Sab. Mag 15th, 2021

Un fucile per amare, sovvertire il significato delle parole

“Fucile: sostantivo maschile arma da fuoco portatile…questo il significato di questa parola e si trova alla lettera “F” del dizionario, tuttavia il fucile del quale voglio parlare è sinonimo di creatività

Angelo, un bambino di quinta elementare anno Covid 2020/21 ha stimolato la sua creatività con un semplice pezzo di gomma colorata e ha rivoluzionato il concetto di arma da fuoco

Angelo, infatti, con quel pezzo di gomma, ha realizzato un fucile che spara cuori. Proprio così! Si tratta di un fucile che non spara al cuore per uccidere, ma spara cuori per amare, per introdurre un cuore nuovo e tanto amore nelle persone prive che incontra sul suo cammino.

Fucile spara amore

Altro che armi da fuoco, bombe, nucleare e videogames che promuovono la morte e la guerra come un gioco per passare il tempo comodamente seduti sulla sedia o sul divano di casa! Angelo che di anni ne ha solo dieci, ha spiazzato tutti e tutto, perché col suo pezzo di gomma colorata ha creato un gioco che non incita alla violenza, alla prevaricazione di un uomo sull’altro, alla conquista di punti guadagnati col sangue… con la sua creatività, infatti, ha infatti realizzato un fucile che “spara amore”.
La creatività sarà mai il rivoluzionario filler che ci riempie gli occhi e la bocca di amore e di bellezza trasformando la “F” di fucile nella “F” di futuro luminoso per tutti?
Un bambino di quinta elementare anno Covid 2020/21 ha dimostrato che è possibile sovvertire il significato delle parole, rendere innocue le armi da fuoco, cambiare il modo di giocare.
Angelo ha mostrato che si può usare la creatività come uno strumento per amare e chissà se oltre alla corsa al vaccino, alla produzione di mascherine, allo sfruttamento delle risorse mondiali di petrolio, gas e carbone ci possa anche essere una corsa, tra tutti Paesi, alla produzione, incentivazione e alla distribuzione di “fucili per amare”, un prodotto semplice ed economico che fa bene alla salute di tutti, proprio tutti.
Angelo ci è riuscito!”

Lucia Quaranta

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