Dalla frontiera del Mediterraneo a Carloforte: un convegno sulle rotte della comunità tabarchina
A Carloforte un convegno ripercorre le rotte tra Pegli, Tabarka e l’Isola di San Pietro per riscoprire le radici comuni e il legame tra la liguria e la comunità tabarchina
Di Antonello Rivano
CARLOFORTE – Un viaggio attraverso secoli di storia, migrazioni e identità condivise per riscoprire le radici di una delle comunità più originali del Mediterraneo. È questo l’obiettivo del convegno “Dalla Frontiera del Mediterraneo a Carloforte. Pegli, Tabarka, le rotte della nascita di una comunità”, in programma sabato 27 giugno 2026 alle ore 20 presso la Sala ExMé di Carloforte.
L’iniziativa, patrocinata dal Comune di Carloforte e dal Comune di Genova – Municipio VII Ponente, rappresenta una nuova tappa del percorso culturale dedicato alla valorizzazione della storia e dell’eredità delle comunità tabarchine, un patrimonio che ancora oggi unisce territori geograficamente lontani ma legati da una comune origine.

La vicenda dei tabarchini affonda le proprie radici nel XVI secolo, quando la famiglia patrizia genovese dei Lomellini ottenne la concessione dell’isola di Tabarka, al largo delle coste dell’attuale Tunisia, per lo sfruttamento dei ricchi banchi corallini presenti nell’area. Per sviluppare questa attività furono trasferite sull’isola numerose famiglie liguri, provenienti in gran parte da Pegli, che per quasi due secoli si dedicarono alla pesca, alla lavorazione e al commercio del corallo, dando vita a una comunità stabile e prospera. Da quella esperienza nacque una storia di commerci, relazioni culturali e adattamento che avrebbe segnato profondamente il destino di migliaia di persone e contribuito alla formazione di una peculiare identità linguistica e culturale.
Quando, nel corso del XVIII secolo, l’esaurimento progressivo dei banchi corallini e il mutare degli equilibri politici del Mediterraneo resero sempre più difficile la permanenza a Tabarka, una parte della comunità accolse la proposta del Regno di Sardegna di trasferirsi nell’Isola di San Pietro. Grazie alla concessione accordata da Carlo Emanuele III di Savoia, nel 1738 nacque Carloforte, destinata a diventare il principale centro della cultura tabarchina e il luogo in cui quella storia avrebbe trovato una nuova continuità. Negli anni successivi la diaspora della popolazione tabarchina avrebbe dato origine anche ad altre comunità, come Calasetta nell’isola di Sant’Antioco e Nueva Tabarca, al largo delle coste di Alicante, in Spagna. Un percorso storico che ha lasciato in eredità una lingua, tradizioni e una memoria collettiva ancora oggi vive e riconoscibili.
Il convegno, che fa parte di un progetto itinerante, intende ripercorrere questo lungo cammino attraverso una serie di interventi dedicati agli aspetti storici, sociali e culturali della comunità tabarchina.
Dopo l’accoglienza dei partecipanti e della delegazione ligure, della quale fa parte il Presidente del Municipio VII Ponente, Matteo Frulio, la serata si aprirà con i saluti istituzionali, con l’intervento del Sindaco di Carloforte, Stefano Rombi e con un’introduzione dedicata alla fondazione di Carloforte, momento centrale per comprendere la nascita della comunità carlofortina e il suo rapporto con le altre realtà tabarchine del Mediterraneo.
Tra gli interventi in programma, Luca Navarra affronterà il tema della costruzione dell’identità collettiva con una relazione intitolata “La costruzione di un senso di appartenenza comunitario: il caso dei tabarchini di Carloforte”. Un contributo che analizzerà i meccanismi storici e culturali attraverso i quali una popolazione migrante è riuscita a mantenere nel tempo una forte coscienza delle proprie origini.
Seguirà Angela Quaquero con “Il mito dell’isola e l’immaginario comunitario carolino”, un approfondimento dedicato al ruolo che il territorio, la memoria e la rappresentazione simbolica dell’isola hanno avuto nella definizione dell’identità di Carloforte.
A chiudere il ciclo delle relazioni sarà Andrea Luxoro, che presenterà l’intervento “Vita cristiana e religiosità a Tabarka agli inizi del XVIII secolo, ai tempi della prima diaspora tabarchina”, offrendo uno sguardo sulla dimensione spirituale e religiosa della comunità tabarchina nel periodo che precedette il trasferimento verso nuove terre.
L’appuntamento si inserisce in un più ampio percorso di studio e valorizzazione che mira a rafforzare i legami tra le comunità eredi dell’esperienza tabarchina, promuovendo la conoscenza di una storia che attraversa il Mediterraneo e che continua a rappresentare un elemento fondamentale dell’identità culturale di Carloforte.
In un’epoca in cui il Mediterraneo viene spesso raccontato come luogo di confini e divisioni, la vicenda dei tabarchini ricorda invece come questo mare sia stato, per secoli, uno spazio di incontro, scambio e costruzione di comunità. Il convegno del 27 giugno si propone dunque non solo come un momento di approfondimento storico, ma anche come un’occasione per riflettere sul valore contemporaneo di un’eredità culturale che continua a unire Pegli, Tabarka, Carloforte, Calasetta e Nueva Tabarca lungo le antiche rotte della memoria.
Antonello Rivano
Antonello Rivano è direttore/coordinatore della Redazione Nazionale di Polis SA Magazine. Giornalista, scrittore e poeta, ha al suo attivo romanzi e raccolte poetiche, con riconoscimenti in premi letterari internazionali. Nel 2025 è stato insignito del premio per la comunicazione nell’ambito della Festa del Libro in Mediterraneo. Collabora con diverse testate di informazione online ed è direttore editoriale di Carloforte Magazine. A livello giornalistico si occupa di cultura, società, attualità e territorio, con particolare attenzione alla narrazione sociale, alle identità locali e alle realtà delle comunità e delle periferie.

