L’architettura è tale solo se è eticamente corretta
Architettura Etica A Nola il “Maggio dell’Architettura” tra Mostra d’Oltremare, dibattiti e riflessioni su etica e progetto urbano.
Si è aperto ufficialmente lo scorso 7 maggio, presso l’Istituto Comprensivo “Filippo Illuminato di Mugnano di Napoli”, “Maggio dell’Architettura”, giornate di studio, di arte e cultura dedicate al mondo dell’architettura ed ai suoi illustri rappresentanti.
Organizzata da “SiebenArchi – Architetti Urbanisti Designers”, presieduta dall’architetto Claudio Bozzaotra e coordinata da Antonio Ciniglio, il “Maggio” di quest’anno si configura come uno straordinario viaggio tra arte, urbanistica, memoria e progetto.
Diversi saranno i temi che verranno enucleati e discussi dagli illustri ospiti e relatori, discussioni che avranno luogo in diverse città della Campania, teatro di creazioni, di investimenti e di studi, dal luogo della “Mostra d’Oltremare” alla “città Igea”, dalle “estetiche e dinamiche del margine” alle “Ecosintonie”.
La giornata del 7 maggio ha avuto come titolo ed oggetto di studio: “Salvatore Bisogni, la scuola di Mugnano di Napoli”.
La seconda giornata del “Maggio dell’Architettura” ha avuto luogo lo scorso 15 maggio presso l’Auditorium Piazzolla di Nola ed ha avuto come focus di approfondimento “La Mostra d’Oltremare” di Napoli. Ad intervenire con la sua relazione scientifica è stato il prof. Uberto Siola (DIARC – Napoli – Università degli Studi di Napoli “Federico II”).
Elemento principale della seconda giornata, l’esposizione dell’opera “Elogio a Nicola Pagliara. Un dialogo perenne (celebre ed illustre architetto)” realizzata dall’architetto Gianni Cinquegrana, esposta nella piazza dell’Auditorium: la rigorosa geometria dell’opera richiama quell’idea di “architettura come sistema di relazioni con cubi non come oggetti isolati ma nodi di rete invisibile che li collega allo spazio circostante. Proporzioni, allineamenti, le direzioni delle aperture costituiscono una metrica che dialoga con quella già presente nella piazza. Non un’imitazione ma una consonanza.

“A differenza di altre emergenze, noi gridiamo l’emergenza di questo spazio, un omaggio all’architetto Nicola Pagliara che ha lasciato un segno indelebile anche nel resto d’Italia. Attraverso l’architettura dei grandi maestri si è sempre in continuo dialogo”. L’opera non guarda se stessa ma cerca un dialogo con questo spazio – spiega l’autore – tre volumi che sono svuotati e questo svuotamento crea delle finestre che sono finestre di dialogo, che guardano lo scorcio spaziale di questo spazio. Attraverso l’opera noi guardiamo lo spazio di un grande architetto. È un’opera di denuncia – continua l’autore – della cattiva manutenzione di questi ambienti con l’auspicio che noi architetti, con il “Maggio dell’Architettura”, continuiamo a garantire continuità etica all’architettura ed a recuperare queste emergenze. Un’opera che grida con delicatezza attraverso le sue finestre. Il nostro obiettivo è quello di una continua ricerca, di sensibilizzare spazi e luoghi creati con uno spirito etico più profondo, non discriminando gli architetti che sono sempre i colpevoli ma anche i protagonisti, ma sensibilizzare la struttura legata alla costruzione, alle imprese, alle amministrazioni: sensibilizzare all’architettura vuol dire creare uno spazio che il fruitore, il pubblico, riesca a godere”.

Soddisfatto e presente alla seconda giornata del “Maggio dell’Architettura” l’arch. Pasquale Petillo, assessore all’urbanistica e vicesindaco di Nola: “L’amministrazione è lieta di aver patrocinato l’iniziativa. Alcuni territori non vanno sottovalutati. Siamo ben lieti di supportare iniziative culturali che consegnano lustro alla città. Non si può prescindere da uno sviluppo ordinato del territorio se non c’è una multidisciplinarietà; essa parte dalla rigenerazione non intesa in senso strettamente architettonico ma anche sociale e culturale e da qui stiamo partendo anche per riprendere il commercio sul territorio”.
Ferdinando Natale Giampietro, consigliere segretario dell’Ordine degli Architetti di Napoli, plaude all’idea dello “sconfinamento” dal territorio nolano del “Maggio dell’Architettura”. Con l’Ordine abbiamo sempre sostenuto questa bellissima iniziativa. Parlare di architettura e parlarne al “Maggio”, che è una grande realtà, fa bene, fa bene alla cultura e dobbiamo rendere grazie all’architetto Ciniglio, un validissimo collega che tiene molto al territorio. Oggi si parla molto poco di architettura e se ne dovrebbe parlare di più. Oggi si parlerà di “Mostra d’Oltremare”, un’opera straordinaria, parliamo di razionalismo puro. Ci sono all’interno della sua storia architetti che hanno fatto la storia dell’architettura napoletana: Canino, Gentile, Sbriziolo, Capobianco, una scuola che non esiste più e non dimentichiamo Nicola Pagliara, un architetto straordinario che non ha mai accettato un’architettura standardizzata, ha tentato sempre di metterci un’anima, paragonandola all’artigianato.
