Lun. Mag 17th, 2021

“Magnete”, un viaggio nella mente di chi ci ha deluso

Scrivere al tempo del lockdown. Incontro con Stefania Meneghella, l’autrice di “Magnete” (Ego Valeo Edizioni-2020)

di Antonello Rivano

E’ un romanzo articolato il nuovo libro di Stefania Meneghella. Un viaggio nella mente di un’altra persona, un avventurarsi tra temi profondamente piscologici ma anche letterari, come le maschere di pirandelliana memoria. La scrittrice costruisce un ambiente tridimensionale: la casa, il cervello e il passato di Sofia. Spazi che fa vivere a Virginia, la protagonista, che da Sofia è stata profondamente delusa. Il tempo è quello del lockdown che per molti è stato opportunità per incontrare se stessi, per Virginia diventa invece l’occasione per capire i comportamenti di Sofia, trovandosi catapultata nel cervello di lei.

C’è qualcosa che a ogni modo fa da collante fra i vari aspetti del racconto, un elemento imprescindibile, l’amicizia tra le due protagoniste, allo stesso tempo punto di inizio e di ripartenza.

-"Magnete".  viaggio nella mente di chi ci ha deluso Copertina di "Magnete" (Ego Valeo Edizioni-2020)-
-Copertina di “Magnete” (Ego Valeo Edizioni-2020)-

Per la nostra intervista partiamo anche noi da li: quanto è importante l’amicizia per Stefania Meneghella?

L’amicizia è importantissima, sebbene io ritengo sia molto rara ma soprattutto preziosa. Spesso si fraintende il concetto di amicizia, e credo che questo sia il principale motivo di conflitti e incomprensioni. Per me, invece, l’amicizia è un mondo quasi surreale in cui l’empatia è la prima ospite, accompagnata poi dalla capacità di ascoltare, di donare emozioni, semplicemente di esserci. Qualsiasi cosa accada.

Cosi come in altri tuoi scritti anche in “Magnete” c’è la ricerca dell’io, anche se in questo caso è l’io di un altro. Nel tuo racconto si cerca nella profondità della mente, e della vita, di chi ci ha deluso il “perché”. E’ un invito alla comprensione o alla compassione? Capire o giustificare?

Nelle prime pagine di “Magnete”, sembrerebbe esserci quasi una compassione, anzi la difficoltà a comprendere il perché dei comportamenti di Sofia. Virginia non riesce a capire, e vuole a tutti i costi venire a capo della verità. Quale verità? Quella che ha sempre sognato che Sofia le dicesse. Così, Virginia vuole comprendere cosa è accaduto nel suo cervello e, quasi sognando, si ritrova fisicamente lì: nella testa di Sofia. Il viaggio che Virginia compie è dunque verso la comprensione, il non giudizio, l’ascolto tra anime. Tutto quello che c’è al di là di quello che si vede.

-Stefania Meneghella (labibliothequeitalienne.com/)

Lo specchio presente nel racconto, e anche in copertina, un mezzo per avere sempre presente chi siamo?

La figura dello specchio è molto presente nel libro, a partire dalla copertina di “Magnete”. Lo specchio ci permette di vedere chi siamo ma spesso, a causa delle nostre paure e fragilità, non riusciamo a vederci esattamente per come siamo. Così il vetro si infrange, si rompe a tal punto da farci perdere la nostra identità. E’ quello che accade a Sofia che, piena di maschere, non riesce più a trovare sé stessa. Si guarda allo specchio e non si riconosce. Ha trascorso tutta una vita a mentire, ad essere cattiva, a manipolare e adesso non si ritrova più. C’è una domanda che, incessantemente, continua tra le pagine del mio libro: chi è Sofia?

E’ cambiato qualcosa nel tuo modo di vedere, e quindi anche di scrivere, durante il lockdown?

Personalmente, il lockdown mi ha fatto anche un po’ apprezzare quello che altrimenti non sarei riuscita a vedere. Restando chiusa in una casa, e in una stanza, le parole di “Magnete” sono venute fuori in modo trasparente, senza interruzioni o coinvolgimenti esterni. Credo che la mia anima, senza colori e senza macchie, sia proprio su quelle pagine. Questo lo devo a quel periodo di lockdown che, tra le cose negative, ha anche tirato fuori il meglio di me e di quello che credevo sepolto da tempo.

Penso che il lockdown, e dunque tutta l’emergenza sanitaria, abbia cambiato un po’ tutti noi: sia il nostro modo di vedere le cose, sia il nostro modo di scoprire la verità. Abbiamo trascorso mesi a domandarci il perché di quello che è accaduto nel mondo e che ha scosso completamente le vite di ciascuno di noi.

Antonello Rivano

Articoli di, e con, “Antonello Rivano” su PSAM https://www.istitutogalanteoliva.it/magazine/?s=antonello+rivano

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