Gio. Ago 13th, 2026

Antonello Rivano e Marcello Murru_foto Liberevento

Antonello Rivano, due premi e un omaggio alle proprie radici

Il Premio Internazionale letterario “A vuxe de Câdasédda”, ha visto Antonello Rivano ricevere due riconoscimenti: secondo posto per “L’isola che resta” nella categoria “Poesie e racconti in lingua italiana” e terzo per il libro “Parole rosse” nella categoria “Romanzi editi”. Nel corso dell’evento anche la lettura di una sua poesia inedita in tabarchino, dedicata all’infanzia, alla lingua e alla memoria


Antonello Rivano, due premi e un omaggio alle proprie radici

di Sara Piccardo

Calasetta (SU) – Quella dello scorso sabato è stata una serata speciale per Antonello Rivano. Nell’ambito della VI edizione del Premio Letterario Inrenazionale “A vuxe de Câdesédda”, in ricordo di Bruno Rombi, nell’ambito del Festival Culturale Liberevento. il nostro Direttore di Redazione ha ricevuto ben due premi. L’isola che resta ha ottenuto il secondo posto nella categoria “Poesie e racconti in lingua italiana”, mentre il recente Parole rosse, pubblicato da Polis SA Edizoni a dicembre del 2025, è arrivato terzo nella categoria “Romanzi editi”.

Sebbene ogni cerimonia di premiazione sia gratificante ed emozionante, mi racconta Antonello che questa occasione, nonché quelle precedenti in cui vi ha partecipato, è per lui speciale. “Calasetta è il paese di mia madre”, mi spiega, “è nata a pochi metri da dove ci troviamo ora. Calasetta, come Carloforte, rappresenta le mie radici”.

Ma quella di sabato non è stata solo una serata di riconoscimenti e soddisfazioni. È stata, soprattutto, un’occasione per riflettere ed emozionarsi allo stesso tempo.

L’emozione ha toccato il suo apice quando, salendo per la terza volta sul palco allestito sotto la Torre Sabauda di Calasetta, alla presenza di un numerosissimo pubblico e, in quello che potremmo definire un fuori programma, Rivano ha letto una sua poesia in tabarchino: “In scè zenugge”. un testo che parla di infanzia, lingua e memoria e che ha strappato qualche lacrima a molti dei presenti. Nonostante quest’anno non siano state istituite nel concorso categorie dedicate ai testi in lingua tabarchina, a causa del mancato raggiungimento del numero minimo di partecipanti richiesto, tributarle un omaggio è stato comunque inevitabile.

Claudio Moica, ideatore di Liberevento, Antonello Rivano e Remigio Scopelliti, esperto di storia e lingua tabarchine_Foto Liberevento

Un omaggio, sì, ma anche una riflessione e, soprattutto, una raccomandazione. “Parlate in dialetto ai bambini”, ha scandito Antonello Rivano dal palco. “E non mi riferisco solo al tabarchino, ma anche al sardo, al genovese, a tutti i dialetti, le nostre lingue madri”.

La lettura della poesia, in lingua tabarchina, “In scè zenugge” e l’intervento di Antonello Rivano

Ecco, se volessimo trovare il fil rouge di questo evento, potremmo dire che sono proprio le radici. Familiari, come accennato prima, ma anche linguistiche e storiche. E questo, i lettori di Polis SA Magazine lo sanno bene, è un tema molto caro al nostro pluripremiato Direttore!

Salgono a quattordici i riconoscimenti letterari e giornalistici ottenuti da Antonello Rivano in diversi Premi e Festival culturali in tutta Italia negli ultimi anni.

Sara Piccardo

Sara Piccardo vive a Genova Voltri ed è laureata in Scienze Politiche. È stata redattrice de Il Ponentino.it, versione online della storica testata del Ponente genovese. Per Polis SA Magazine cura recensioni letterarie e la rubrica “Oltre gli ostacoli”, dedicata alle persone che hanno saputo trasformare le proprie fragilità in una risorsa. Si occupa inoltre di storie di sport e articoli culturali. A livello regionale ligure scrive anche su eventi e tradizoni. Di sé ama dire di essere una “lettrice compulsiva” e che “scrive da sempre, ma non pubblica”.
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