Il “Maggio dell’Architettura” fa bene alla realtà nolana ed al nostro Ordine, soprattutto ai giovani professionisti”.
“Siamo qui per una nuova edizione del “Maggio dell’Architettura” con gli amici di SiebenArchi che tengono vivo un dibattito in una zona non centrale e metropolitana della nostra Regione – afferma l’architetto Orlando Di Marino – Discuteremo, con il prof. Siola, già preside della nostra Facoltà, di un tema nodale per la città, la Mostra d’Oltremare, a cui il professore dedicò un libro su questo importante nodo cittadino all’inizio degli anni Novanta ed ancora oggi è un libro che conserva intatta la sua peculiarità e la sua importanza per molti temi che verranno declinati stasera, un tema che è stato già affrontato dal prof. Siola non con il taglio dello storico ma con il taglio dell’architetto progettista”.
“Un tema fuori moda, siamo dentro da un lato ad un pensiero dell’architettura autoconclusa in se stessa, per alcuni fortemente autonomizzata e dentro regole che le sono proprie come se non si avesse una relazione, un rapporto con la società. L’architetto è responsabile verso tutto. Soleva affermare Louis Kahn: “Un pittore può dipingere una ruota quadrata, un architetto deve necessariamente costruire una ruota rotonda”. Nel rapporto tra quella che era la triade vitruviana, che crediamo, a mio avviso, sia ancora valida, è fondamentale che l’architettura conservi un rapporto molto importante rispetto all’utenza ed alla società nel suo complesso. Speriamo bene”.
Soddisfatto anche il vicepresidente di SiebenArchi, l’architetto Claudio Bozzaotra: “Un programma, quello di questo secondo giorno, molto denso. Questa scultura di Gianni Cinquegrana, realizzata in occasione del centenario di Nicola Pagliara che cadrà l’anno prossimo. Questa scultura entra nello spirito di quello che è il “Maggio”, leggere l’architettura in maniera interdisciplinare, con l’arte anzitutto con cui ci siamo sempre confrontati. Questa scultura è apparentemente una scultura, un’opera architettonica ed una scultura, ed ha un linguaggio toccato dalla storia dell’arte, una scultura che si lascia attraversare, che diventa di ordine sociale perché ci si può relazionare con lo spazio intorno ruotandoci attorno. Ecco che il connubio – conclude l’architetto Bozzaotra – tra architettura ed arte viene espletato al meglio”.
“Della Mostra d’Oltremare molti ne hanno parlato ma in pochi ci hanno capito qualcosa – afferma il prof. Uberto Siola – Ci si ricorda della bellezza, del verde ma non ci si ricorda che è un’opera nata per contribuire alla crescita della città. Ricordo la mia maestra, Stefania Filo Spaziale, assistente di Canino, mi raccontava che egli la chiamò e disse: “Abbiamo realizzato il centro di una città, adesso abbiamo bisogno di qualcuno che faccia la città intorno”. Noi non ci siamo riusciti, questo centro è rimasto solo, isolato, deturpato, semidistrutto. Se qualcuno si applicasse a leggere la Mostra d’Oltremare, qualche idea per fare Bagnoli verrebbe fuori.
Il filo rosso che unisce i lavori e gli studi sull’architettura – continua il prof. Siola – è quello di parlare e di produrre bellezza. L’etica dell’architettura è produrre bellezza. Il resto lasciamolo agli altri. La bellezza non ha bisogno di essere funzionale, la bellezza è di per sé funzionale. Un edificio storico bello è importante in quanto è bello, dentro ci si può mettere tutte le funzioni che si vuole, ma il valore di quell’edificio è la sua bellezza”.
“La seconda tappa del “Maggio” si realizza nella piazza che ebbi l’onore di realizzare insieme all’architetto Nicola Pagliara. Una giornata densa, si discuterà della Mostra d’Oltremare e possiamo ammirare quest’opera realizzata dal collega Gianni Cinquegrana. Ragioneremo sui luoghi urbani, sui luoghi d’aggregazione in cui le persone si incontrano; costruire legami, cercando di stare insieme. Aggregazione ed etica, uomo e spazio: l’architettura è tale solo se è eticamente corretta. Si deve rivalutare la capacità di stare correttamente insieme. Il “Maggio” cammina e nelle prime due tappe ha camminato, a Mugnano di Napoli ed oggi a Nola, sui progetti di due grandi architetti, Salvatore Bisogni e Nicola Pagliara. Abbiamo sul territorio delle emergenze architettoniche di famosi architetti del Novecento e non ce ne accorgiamo, addetti e non addetti ai lavori. Bisogna riconquistare questi luoghi ed imparare da questi luoghi un nuovo cammino – conclude l’architetto Ciniglio”.

