Lun. Nov 28th, 2022
Antonello Ronga

Ronga, un eterno peter pan tra sogni e favole

Dopo un anno di successi e di messe in scena mirabolanti e realmente fantasmagoriche, Antonello Ronga, regista teatrale ed insegnante di recitazione, tira le somme e guarda con fiducia al nuovo anno

Dopo un anno di successi e di messe in scena mirabolanti e realmente fantasmagoriche, Antonello Ronga, regista teatrale ed insegnante di recitazione, tira le somme e guarda con fiducia al nuovo anno; un nuovo anno che il regista de “La Compagnia dell’Arte” con i suoi attori, scenografi e tutto il cast sarà visto anche con serenità, sentimento sconosciuto sino ad un anno e mezzo due anni fa, quando l’emergenza sanitaria aveva messo in ginocchio e mandato in frantumi sogni di gloria e di speranze.

di Stefano Pignataro

Un anno che è stato un anno importante per la Compagnia, l’anno del decennale che non ha lasciato spazio ad un pessimismo seppur giustificato ma ha dato la forza necessaria per riprendere a scrivere copioni e a mettere in scene suggestive riproposizioni teatrali dei classici per l’infanzia e del teatro, in particolar modo quello napoletano ma non solo. ” Il progetto si fonda su una volontà ben precisa– racconta Antonello Ronga – prendere la fiaba della tradizione, il prodotto che è ben conosciuto, desueto a volte, che ha fatto la storia dell’intrattenimento per bambini come una favola o una fiaba ad ampio spettro, tradizione locale o campana, nazionale o internazionale, apparentemente scardinarla per darle un’ accolorazione che possa essere diversa. Il pubblico ovviamente cambia, il fruitore cambia. Il bambino del ’60 è un bambino cresciuto in maniera totalmente differente rispetto al bambino di oggi. La società è diversa ei modi per conoscere i  bambini cambiano di annio in anno, la crescita stessa cambia. Storie antiche diventano ostiche per il pubblico di oggi. La volontà nostra è stata proprio rendere fruibile e comprensibile alle orecchie di questi bambini il nuovo modo di queste fiabe, le nuove fiabe, fiabe diverse che si possono ascoltare anche con un linguaggio nuovo, con una musica nuova, la storia è quella, l’ambientazione cambia, può diventare pià moderna, il linguaggio può essere pià vicino a quelli che sono gli ascolti dei ragazzi, ma arriva comunque. La stria diventa buova, la vecchia principessa diventa una principessa moderna. Avere due bambini piccoli mi ha aiutato, sono cresciuto con loro Attraverso il loro nuovo modo, crescendo con loro sono cresciuto anche io. Da docente di teatro ascolto molto

Ronga si autointerroga sulle sue ispirazioni:  “Sono un perenne ragazzo, a volte mi emoziono come un ragazzino che vede il mare per la prima volta citando Novecento di Baricco, mi inttenierisco guardando un gattino in un angolo di strada. Quando mi trovo ad affrontare un alvoro sono io che tendo a stupirmi e tendo di stupire il pubblico e quando questo avviene è la chiave di volta. Il teatro è un gioco , anche la parola è tradotta spesso in altri paesi è tradotto come gioco“.

Stefano Pignataro
Sezione Cultura
Vice coordinatore nazionale Polis SA magazine

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