Mer. Apr 29th, 2026

Sardegna, flotta contro la speculazione energetica offshore

Da Carloforte a Portoscuso. Domenica 26 ottobre 2025 la nuova manifestazione promossa dal Comitato No Speculazione Energetica Carloforte

CARLOFORTE. La manifestazione “Flotta No Speculazione Energetica” si terrà domenica 26 ottobre 2025, da Carloforte a Portoscuso, con due appuntamenti: alle ore 9.30 al molo San Carlo di Carloforte e alle ore 11 al porticciolo turistico di Portoscuso, presso la banchina sotto al ristorante Nautilus. Per informazioni è disponibile il numero 339.4379716.

L’iniziativa vedrà la partecipazione di autorità locali, in particolare a Portoscuso, insieme ai rais delle tonnare e ad alcuni pescatori.

Tra i partecipanti e i sostenitori dell’iniziativa figura anche don Antonio Mura, in rappresentanza dell’Ufficio per la Pastorale Sociale e del Lavoro (UPSL) della Diocesi di Iglesias, che ha espresso il pieno appoggio della Chiesa locale: “Per quel poco che si può fare, è il contributo della Chiesa a favore dell’iniziativa e contro la speculazione energetica” .

È organizzata dal Comitato No Speculazio.ne Energetica Carloforte ed è aperta a tutti: a chi vuole manifestare via mare rimanendo in porto, a chi sceglie di fare la traversata da Carloforte a Portoscuso e a chi preferisce rimanere a terra. La manifestazione non ha connotazione politica. Per l’occasione il Comitato ha diramato un esaustivo comunicato stampa.

L’etica dichiarata dal Comitato è quella di una difesa unitaria del mare, dell’ambiente dell’isola di San Pietro, del Sulcis Iglesiente e della Sardegna in generale, “che supera le divisioni dei partiti”.

Sono nove gli impianti eolici offshore per cui è stata fatta richiesta di allaccio alla rete elettrica nel Sud Ovest della Sardegna: in totale si contano circa 500 aerogeneratori. La prima multinazionale proponente è stata la Ichnusa Wind Power nel 2020.

La recente emissione di un parere sul sito del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE), a seguito della chiusura della procedura di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA), è il principale motivo della nuova manifestazione a mare, organizzata dopo quella dell’11 ottobre scorso a Carloforte, nota come “flottiglia”, nel timore che tale parere possa essere positivo e si proceda all’installazione dell’impianto offshore Ichnusa Wind Power (definito “parco eolico”) a nord-ovest dell’isola di San Pietro, davanti a Portoscuso. Secondo il Comitato, l’installazione richiederebbe circa quattro anni di lavori e comporterebbe inquinamento sonoro ed elettromagnetico.

L’impatto ambientale del solo progetto Ichnusa Wind Power è descritto nei dettagli: 42 turbine eoliche alte circa 300 metri (pari a un grattacielo di oltre 90 piani) basate su piattaforme semisommergibili triangolari con sei cavi di ormeggio e sei piloni cilindrici – di diametro 2,44 metri e altezza 49 – infissi sul fondale marino, che nell’area interessata varia da 300 a oltre 700 metri di profondità. L’impianto complessivo misura circa 30 km di lunghezza e 10 di larghezza, occupando un’area di mare più vasta dell’isola di Sant’Antioco, distante 19 miglia marine dalla costa, con una potenza complessiva di 504 MW.

Per il Comitato, impianti industriali di tali dimensioni rappresentano una grave minaccia alla Sardegna e al suo mare, “un unicum al mondo di biodiversità”. Le osservazioni in opposizione al MASE riguardano l’intorbidimento delle acque dovuto ai lavori di cantiere, i rumori costanti generati dalla rotazione delle pale e, con il moto ondoso, dagli schiocchi dei cavi di ormeggio. Un ulteriore elemento di disturbo sarebbe rappresentato dalla presenza dei cavi sottomarini, che costituirebbero una barriera per i tonni, oltre all’elettromagnetismo derivante dal cavidotto lungo circa 50 chilometri, interrato sul fondale per condurre l’energia prodotta fino alla stazione di Portovesme e alla rete Terna.

Il presidente del Comitato, Salvatore Obino, evidenzia che l’obiettivo è “garantire una transizione energetica che sia davvero ecologica per la nostra comunità”. Nel caso dell’isola di San Pietro e del Sulcis Iglesiente, sottolinea come “sia assurdo compromettere in modo irreversibile un ecosistema marino mediamente sano per raggiungere obiettivi di produzione di energia rinnovabile discutibili in termini quantitativi e qualitativi, comunque realizzabili in modo meno impattante per l’habitat”.

Il comunicato sottolinea inoltre che “mai una minaccia ambientale così epocale e irreversibile si è presentata di fronte alla comunità di Carloforte e delle altre coste della Sardegna”.

Inoltre si asserische che il business delle imprese cosiddette green “si basa sullo sfruttamento di beni comuni, come il mare e il vento”, e nel caso dell’impianto eolico offshore Ichnusa Wind Power interessa specie migratorie come il tonno rosso (Thunnus thynnus) e il falco della regina (Falco eleonorae), elementi identitari dell’isola di San Pietro e della costa del Sulcis Iglesiente. Tali specie, considerate patrimonio del pianeta e oggetto di tutela da parte di recenti provvedimenti normativi, sono anche al centro della relazione scientifica per ICCAT del biologo marino Antonio Di Natale, di prossima pubblicazione e anticipata al Comitato.

Le rotte migratorie del tonno rosso, secondo l’esperienza storica, “non possono essere alterate dall’intervento umano”, ma il timore è che un impianto di tali dimensioni possa deviare la rotta di queste specie e costituire un serio pericolo per la sicurezza della navigazione e per il turismo. Per le comunità di Carloforte e Portoscuso, la fine delle tonnare significherebbe la perdita di un patrimonio identitario fondamentale e di una parte significativa dell’economia locale.

Da qui l’idea di organizzare una flotta che colleghi simbolicamente i due porti.

L’appello del Comitato invita i cittadini a partecipare alla manifestazione “considerando l’articolo 9 della Costituzione Italiana, inserito tra i principi fondamentali della Repubblica, che oltre alla promozione dello sviluppo della cultura e alla tutela del paesaggio e del patrimonio storico e artistico della nazione, prevede di tutelare l’ambiente, la biodiversità e gli ecosistemi, anche nell’interesse delle nuove generazioni”.

Redazione

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