Gio. Apr 16th, 2026

Fot. Isola di Linosa

Dopo il ciclone Harry, le piccole isole italiane tra danni enormi e silenzio mediatico

Un gruppo di abitanti di isole minori lancia un appello per non essere dimenticati dopo l’uragano che ha colpito le coste italiane

di Antonello Rivano

Ieri è nato un gruppo spontaneo di isolani, di diverse piccole isole italiane, per portare attenzione sulle difficoltà dopo il ciclone Harry. L’iniziativa è stata promossa da Andrea Luxoro, di Carloforte, che racconta:

“È nato con un gruppo di amici isolani di varie isole italiane. Io ho lanciato l’idea e subito si sono attivati, soprattutto gli amici di Isoleminori — la pagina Instagram che raccoglie informazioni su 33 isole italiane — e di Wild Linosa. Ho lanciato l’idea del comunicato dal basso, che ha scritto Marianna Licari di Isoleminori, lo abbiamo rivisto un po’ tutti e poi lo abbiamo condiviso.

Il messaggio che arriva dagli isolani è chiaro e urgente: le piccole isole, amate per la loro bellezza e fragilità, rischiano di essere dimenticate una volta terminata la stagione turistica o quando eventi estremi le colpiscono. Il ciclone Harry ha causato danni ingentissimi: moli distrutti, barche inghiottite dal mare, strade e case compromesse. Su un’isola, anche la ricostruzione di un semplice molo richiede uno sforzo enorme, e l’isolamento rende tutto più complicato.

Gli abitanti denunciano «un silenzio assordante»: le notizie che arrivano dai media nazionali sono frammentarie e spesso accompagnate da video spettacolarizzati più per attirare interazioni che per informare realmente. Sottolineano con forza che non sono cittadini di seconda classe e che le isole minori meritano attenzione e cura anche fuori dalla stagione estiva.

Il gruppo lancia quindi un appello diretto: «Non dimenticatevi di noi». Una richiesta semplice ma potente, che ricorda a tutti che le isole non sono solo mete turistiche, ma comunità vive, fragili e resilienti, che hanno bisogno di sostegno tutto l’anno.

Il Testo integrale del comunicato:

Isole fragili, isole dimenticate
Uno dei motivi per cui amiamo tanto le nostre piccole isole è questo legame particolare tra la loro bellezza e la loro fragilità. Chi le abita ne è testimone e custode, allo stesso tempo.
Ma cosa succede quando la stagione turistica finisce? E cosa accade quando un evento atmosferico di grandi proporzioni le colpisce?
L’oblio.
I giornali e i telegiornali nazionali restano, per lo più, in un silenzio assordante, mentre il ciclone Harry spazza le coste delle isole maggiori e delle isole minori, causando danni ingentissimi. Arrivano solo poche notizie frammentarie, e spesso qualche video spettacolarizzato in homepage più per aumentare le interazioni che per informare davvero.
Noi, abitanti delle isole minori, ci siamo ritrovati in balia di un fenomeno meteorologico estremo, ma il resto del Paese quasi non lo sa.
Non siamo cittadini di seconda classe: siamo cittadini italiani a pieno titolo. E questa cappa di silenzio invernale stride fortissimo con il vociare continuo sotto il sole estivo. L’urlo del vento di tempesta soffoca la flebile e discreta voce degli isolani. Le isole minori esistono anche al di fuori della loro turistificazione: esistono sempre, e hanno bisogno di aiuto, di attenzione, di cura.
Il ciclone Harry sta per finire, ma i danni enormi resteranno. Il mare si è mangiato moli, ha inghiottito barche, ha distrutto strade e case. Ricostruire anche un semplice molo richiede uno sforzo enorme. Su un’isola tutto diventa più complicato: ma l’isolamento e la lontananza non sono una scusa per non parlarne. Non sono una scusa per far finta che i nostri problemi non esistano, soprattutto adesso.
Non dimenticatevi di noi!
Gli abitanti delle piccole isole italiane

Antonello Rivano

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