Mer. Lug 24th, 2024

“Barlumi d’infinito” di Anna Maria Noia: Un Viaggio tra Sacro e Profano

Le riflessioni della prof.ssa Lidia Loguercio su una raccolta poetica di emozioni e contrasti


Riflessioni su “Barlumi d’infinito” di Anna Maria Noia

Lidia Loguercio

Anna Maria Noia, giornalista, scrittrice e poetessa di Mercato San Severino, è appassionata di antropologia, etnografia, storia, linguistica e comunicazione. Nel 2022 ha pubblicato “Barlumi d’infinito”, una raccolta poetica di 29 liriche, edita da Polis Sa Edizioni, con prefazione di Antonello Rivano, disponibile in libreria al prezzo di €14,00.

L’immaginazione fertile e creativa della poetessa Noia coglie, con voli pindarici, accostamenti di immagini da cui traspaiono riferimenti alla cultura classica e letteraria dell’Ottocento e Novecento, con vari riflessi di citazioni (tra i filosofi: Platone; per la letteratura: oltre a Dante, Leopardi, D’Annunzio, Montale, Quasimodo). Concetti, solo in apparenza distanti, sono in realtà specchio del complesso mondo interiore della poetessa, cardini di sussulti finalizzati ad esprimere i trasalimenti emblematici del suo animo. Questi riferimenti non sono disgiunti né dalla sua fede, vista come approdo epifanico di catarsi e libertà, né dal suo sguardo critico sul mondo contemporaneo, che descrive come malvagio, bislacco, distratto e disfatto, ma che tuttavia rivela un mondo diverso oltre il pozzo della memoria (pag. 16).

Il leitmotiv ricorrente in più liriche del testo è l’“Amore” nelle sue varie sfaccettature. L’amore appare pieno di tenerezza e candore nella lirica “O madre, rima antica”, con la richiesta di un abbraccio filiale verso la figura materna, espresso nelle liriche di apertura e chiusura della raccolta. La poetessa descrive questo abbraccio come “rughe d’amore, tra le righe annoto/ e sovviemmi l’ora del giorno che fu” (pag. 12). L’amore diventa poi un canto del cuore mai pago, anelito intessuto di delusioni e speranze nella lirica “Cercando la vita”, dove afferma “e vani, io cantai, d’Amore i tentativi/ faticati:/ intemerati desideri” (pag. 14).

L’amore per la natura traspare nella lirica “In punta di penna: risvegliando amore”, evidenziando la funzione rasserenatrice della visione dell’alba e del sole: “Or vedo, però l’aurora dell’Est, mi sorride radiosa! Il sole la nebbia dirada/ il calore scalda la pelle/ di audace sognatrice – dall’opaco/ sentire” (pag. 17). La poetessa esprime anche amore per la vita, arrivando tardi alla consapevolezza del suo valore, come scrive alla fine della lirica “Nugae”: “Oh, vita!/ Tardi t’amai!/ Oh, vita!”.

I vari temi presentati – la madre, l’amore, il dolore e la speranza, i paesaggi, le stagioni (l’estate, l’inverno), la poesia, la guerra (Ode sull’Ucraina), la fede, il sogno, il tempo che passa, il vuoto dell’esistenza – rappresentano un iter che riflette lo sguardo degli interessi e delle esperienze di vita della poetessa. Questi temi sono collegati dalla sua riflessione sulla percezione del mondo, fatto di luci e ombre, bene e male, gioia e dolore, cieli limpidi e cirri oscuri, aspetti in evoluzione.

La creazione poetica di Noia appare come un caleidoscopio di immagini espresse talvolta con tono enfatico. La voce narrante si rivolge spesso a un immaginario interlocutore con cui dialoga, inveisce, sospira e impreca, invitando a tessere aurei fili di una colorata esistenza. Oscilla tra passione e ragione, esprimendo rammarico per una infelice storia d’amore.

In conclusione, due importanti riflessioni emergono nella parte finale del testo. La prima è nella lirica “Racconto Biblico”, dedicata all’agiografia della figura di Dio, sottolineando la funzione catartica del dolore come fattore di maturazione e crescita: “Dalla sofferenza nasce il nostro Credo”. La seconda è nell’Ode sull’Ucraina, dove la poetessa inveisce contro la guerra e afferma: “La Verità – si sa – è un equilibrio sopra la Follia. Sopra una Bugia”.

“Barlumi d’infinito” è una raccolta che presenta intuizioni profonde, flash che denotano una costante ricerca di equilibrio tra mente e cuore, nell’amore e nella vita. Come afferma Norman Mailer: “Cos’è il genio se non equilibrio sul bordo dell’impossibile”?

Lidia Loguercio

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