Architettura in trasformazione
Il “Maggio dell’Architettura – Annodiciotto” tra disegno, spirito e Intelligenza Artificiale
[di Stefano Pignataro]
Ha preso il via lo scorso 16 maggio, presso il Castello D’Alagno di Somma Vesuviana, il “Maggio dell’Architettura – Annodiciotto”, promosso dalla Fondazione “SiebenArchi”. Anche quest’anno, l’intento scientifico della Mostra è “ribadire il ruolo culturale dell’architettura sul piano umanistico, etico, sociale, ambientale ed economico, invitando alla discussione protagonisti dei diversi ambiti di discussione, caratterizzandosi per il carattere trasversale. Progettazione, rapporto tra uomo e lo spazio, rigenerazione urbana, tutela del grande patrimonio storico-architettonico: sono tanti i temi attraverso cui si muoverà il “Maggio dell’Architettura”, con un programma intenso di dibattiti, sessioni plenarie, premiazioni, che si alterneranno ad incursioni artistiche”.
Le finalità sono ben espresse dall’Arch. Giovanni Fiamingo in una lettera che ha indirizzato alla Fondazione stessa:
“Era il lontano 12 ottobre 1907 quando, agli albori della modernità, un giovane Boccioni avvertiva di una rivoluzione in arrivo, poi solo parzialmente inveratasi: ‘Ho visto una fotografia che gareggiava con qualunque altro quadro. La meccanica fa tali passi nella riproduzione del vero che all’uomo non resta che lo spirito. Tutto va verso lo spirito’”.

La proposta curatoriale parte dall’osservazione di una sempre più rapida convergenza del dibattito contemporaneo verso due nodi disciplinari emergenti: da un lato, la progressiva spettacolarizzazione dell’architettura, identificabile nella produzione dello star system; dall’altro, il dirompente ingresso dell’Intelligenza Artificiale nei processi creativi, attraverso tecniche di progettazione automatizzata e generativa. Entrambe le questioni delineano lo scenario di una rivoluzione in corso per l’Architettura, all’interno della quale la disciplina oscilla fra un orizzonte di crisi imminente e quello di una auspicata rinascita della stessa, ma dove al momento gli automatismi dell’intelligenza artificiale sembrano paventare la fine dell’architetto e dell’architettura tradizionalmente intesi.
In Architettura, la costruzione dello spazio presuppone la sua prefigurazione. Oggi, stiamo assistendo a uno scontro epocale fra l’intelligenza complessa e sensibile della ricerca autoriale tradizionale, basata su metodologie artigianali/artistiche, stratificate/relazionali, e gli avanzamenti sempre più rapidi della meccanica o delle tecniche generative basate su algoritmi computazionali/autogenerativi, sintetico/autoreferenziali, apparentemente vincenti “nella riproduzione del vero”.

L’evento intende fornire, quindi, una piattaforma di incontro/scontro culturale fra questi due mondi, puntando l’attenzione del dibattito sull’antica lezione della rappresentazione e del disegno. L’analisi di diverse esperienze e approcci, spesso condotti in trincea, di protagonisti emergenti o affermati del dibattito italiano vuole porre l’accento sulla dimensione culturale dei processi di configurazione e costruzione dello spazio architettonico, in una auspicata sinergia fra la dimensione autoriale e gli automatismi algoritmici dell’Intelligenza Artificiale, definendo le premesse per una riflessione sugli attuali limiti della disciplina e del possibile ruolo e contributo dell’architettura italiana.
Anche per quest’anno, diversi sono gli architetti-artisti invitati: Pier Paolo Poggi, Felice Gualtieri, Claudio Catalano, Valerio Palmieri, Beniamino Servino, Mauro Andreini, Claudio Patanè, Francesco Ferla, Simone Porfiri, Marcello Sestito, Franz Prati, Alessandro Spaccesi, Fabio Barillari, Arturo Tedeschi.
L’evento si struttura in quattro giornate di più sessioni da oggi 16 maggio sino all’ultimo giorno di sabato 7 giugno, giorno in cui avrà luogo la Lectio Magistralis dell’Arch. Massimo Majowiecki dal titolo “Dalla ricerca alla realizzazione – esperienze progettuali di grandi strutture”.
La seconda giornata di lavori ha avuto luogo lo scorso 23 maggio ed ha avuto come tema “Architettura e scenografia”. Dopo il nutrito parterre di saluti tenuti dall’Assessore del Comune di Somma Vesuviana Salvatore Esposito, della socia fondatrice di Siebenarchi Rosa Ferrara e del Segretario Ordine Architetti P.P.C. di Napoli Ferdinando Giampiero, a tenere la relazione è stato il Prof. Orazio Carpenzano (Preside della Facoltà di Architettura – La Sapienza – Roma). Prima della relazione del Prof. Carpenzano, ha avuto luogo un’introduzione dell’Architetto Orlando Di Marino.
Il Maggio dell’Architettura, anche quest’anno, gode di numerosi patrocini istituzionali: Regione Campania, Diarc-Unina, Accademia di Belle Arti di Napoli, Istituto Nazionale di Architettura. Diversi gli architetti nel comitato organizzatore: Claudio Bozzaotra, Antonio Ciniglio, Rosa Ferrara, Michele Iervolino, Daniela Esposito, Francesco Sepe, Lucrezia Chiapparelli, Rossella Auriemma, Vincenzo Speranza, Giovanni Trocchia, Giuseppe Pietro Sorrentino, Dario Sena, Clara Maffettone, Raffaele De Rosa, Domenico Ceperano, Gianluca Meo, Pio Crispino, Clara Forino, Marta Auriemma, Pasquale De Vivo, Umberto Ciniglio, Antonio Coppola. La direzione del Premio “Maggio dell’Architettura” è affidata a Giovanni Fiamingo.

