Mer. Apr 22nd, 2026

Eolico offshore nel Sulcis Iglesiente, i sindaci si compattano

Da Portoscuso un fronte comune contro la proliferazione degli impianti in mare: dubbi su impatti ambientali, carenza di pianificazione e territori esclusi dalle decisioni

Si è svolta nella serata del 17 aprile 2026, nell’aula consiliare di Portoscuso, la tavola rotonda dei sindaci dedicata all’impatto dei progetti eolici offshore sul mare e sul territorio del Sulcis Iglesiente. L’incontro, promosso dal Comitato No Speculazione Energetica Carloforte, ha riunito amministratori locali e rappresentanti istituzionali per un confronto su uno dei temi più controversi degli ultimi mesi.

Al centro del dibattito il progetto Ichnusa Wind Power, attualmente tra i più avanzati nell’iter autorizzativo: 42 aerogeneratori alti oltre 300 metri, un cavidotto di circa 50 chilometri e due sottostazioni. L’iniziativa ha già superato il vaglio del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica ed è ora in attesa del parere del Ministero della Cultura. Parallelamente, restano sullo sfondo le richieste di connessione per altri otto impianti offshore nel Sud-Ovest della Sardegna, che porterebbero a un totale di circa 470 pale in mare.

Intervento del Sindaco di Portoscuso, Ignazio Atzori

A introdurre i lavori è stato il sindaco di Portoscuso, Ignazio Atzori. Presenti anche il sindaco di Gonnesa Pietro Cocco e l’assessore alle politiche energetiche del Comune di Carloforte Gianluigi Penco, mentre da remoto sono intervenuti i sindaci di Buggerru Laura Cappelli e Fluminimaggiore Paolo Sanna. A coordinare l’incontro il presidente del Comitato, Salvatore Obino.

Proprio Obino ha richiamato un passaggio cruciale nel percorso del progetto: il parere espresso il 16 gennaio 2026 dall’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA), che nella sua seconda relazione ha definito l’impianto “non idoneo”. Una valutazione che pesa nel dibattito e rafforza le perplessità espresse da più parti.

Intervento del Presidente del Comitato No Speculazione Energetica Carloforte, Salvatore Obino

Tra gli interventi più significativi, quello dell’assessore Penco, che ha posto l’accento sul valore identitario del mare e delle sue risorse: “Il tonno non è solo una cosa sul piatto che mangiamo, rappresenta la nostra identità e cultura”. Penco ha evidenziato una “mancanza totale di programmazione” a livello statale e regionale, soprattutto per gli impianti oltre le 12 miglia, denunciando l’assenza di un reale coinvolgimento dei Comuni costieri. Pur riconoscendo la necessità della transizione energetica, ha sollevato dubbi sugli impatti dell’impianto, in particolare sul piano acustico, elettrico ed elettromagnetico, oltre che sulla migrazione della fauna marina e dell’avifauna. “Non ci sono precedenti nel Mediterraneo”, ha sottolineato.

Sulla stessa linea il sindaco di Gonnesa, Pietro Cocco, che ha ribadito la contrarietà a operazioni calate dall’alto: “Noi siamo contrari a interventi di questo tipo, soprattutto se attuati senza il coinvolgimento dei territori”. Cocco ha però aperto a una riflessione più ampia, sottolineando la necessità di affiancare all’opposizione proposte alternative. Ha quindi richiamato il contesto energetico regionale: a fronte di un tetto di produzione da fonti rinnovabili fissato a 6,2 GW, le richieste hanno già raggiunto circa 60 GW. Un divario che evidenzia, secondo il sindaco, l’assenza di una pianificazione efficace.

Critico anche il quadro normativo: le leggi regionali 5 e 20 sono state annullate e il recente decreto energia 4/2026, secondo Cocco, ha rafforzato il ruolo del Governo a scapito dei Comuni. Nel caso specifico, ha ricordato come il Comune di Gonnesa abbia adeguato il proprio piano urbanistico al piano paesaggistico regionale, limitando l’installazione di impianti alle sole aree industriali. Tuttavia, i progetti offshore, pur insistendo su acque extraterritoriali, prevedono infrastrutture a terra – come i cavi e le sottostazioni – che ricadono direttamente sui territori.

Forte la preoccupazione anche per le possibili ricadute su turismo, paesaggio ed economia locale, in particolare per Carloforte, che si troverebbe in una posizione ancora più esposta. “La Sardegna è una piattaforma per la ricchezza di sole e vento – ha concluso Cocco – ma sta a noi rivendicare il nostro valore, con l’unione dei sindaci”.

Al termine dell’incontro, gli amministratori hanno concordato la necessità di proseguire il confronto in una riunione a porte chiuse, per valutare le azioni da intraprendere, anche sul piano legale. Una linea comune che segna un primo passo verso una possibile strategia condivisa dei territori, nel tentativo di incidere su decisioni che, al momento, appaiono ancora lontane dalle comunità locali.

Redazione

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