Gio. Feb 9th, 2023

Enzo Todaro: “Rendo onore alla memoria ed alla storia di Antonio Jacuzzo”

Nella giornata della memoria Enzo Todaro ha reso omaggio a una storia poco nota.

Di Stefano Pignataro

Le celebrazioni della giornata della Memoria come ogni anno sono state dense di significato e prive di quel morbo che rischia di deturparne il significato quali l’indifferenza,, il revisionismo storico e la retorica. Al fianco di storie toccanti di tragiche deportazioni e efferati delitti di sterminio, preziosa è la memoria di quelle vittime senza nome che perirono senza aver avuto modo di raccontare la loro vicenda o coloro in quali furono dimenticati senza i giusti onori ed i dovuti tributi. Tra questi, una notevole storia tutta salernitana merita senza dubbio considerazione e menzione. Il giornalista salernitano Enzo Todaro, firma di “Paese Sera” e noto volto televisivo, Presidente dell’Ags (Associazione giornalisti salernitani) osserva con attenzione e talvolta con sgomento come oggigiorno il valore della memoria perda sempre più significato e percezione storica anche tra coloro in quali avrebbero il dovere di preservarla come valore e come elemento salvifico contro le nuove barbarie. “La memoria, la nostra memoria collettiva è fondamentale e guardo con orrore a tanti atti che fanno presupporre l’avvento di un nuovo Fascismo a livello di ideologia.

Solo raccappriccio dovremmo provare per quei “No Vax” che hanno sfilato con i “pigiami a righe” compiendo un vero e proprio scimmiottamento ai tanti deportati ebrei nei campi di sterminio. Come anche l’attacco al Congresso negli Stati Uniti o l’attacco alla sede della Cgl a Roma vanno inquadrati in queste pericolosi rinnovamenti di idee nazifasciste. Tutti questi episodi lasciano pensare ad un rallentamento della memoria- il Processo di Norimberga-prosegue Todaro- perde l’importanza storica e allo stesso tempo fa pensare all’inutilità di questi processo”. Il processo, allo stesso tempo, vive nella memoria di chi lo ha vissuto e rende onore  a chi i nazisti li ha ricercati per assicurarli alla Giustizia nonostante complicità mai del tutto appurate abbiano permesso a gerarchi nazisti e fascisti di vivere indisturbati in Paesi esteri o di lasciare i rispettivi territori nazionali (si pensi all’esempio di Adolf Eichmann) Ma l’oblio è caduto anche sulle vittime “senza voce”, come i bambini “Nel campo di concentramento di Terezin, in Repubblica Ceca, furono massacrati circa millecinquecento bambini e se ne salvarono solo cento- afferma Todaro-è una cifra certamente arrotondata per difetto..molti di questi bambini erano al di sotto dei cinque anni” Ricordi affidati alla poesia anonima di anonimi quale brevi versi scritti nel 1941  edaffidati ad un poeta anonimo “Vedrai che è bello vivere..,” come poco si è detto anche sul forno crematorio della Risera di San Sabba adoperato dai nazisti dopo l’8 Settembre- continua Todaro-. L’Elemento comune allo sterminio degli ebrei è perennemente l’indifferenza e la non curanza, spesso associata all’ignoranza, un’ignoranza che spesso dimentica, in buona o in mala fede, storie locali che restituiscono un quadro nazionale della storia. Todaro rende onore ad una storia in particolare, quella di Antonio Jacuzzo, classe 1923, una storia raccontatagli dal giudice salernitano Fiore recatosi, come Capitano dei Carabinieri ad Armir in Russia coprendosi d’onore e guadagnandosi la Medaglia d’argento al Valor militare.

Certificato di deportazione della CRI

Quando il Magistrato tornò incontro Jacuzzo che gli raccontò la sua storia.  “Jacuzzo- racconta Todaro, era un grande artista di mobili che fu catturato dai tedeschi quando si trovava con le truppe italiane in Francia. Alla proposta di “collaborazione” dimostrò il suo valore rifiutando sdegnosamente essendo  fedele al Re ed alla Patria” ed essendo avviato, in questo modo, ai campi di sterminio. Nei campi di sterminio patì sofferenze atroci; cadde per gli stenti su un prato e sopportò con grande dolore un colpo con il calcio del fucile da parte di un SS fingendosi morto e riuscendosi a salvare; un grande uomo che per sfamarsi arrivò anche a cibarsi di erbaed escrementi strappandoli da terra, uun uomo semplice che non ha mai chiesto nulla anche dopo il suo ritorno, sano e salvo a Salerno, diventando Per far si che la  sua nobile storia non andasse perduta, il giornalista salernitano  si fece promotore di un istanza all’allora Assessore alla Cultura Ermanno Guerra per raccogliere  la testimonianza in un libro del suo ritorno alla vita. Il Comune aderì e successivamente Jacuzzo diventò il punto di riferimento delle scuole per incontri, molti dei quali vinto dalla commozione. Tempo dopo, il reduce salernitano chiese allo stesso

Todaro di ampliare il racconto rafforzandolo di ricordi più nitidi. Il libro vide intitolato “Da Salerno a Dachau” (in collaborazione con Domenico Spagnuolo)  ed ebbe un successo notevole.  L’idea del giornalista salernitano era di realizzare una seconda edizione con aggiunte autografe di Jacuzzo,  con grafia tremante ed a tratti sgrammaticata; “Un omaggio ad un uomo che non ha mai chiesto nulla se non quella di sfilare con il fazzoletto al collo dei deportati durante le manifestazioni militari come il Giorno della Memoria o il 25 aprile. Fu lui a chiedermi, forse perché aveva sentore che non gli rimaneva molto da vivere, di ampliare il racconto e subito ebbi l’idea delle sue aggiunte autografe”. Anche questa volta, il Comune fu entusiasta dell’idea e subito si adoperò per la sua realizzazione individuando anche in Guida l’Editore. Problemi burocratici finora ne hanno impedito la pubblicazione che si spera veda presto la luce per onorare la memoria di una fulgida e lucida testimonianza del più grande crimine della Storia.

Stefano Pignataro
Sezione Cultura
Vice coordinatore nazionale Polis SA magazine

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