Mer. Lug 24th, 2024

La storia di Armando D’Ambrosio: fonte d’ispirazione per i giovani

Il percorso di successo e gli ideali di un cantautore sanseverinese che unisce la passione per la musica alla responsabilità e ai valori familiari

Di Anna Maria Noia

Quella di Armando D’Ambrosio – rocker, chitarrista e vocalist – è una storia particolare, da riportare: certamente è un esempio per tanti giovani, che vogliono “sfondare” nel campo della musica. Lui ce l’ha fatta, ma la particolarità di questo 31enne sanseverinese è che ha sempre avuto i piedi per terra. Niente grilli per la testa. E tanti valori. Una famiglia molto unita – e anche religiosa – la sua. Il padre, Marcello, è un dipendente dell’università. Ha due fratelli, Gildo e Rosa. Che studiano con profitto. Dopo aver frequentato il liceo classico “Francesco De Santis” (Salerno), dopo le lauree – triennale e magistrale – in Filosofia (al campus di Fisciano), ha sempre dimostrato di essere autonomo ed indipendente. Lavorando, dapprima, presso un noto brand di fast food – al centro commerciale “Le cotoniere” di Salerno; continuando, poi, a formarsi e a imparare un mestiere “sicuro”. Dopo queste brevi esperienze, assieme a una supplenza al liceo scientifico “Bonaventura Rescigno” di Roccapiemonte (in Storia e Filosofia) – tra febbraio e giugno 2022 – eccolo approdare all’impiego quale addetto al centro bibliotecario d’ateneo. Il classico contratto a tempo indeterminato, il sogno di ogni ragazzo studioso – come lui. Ma, contestualmente, Armando non ha mai smesso di inseguire i suoi progetti musicali: tutto nasce da quando, ancora bambino, i genitori Marcello e Franca gli regalano la sua prima chitarra.

Armando – pian pianino – comincia a strimpellare lo strumento. Accordo dopo accordo, succede che si appassiona talmente alla musica da sceglierla come strada da battere; quale pista da percorrere. E così egli diviene noto, soprattutto a livello comprensoriale, partendo dai primi concerti. Assieme alla band “Omnia tria”. In seguito, ci saranno altre collaborazioni e altri turnisti, a rotazione. Dopo diverse esibizioni nel circondario; dal teatro dell’università ad altre location – verso la realtà virtuale delle principali piattaforme on line – D’Ambrosio ha vissuto e superato molte prove, per quanto concerne la passione per la musica. Si autodefinisce “una persona contraddittoria e affascinante”. In quanto, rivela in un’intervista con chi scrive – ma non solo (basti osservare il suo profilo Facebook – nel quale si mostra, schiettamente, a tutti i follower) – sfida “le etichette e le convenzioni”. Per “spettinare” (è un termine da lui stesso, più volte, utilizzato) coloro che “sonnecchiano”. Un novello Damiano dei “Maneskin”? Un “Achille Lauro”, un po’ meno stravagante? Nulla di ciò. Si tratta di un ragazzo serio, affidabile, maturo, responsabile. Per il quale, però, nel “nome” del rock e pop, “licet insanire”.

È per questo che intendiamo narrare la sua storia. Suoi “idoli”: Vasco Rossi, ma soprattutto Eduardo Bennato e Piero Pelù. Non disdegnando Zucchero ed altri epigoni della storia della musica – anche internazionale (Bob Dylan). Per il resto, D’Ambrosio è molto educato e rispettoso del prossimo. Anche se egli stesso stigmatizza la contraddizione del suo agire ed operare – pure al di là della musica: dice di sé di reputarsi “altamente socievole e dannatamente asociale”. “Filosofo e artista”, “apollineo e dionisiaco”. Ama la diversità, in tutte le sue forme. Al contempo, però, rispetta gli individui e lotta contro i pregiudizi della nostra società. Egli “trova rifugio” nel blues e nel rock n’ roll. Nella vita quotidiana, ha un debole per la pizza e per la mozzarella; piatti che incarnano la propria meridionalità, nell’accettazione e nell’apprezzamento di chi è “differente”.

Dopo aver inciso e portato in pubblico diversi album di hit, tra i quali: “Padre, figlio e spirito rock”; dopo la partecipazione alla trasmissione di Fiorello “Viva Rai Due” – “E viva il video box”, ecco che tra un paio di mesi (ad inizio aprile) D’Ambrosio “invaderà” (pacificamente, s’intende) le piattaforme digitali e/o social – come You Tube – con un nuovo Ep (extension play). Un esplosivo blues contemporaneo, garantisce lui, dal titolo: “M’ama”. Inedito, realizzato in collaborazione con l’amico ed esperto produttore Lucio Auciello. Per l’etichetta indipendente “Clamore music”. Tre i pezzi (le tracce) su questo Ep. Tra cui una vera e propria “ballad”. Con influenze ed echi dei Rolling stones.

Infine, ricordiamo che D’Ambrosio è in procinto di partecipare alle selezioni per Sanremo 2025. Già in passato ha effettuato provini, in tal senso, e non ha mai mollato.



Anna Maria Noia

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