sconosciuto.

Questa volta andiamo in giro per Napoli con una parte del  gruppo “Vagabondi in Campania” con Giuseppe, Fabiola e la guida Francesca. L’incontro è al Complesso di Sant’Eligio Maggiore vicino Piazza Mercato, luogo misconosciuto, ma di particolare interesse storico e architettonico, oltreché mistico!

La Chiesa di Sant’Eligio Maggiore è tra le più antiche costruzioni di Napoli. Risale al periodo angioino e fu costruita nel 1270 grazie a Carlo I d’Angiò e, in un primo momento, dedicata ai santi francesi Eligio, Dionigi e Martino. Purtroppo, oggi questo Quartiere detto degli Orefici è ancora poco valorizzato e sconosciuto.

Eppure proprio in Piazza Mercato fu decapitato ad opera di Carlo I d’Angiò Corradino di Svevia, ultimo pretendente al trono, ed i cui resti sono ancora conservati  nella Basilica del Carmine Maggiore.

I Francesi trasferirono il loro stile anche ai napoletani, tra cui l’arte orafa, l’alta sartoria ed, in particolare, esportarono il loro stile architettonico. Pertanto, una delle prime costruzioni in stile gotico francese fu proprio il complesso di Sant’Eligio, costituito dalla Chiesa, un chiostro ed un ospedale, successivamente anche un educandato femminile.

All’esterno del complesso notiamo un arco dove sono rappresentate due piccole teste raffiguranti Irene Malarbi ed il duca Antonello Caracciolo, e due orologi, di cui uno ha perso una lancetta a causa dell’esplosione il 28 marzo 1943 della nave italiana Caterina Costa, carica di materiale bellico.

Partendo dalla Chiesa di Sant’Eligio arriviamo  in una chiesetta poco distante, San Giovanni a Mare, nascosta tra i vicoli,  piccola, costruita –  sempre in stile gotico – utilizzando i resti dei templi romani, restaurata e riaperta 10 anni fa. Davanti alla chiesetta troviamo una copia di Marianna “A cape e’ Napoli ”, testa di una statua classica ritovata in Via Anticaglia, zona dove hanno recuperato numerosi reperti romani. L’originale è a Palazzo San Giacomo, sede del Municipio di Napoli.

Infine, ci dirigiamo alla Basilica Santuario di Santa Maria del Carmine Maggiore attraversando Piazza Mercato, piazza storica di Napoli, in precedenza chiamata Campo del Moricino, ove fu spostata da Carlo I d’Angiò la sede del mercato e dove avvenivano le esecuzioni capitali.

La Basilica è in stile completamente barocco e contiene il quadro della Madonna Bruna del Carmine, immagine venerata dai carmelitani. In alto vi è un tabernacolo di legno in cui è conservato un crocifisso miracoloso esposto solamente dal 26 dicembre al 2 gennaio di ogni anno.

Nella Basilica troviamo anche la statua di Corradino di Svevia, figlio di Corrado IV, erede della casata degli Hohenstaufen. Corradino, cresciuto in Baviera, fu chiamato in Italia per rivendicare il suo regno, ma fu decapitato nel 1268 da Carlo I d’Angiò. I resti rimasero sepolti nel cappellone della Madonna fino a 1847, poi  successivamente conservati nel monumento eretto da Massimiliano II di Baviera.

La storia di Piazza Mercato e della Chiesa del Carmine è strettamente correlata alla Rivoluzione Partenopea del 1799, nonché alla rivolta di Masaniello, nato a Vico Rotto al Mercato, ucciso proprio a Piazza Mercato il 16 luglio 1647, ed  il cui corpo non fu mai ritrovato. La rivolta durata solamente dal 7 luglio al 16 luglio scoppiò per ribellarsi alle gabelle imposte dai viceré spagnoli che però nel contempo hanno pur dato tanto lustro a Napoli.

Nicoletta Lamberti
Vice Coordinatore nazionale Polis SA magazine Coordinatrice Redazioni

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