Lun. Ago 10th, 2026

“Non è mai troppo tardi”: una storia d’amore lontana dagli stereotipi

Il romanzo di Marco Giuli, self publishing che ha conquistato i lettori con una storia d’amore, fragilità e seconde possibilità


Non è mai troppo tardi

Recensione a cura di Sara Piccardo

Su Amazon si sta facendo notare, anzi, si sta avviando a diventare un best seller. Ha già venduto oltre mille copie solo grazie al passaparola tra i lettori. Si tratta di “Non è mai troppo tardi” dell’autore romano Marco Giuli. E davanti a un simile fenomeno del self publishing, Polis poteva restare con le mani in mano? Ovviamente no: infatti lo abbiamo letto ed ecco le nostre impressioni.

Innanzitutto, la storia. Stefania e Michele sono due quarantenni single, scottati dalle delusioni sentimentali del passato. Entrambi hanno scelto la solitudine, in parte per essere liberi, in parte per evitare ulteriori sofferenze. Entrano in collisione (in senso letterale) un sabato mattina, a causa di un cappuccino vegano. E, come si suol dire, niente sarà più come prima.

Detta così, sembra la classica favola romantica in chiave contemporanea. In realtà, è tutt’altro.

Il tono della narrazione è leggero, certo, ma i protagonisti non lo sono per niente. Sono un uomo e una donna carichi di incertezze, di preconcetti sulle relazioni, frutto delle esperienze passate, e di sciocchi impuntamenti dettati dall’orgoglio. Insomma, sono umanissimi, per niente ritagliati sui personaggi hollywoodiani che popolano le commedie romantiche, in special modo quelle degli anni Novanta (genere a cui simpaticamente fa cenno anche l’autore). Stefania e Michele, in breve, sono due quarantenni che devono imparare — o reimparare? — molto, soprattutto per quanto riguarda la fiducia reciproca. È questo, a nostro parere, il cuore del romanzo.

Come si accennava prima, lo stile dell’autore è fresco e leggero, ma non certo banale. Si ride molto, è vero, anche perché a volte la goffaggine dei due personaggi — ma in particolar modo di Michele — è assolutamente irresistibile. Ma si riflette anche, e non poco!

Insomma, non stiamo parlando di un romanzo di genere drammatico né di un testo impegnato, ma nemmeno possiamo considerarlo un romanzetto per ridere o un Harmony in salsa romana. In queste pagine, oltre ai momenti esilaranti, emergono le fragilità, i momenti di sconforto, le elucubrazioni sul passato, le resistenze a mettersi di nuovo in gioco. Stefania e Michele non sono due ragazzini, sono due quarantenni con una vita ormai ben avviata e un bagaglio di trascorsi e di delusioni. Come tali, dunque, si comportano sulla pagina.

In definitiva, “Non è mai troppo tardi” può farvi ottima compagnia sotto l’ombrellone, senza farvi mancare un po’ di riflessioni e qualche sana risata, che ci sta sempre bene.

L’autore

Marco Giuli nasce a Roma nel 1987. L’incontro casuale, durante l’infanzia, con Cose Preziose di Stephen King segna l’inizio del suo interesse per la scrittura e lo porta a coltivare la passione per la narrativa.

Nel 2017 realizza la sua prima raccolta di racconti brevi e partecipa al concorso “1.000 Parole” di Montecovello Editore, ottenendo il riconoscimento di “Migliore Opera” con il racconto Sulla Via di Santiago.

Dal 2022 a oggi ha pubblicato il romanzo Di nuovo insieme, con prefazione di Alessandro Gaetano, e due raccolte di poesie in vernacolo: Le stelle e poi nient’altro (2023) e La luna e poi nient’altro (2025).

Con Non è mai troppo tardi torna alla narrativa contemporanea con una scrittura caratterizzata da ironia, sensibilità e uno sguardo profondamente legato alla realtà romana.

Sara Piccardo

Sara Piccardo vive a Genova Voltri ed è laureata in Scienze Politiche. È stata redattrice de Il Ponentino.it, versione online della storica testata del Ponente genovese. Per Polis SA Magazine cura recensioni letterarie e la rubrica “Oltre gli ostacoli”, dedicata alle persone che hanno saputo trasformare le proprie fragilità in una risorsa. Si occupa inoltre di storie di sport e articoli culturali. A livello regionale ligure scrive anche su eventi e tradizoni. Di sé ama dire di essere una “lettrice compulsiva” e che “scrive da sempre, ma non pubblica”.
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