Maria Sofia Ortu premiata al Langobardia Maior 2026 con “Racconti per ragazzi curiosi”
Il libro riceve la Segnalazione della Giuria al Premio Internazionale. Tra narrativa per ragazzi e percorsi educativi, l’autrice racconta anche le esperienze di corsi di scrittura creativa e laboratori con gli studenti
Un nuovo riconoscimento per la scrittrice Maria Sofia Ortu. Il suo ultimo libro Racconti per ragazzi curiosi – Al di là della realtà, edito da Polis SA Edizioni, ha ricevuto la Segnalazione della Giuria nell’ambito del Premio Internazionale Langobardia Maior 2026.
Il volume, già insignito della Menzione Speciale della giuria al Premio Costa d’Amalfi Libri 2025 per originalità e valore letterario, è composto da due racconti — Il soffio del demone e Le anime smarrite — ed è rivolto a un pubblico giovane, tra la terza media e il primo anno delle scuole superiori. Un’opera che conferma il percorso dell’autrice nella narrativa per ragazzi, tra immaginazione e attenzione ai temi della crescita.

Maria Sofia Ortu ci parli del suo ultimo libro, Racconti per ragazzi curiosi – Al di là della realtà. Come ha immaginato questo progetto, il terzo realizzato con Polis SA Edizioni? Come ha costruito le storie e i personaggi?
Sono un’appassionata di thriller, del fantastico, del paranormale, di tutto ciò che potrebbe esserci e io non vedo. Sono molto curiosa, lo sono sempre stata, fin da adolescente, e volevo trasmettere questa mia curiosità anche ai ragazzi di oggi, con storie strane e accattivanti, risvegliare la loro fantasia. Pensare ad un argomento e costruire la storia per me è facile. Nel racconto “Il soffio del demone”, avevo in mente un demone, brutto, cattivo e che seminasse male nel suo cammino, ma nei miei libri il male non vince mai; i personaggi, che io adatto alle situazioni che racconto, riescono sempre a superare difficoltà e intrighi e a sconfiggere i cattivi. Nel racconto “Le anime smarrite”, invece, ho parlato di anime che non avevano trovato la via giusta da seguire ma, aiutate da un gruppo di amici, riescono a rompere le catene che le legavano alla terra e a volare nel posto giusto. Uno sguardo all’oltre, dato in modo simpatico ed adatto ai ragazzi.

A quale dei suoi tre libri è più affezionata? Come nascono le storie e i personaggi di Alì e il mondo sommerso e Il segreto di Mattia e quali messaggi ha voluto inviare ai suoi piccoli lettori?
In genere chi scrive dichiara sempre di essere più affezionato all’ultimo libro che ha scritto. Posso dire che ognuno dei miei libri mi ha dato un’emozione diversa. “Alì e il mondo sommerso” è nato da un fatto di cronaca: quel piccolo migrante trovato morto sulla spiaggia. La vista di quel fagottino inerte mi ha molto provata; ho voluto ridare una dignità a quel corpicino scrivendo la storia di Alì, che però si salva e salva anche la mamma e altri migranti. Per quanto riguarda “Il segreto di Mattia”, invece, sono partita dalla mia esperienza professionale: avendo lavorato nella scuola per tanti anni e conoscendo i ragazzi, mi è capitato diverse volte di assistere ad atteggiamenti e discorsi da bulli e ho voluto dire la mia su questo argomento, far capire ai ragazzi la bellezza dell’amicizia, dello stare insieme ed aiutarsi nei momenti di difficoltà. Spero di esserci riuscita.

Ha realizzato un corso di scrittura creativa che ha avuto grande successo ed è stata protagonista del Maggio dei Libri ad Ariano Irpino. Ci racconti queste esperienze.
Sì, due esperienze bellissime per me, ma anche per i ragazzi. Con il corso di scrittura creativa ho voluto fare un esperimento: lasciare liberi i ragazzi, senza la paura di un’interrogazione, senza il vincolo di studiare, senza la paura di un giudizio o di un rimprovero; liberi di esprimersi come volevano su argomenti che di volta in volta affrontavamo. Attraverso favole, fiabe e racconti hanno imparato a costruire un testo descrittivo, argomentativo, narrativo, dei fumetti ed hanno iniziato loro stessi a scrivere fiabe e piccoli racconti. Vedere i loro visi distesi ed il loro interesse è stata una vera gioia per me. Per il “Maggio dei libri” mi era stata proposta la presentazione del mio ultimo libro a ragazzi della scuola media, ma anche qui ho voluto fare un esperimento: la lettura condivisa. Con l’aiuto delle professoresse delle diverse classi, i ragazzi hanno letto il mio libro prima dell’evento in modo da poter fare, poi, le loro osservazioni, decidere quale dei due racconti fosse più interessante e, magari, trovare un finale diverso da quello che avevo scritto io. Il risultato? I ragazzi hanno parlato, discusso, fatto domande, interessati a come potesse nascere l’idea di un racconto, come si articolava una trama e come si creavano i personaggi. Qualcuno di loro ha voluto anche cambiare il finale. Insomma, i ragazzi vanno solo stimolati e, poi, può succedere di tutto!
Redazione

