Visione futuro zero

Senza strategia e senza alcuna visione non andiamo da nessuna parte e oggi in Italia non vi è classe dirigente che possa garantirci questo. 

E come volevasi dimostrare siamo arrivati alla tanto decantata seconda ondata, quella tosta e più delicata. Quando si diceva “vedrete in autunno” non si è mai pensato non si pensava, e nemmeno io pensavo, a barricate in strada, ma esattamente a quello che sta succedendo in questo periodo.

Istituzioni assolutamente impreparate e distanti dai cittadini, tant’è che si sta facendo di tutto per scaricare la responsabilità delle precauzioni sanitarie su questi ultimi, sperando che rispettino le regole. Quali regole? Quelle raffazzonate e senza senso propinateci in questi giorni?

La prima fase ci ha colto impreparati e abbiamo commesso due errori che, più volte, sono stati sottolineati: lockdown generalizzato e sostegno alle famiglie a pioggia, fatto di bonus vari, troppo spesso senza senso. Adesso è assolutamente improponibile ripetere il copione, perché sarebbe il disastro economico e per la pioggia di bonus non ci sono fondi disponibili.  

Smart working (foto unioneartigiani.it)
Smart working (foto unioneartigiani.it)

Non si è preso atto che, con l’alibi del Covid19 e lo smart working, gli Enti Pubblici (tutti) ormai sono allo stallo e allo sbando completo se non proprio alla deriva: uffici vuoti, sostegni alle famiglie non erogati, telefoni muti, cittadini che vagano per capire come risolvere problemi non rimandabili. Non mi esprimo poi sulla difficoltà che hanno tutti coloro che soffrono di patologie gravi, gravissime, che non siano il Covid19.  E tutto questo da marzo; è troppo per resistere. 

Un esempio per tutti, giusto per farsi venire lo sconforto: Landini, segretario generale della CGIL, parla e discute delle stesse cose, da quando è stato eletto segretario, pure prima ma è deprimente sentirlo adesso. L’ultima sua uscita? Paradossale insistere riguardo il miglioramento del salario, cosa essenziale e importante, ma sempre per chi è già garantito, mentre il problema oggi è garantire chi non lo è. Il momento storico, per non esplodere, ci impone prima di salvaguardare e poi creare posti di lavoro, poi lavoro e ancora lavoro. E’ troppo complicato capirlo?

Senza strategia e senza alcuna visione non andiamo da nessuna parte e oggi in Italia non vi è classe dirigente che possa garantirci questo, sia a destra sia e a sinistra, così sopra così sotto.   

A chi raccomandarci? 

Mimmo Oliva

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