“Il premio ‘Maggio dell’Architettura’ di cui mi sono occupato – dichiara l’Arch. Fiamingo – offre una riflessione su ciò che sta prima dell’architettura; mentre le passate edizioni del Premio si concentravano sull’oggetto architettonico, noi quest’anno abbiamo dato spazio a ciò che ci sta prima, alla capacità di immaginare, di disegnare, di prefigurare l’oggetto architettonico. Perché questa scelta? Perché, in questo momento, sul dibattito scientifico, c’è un tema importante e fortissimo, dirompente: quello dell’intelligenza artificiale. Cosa succede? La professione è aggredita da queste nuove tipologie che, in qualche modo, mettono in dubbio la figura e lo status tradizionale dell’architetto. Dall’altro, si configura come un sistema di innovazione, di avanzamento della disciplina. In questo quadro, poiché l’Italia sulla questione della prefigurazione e del disegno è sempre stata ai vertici – essendo riuscita a trasformare il disegno in fatto culturale (pensiamo alla trattatistica rinascimentale, all’invenzione della modernità) – nel panorama attuale vi sono moltissimi disegnatori e sperimentatori a cavallo fra il disegno tradizionale e l’intelligenza artificiale: abbiamo provato a raccoglierli per farli diventare argomento di discussione. Questa selezione, che si sta snocciolando nelle varie giornate con interventi e che solo alla fine vedrà il quadro d’insieme sotto l’egida della Biennale di Venezia, verrà esportata in Cina, nelle più prestigiose Università cinesi, in una forma più estesa”.
Non crede, Arch. Fiamingo, che l’Intelligenza Artificiale possa far perdere quella curiosità e quella professionalità propria di un vero professionista?
Con la ricerca ed il dibattito, come si è sempre fatto. Il rischio è esattamente questo: uno degli scenari più gravi è che l’intelligenza artificiale sostituisca l’intelligenza naturale nelle forme peggiori che possiamo immaginare e che dia la possibilità a chiunque, non possedendo gli strumenti per controllare queste procedure complesse, di non fare quello che è nello statuto dell’Architettura: costruire lo spazio dell’abitare delle persone, quindi evolversi, reinterpretare l’esigenza dell’epoca e dare risposte – come rispondono altre discipline – con i propri strumenti. Stimolare questo dibattito e questa ricerca è il focus di quest’anno del ‘Maggio’, facendo convogliare realmente architetti ed artisti di grande spessore e di grande fama, grandissimi ricercatori che utilizzano strumenti a cavallo tra tecniche tradizionali, tecniche digitali e Intelligenza Artificiale.
Come la Giuria valuterà i lavori?
La Giuria valuterà i contributi dei candidati che hanno presentato un breve testo che illustra la ricerca (presente nel catalogo) e saranno messe in mostra due tavole che illustrano tale ricerca. Saranno considerate la carriera, l’esperienza, il percorso curricolare del singolo artista, ma poi si valuterà il prodotto specifico messo a concorso.
Stefano Pignataro

