Dom. Apr 14th, 2024

Isernia. “Incontrarsi nel tango”

Approfondimenti e singolarità sulle caratteristiche del tango argentino spiegate ad Isernia dal musicalizador Pier Aldo Vignazia.

Nell’ambito degli incontri culturali organizzati per il “Settembre isernino” dall’amministrazione di Palazzo San Francesco, si è discusso sulla bellezza culturale di questo ballo con i maestri Ermanno felli e Ramona Fiorante di IS Tango

Di Silvia De Cristofaro

Il drammaturgo irlandese George Bernard Shaw, linguista e critico musicale, definiva il ballo “un’espressione verticale di un desiderio orizzontale” quando, come nel tango argentino, eleganza ed improvvisazione si uniscono ai passi fantasiosi dei ballerini che, volteggiando in coppia in un intimo abbraccio frontale. iniziano un dialogo che è corporeo ma ha in sé straordinarie parole d’amore. A validissima ragione l’Unesco nomina, nel 2009, il tango patrimonio immateriale dell’Umanità ritenendolo una danza di coppia per eccellenza, una scienza a sé stante che viene insegnata come fosse una disciplina che racchiude diverse forme d’arte, la musicale, la scenografica, la poesia e la sua libera interpretazione. All’interno del programma ben organizzato dall’amministrazione comunale di Isernia dell’edizione del Settembre Isernino 2023, negli spazi della terrazza del Bar Centrale del centro antico della cittadina, “Incontrarsi nel tango” ha sicuramente rappresentato un momento culturale basato sulla descrizione di un’espressione danzante che negli anni si è trasformata in un fenomeno universale.

Ospite,  Pier Aldo Vignazia scrittore e studioso, “musicalizador” ed esperto dei codici di comportamento nelle milongas (luoghi dove si balla il tango), autore per la Massetti Publishing, di “Tango, Grande musica per un Grande ballo” in cui si prende soprattutto in considerazione la maniera più idonea di proporre la musica legata al tango argentino: una guida per musicisti ed appassionati con testimonianze di esperti argentini su una danza passionale, leggendaria che ha le sue origini alla fine del 1800 nei sobborghi delle città della regione del Rio de la Plata tra Argentina ed Uruguay quando iniziano a mescolarsi tradizioni e suoni differenti e provenienti da culture diverse, quelle degli emigranti europei con i gauchos indigeni ed i contadini nomadi. La differenza di abitudini si trasforma in un linguaggio comune tra immigrati italiani, spagnoli, tedeschi, russi e la gente dei porti, della pampa che trasmette le sue più antiche forme di poesia come la payada. I payador improvvisano versi al suon di chitarra che si uniranno all’habanera, una danza spagnola che i marinai porteranno da Cuba a Rio della Plata che si trasformerà nella milonga, una danza che s’alterna col canto. Alla milonga verrà aggiunta una danza caratteristica dei neri, il candombe. La mescolanza genererà il tango che, come ha puntualizzato Vignazia, è un ballo senza costrizioni o coreografie predefinite, senza schemi, di liberissima interpretazione perché le melodie di accompagnamento sono differenti ogni volta nello stile, negli “impasti strumentali”, nella necessità di passare da un brano all’altro che genera nei ballerini il desiderio di sperimentare passi e movenze sempre diverse.

La differenza con altre danze, ad esempio quelle strettamente europee (il valzer, la polka, la mazurka) che necessitano di una conoscenza dei passi che seguono una logica, ha spiegato Vignazia, è quella che il tango consiste in una combinazione di passi che continuamente viene modificata quindi la coppia, che può essere formata ogni volta anche da due individui che tra loro non si conoscono, può sicuramente decidere di seguire direzioni diverse pur mantenendo una delle poche regole del ballo ossia il lento roteggiare. Questa danza, senza canoni prefissati, diventa così un linguaggio che il ballerino utilizza per esprimere sé stesso e per instaurare con l’altra parte un dialogo corporale e di parole non espresse a voce ma sostituite dalla melodia che muta, che presenta variazioni di strumenti, di testi, di brani, di stili. Alla discussione sulle singolarità del tango argentino, sono intervenuti i maestri Ermanno Felli e Ramona Fiorante: il tango- hanno spiegato- da origine ad atmosfere straordinarie come straordinaria è l’inventiva di musicisti e ballerini che tessono nelle proprie interpretazioni ritmi, stili che sviluppano sempre emozioni diverse e positive. Spesso il tango è alternato alla milonga ed al vals criollo. La milonga presenta un tempo più veloce e briosa del tango che consiste essenzialmente in una camminata spezzata. Il vals criollo (o cruzado) presenta quasi gli stessi movimenti del tango ma è basato sul ritmo del valzer viennese: la coppia si muove cambiando direzione continuamente.

Inizialmente il tango era accompagnato da orchestrine di flauto, arpa e violino od in sostituzione chitarra o clarinetto od ancora da uno strumento simile ad un organetto, il bandoneòn. Più tardi, quando la danza emigra dalle strade e dai cortili in più eleganti caffè e teatri, si aggiungerà il pianoforte. L’orchestrazione diventerà più complessa anche con l’aggiunta del contrabbasso. La musica di strada diverrà più ricercata perché a studiarla ed a ricomporla saranno direttori musicali e strumentisti più esperti di musica ma in grado di trasformare e reinterpretare vecchi brani inventando nuove vie espressive.

Silvia De Cristofaro
Vicecoordinatore Nazionale di redazione/Coordinatrice Centro Italia

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