Sanremo e la disabilità: normalizzare, non spettacolarizzare
La disabilità non è un intermezzo emotivo, è una questione di diritti, dignità e rappresentazione autentica
di Fulvio De Nigris
Voglio anch’io richiamare l’attenzione sulla narrazione della disabilità proposta durante il Festival di Sanremo. L’esposizione mediatica di un coro formato da persone con disabilità, con la maglia “Sono come te”, non rende giustizia né alla complessità della condizione né, soprattutto, ai diritti di queste persone.
Sempre più spesso questi grandi appuntamenti televisivi vengono caricati di messaggi sociali tra loro molto diversi, dalla pace ai diritti dell’infanzia, fino alla disabilità, con il rischio di comprimere temi complessi dentro una cornice spettacolare che, per sua natura, nasce come evento musicale e non come spazio di approfondimento.
Ma la disabilità non è un messaggio da inserire in scaletta. È una realtà quotidiana che riguarda milioni di cittadini.
Condivido pienamente quanto scritto dalla consigliera del Comune di Bologna Cristina Ceretti e dal Diversity Manager del Comune di Bologna Maximiliano Ulivieri, che vi invito a leggere integralmente sui loro profili.
Cristina Ceretti afferma: “La disabilità non è un intermezzo emotivo da offrire al pubblico, ma una realtà quotidiana che chiede diritti concreti, non applausi compassionevoli.”
E Maximiliano Ulivieri: “Se la qualità della rappresentazione non migliora, non possiamo limitarci a indignarci: dobbiamo alzare l’asticella noi per primi, parlare come collettività e pretendere coerenza dalle nostre stesse rappresentanze.”
Il punto è proprio questo: non si tratta di spettacolarizzazione, ma di normalizzazione.
E normalizzazione non significa dire che le persone con disabilità “sono come noi”, come se esistesse un “noi” e un “loro”. Significa riconoscere che siamo tutti cittadini, con gli stessi diritti, la stessa dignità, le stesse opportunità da garantire.
Il problema non è marginale. È necessario che le federazioni che rappresentano il mondo della disabilità nei luoghi decisionali, i grandi organismi del Terzo Settore e, a seguire, tutte le realtà associative, si mobilitino per un cambio di passo culturale e comunicativo.
La critica, in questo caso, è un valore aggiunto. Serve a far riflettere, a contrastare la globalizzazione dell’indifferenza e, quel che è peggio, dell’impotenza.
Perché la disabilità non ha bisogno di essere raccontata per emozionare. Ha bisogno di essere riconosciuta per ciò che è: una questione di diritti.
Fulvio De Nigris
Fulvio De Nigris è un giornalista italiano laureato in lettere con indirizzo in discipline dello spettacolo e figura di spicco nell’impegno per la disabilità e la riabilitazione neurologica.
Dopo la tragica esperienza personale legata alla malattia e alla perdita del figlio Luca — rimasto in coma per 240 giorni in seguito a complicazioni chirurgiche e poi deceduto nel 1998 — De Nigris, insieme alla moglie Maria Vaccari, ha trasformato il lutto in un progetto di utilità sociale. Da questa vicenda è nata l’associazione “Gli amici di Luca” e, successivamente, la Casa dei Risvegli Luca De Nigris, inaugurata nel 2004 a Bologna come centro pubblico di riabilitazione e ricerca per persone con gravi cerebrolesioni acquisite e disturbi della coscienza, in collaborazione con l’azienda USL locale.
De Nigris è direttore del Centro Studi per la Ricerca sul Coma e ha contribuito a sviluppare modelli innovativi di assistenza alle persone in stato vegetativo o di minima coscienza, concentrandosi anche sulla formazione delle famiglie e sulla diffusione culturale delle pratiche di cura.
Il suo impegno è stato riconosciuto a livello civile: nel 2025 ha ricevuto, insieme a Maria Vaccari, la Turrita d’Argento dal Comune di Bologna per il contributo significativo alla comunità e all’assistenza sanitaria, sottolineando il valore sociale e umano del progetto della Casa dei Risvegli.
Fulvio De Nigris continua a essere attivo nel dibattito pubblico su disabilità, inclusione e diritti delle persone fragili, intervenendo in eventi, conferenze e iniziative culturali legate a questi temi.

