Mar. Dic 5th, 2023

Vittoria del pensionato ATM rivela errori nell’assegnazione delle pensioni: una speranza per i lavoratori del trasporto pubblico

il successo di Andrea Pianeta ha aperto la strada a una serie di richieste di rimborso all’INPS

La recente vittoria di Andrea Pianeta, un ex lavoratore di ATM, nell’ottenere il pagamento di arretrati e un ricalcolo della sua pensione, sta gettando nuova luce su una questione che potrebbe coinvolgere migliaia di lavoratori del trasporto pubblico in Italia.

Questo successo ha aperto la strada a una serie di richieste di rimborso all’INPS da parte di ex dipendenti che, come Pianeta, ritengono che i loro diritti pensionistici siano stati ingiustamente ridotti nel corso degli anni.

Andrea Pianeta, un 71enne noto per la sua attività sindacale nella società del trasporto pubblico milanese, ha ottenuto il pagamento di arretrati pensionistici per un totale di circa seimila euro netti, relativi agli ultimi cinque anni. Inoltre, il ricalcolo della sua pensione ha comportato un aumento mensile di 156,17 euro lordi, portando la sua pensione lorda mensile da 2.084 euro a 2.241 euro, che si traduce in un netto di 1.391 euro mensili.

Tuttavia, questi 156 euro aggiuntivi erano dovuti per diritto a Pianeta, ma finora non erano mai stati versati. Questa controversia affonda le radici nella metà degli anni ’90, quando avvenne un passaggio che ha comportato una situazione ingiusta per i lavoratori del trasporto pubblico. Fino a quel momento, i contributi pensionistici venivano versati in un fondo previdenziale specializzato nel settore, ma dal 1995, questo fondo è confluito nell’INPS.

Luigi Lazzaretti, un altro pensionato intenzionato a presentare un ricorso simile, ha dichiarato a IL GIORNO: “Noi versavamo somme aggiuntive che ci avrebbero permesso di ottenere una pensione più elevata, di circa 150-200 euro in più al mese a seconda delle posizioni. Soldi che di fatto sono ‘spariti’, perché i versamenti sono stati livellati e, al momento del calcolo della pensione, l’importo totale è identico a quello delle altre categorie che invece hanno sempre versato all’INPS. Solo ora ci siamo resi conto di questa differenza, ed è per questo che chiediamo il ricalcolo della pensione e il versamento degli arretrati.”

La disparità è notevole: un ex lavoratore di ATM con versamenti nel fondo di settore sarebbe dovuto andare in pensione con il 90% dello stipendio, ma questo è “in silenzio” sceso all’80% con il passaggio all’INPS.

Questa ingiustizia potrebbe coinvolgere circa 10.000 ex dipendenti di ATM che hanno lavorato tra gli anni ’70 e la metà degli anni ’90. Dopo il successo del ricorso di Andrea Pianeta, altri 80 pensionati hanno deciso di seguire la stessa strada, rivolgendosi a un patronato per ottenere il ricalcolo delle loro pensioni.

Pianeta afferma con determinazione: “Gli arretrati che mi sono stati riconosciuti riguardano solo gli ultimi cinque anni perché gli altri anni sono ormai prescritti. È un’ingiustizia, e abbiamo intenzione di andare avanti e fare causa per ottenere l’importo totale. Si tratta di soldi che abbiamo guadagnato con il nostro lavoro: l’INPS non può prescrivere la nostra pensione, altrimenti devono prescrivere anche il vitalizio dei politici.” Pianeta, che vive a Cassina de’ Pecchi, ha intenzione di creare un comitato di ex ferrotranvieri per portare avanti una battaglia comune.

Tuttavia l’INPS ha sostenuto che il caso di Pianeta è isolato e attribuibile a un errore materiale nella definizione della sua pensione. Secondo l’INPS, la pensione di Pianeta è stata originariamente definita senza la quota contributiva relativa alla contribuzione accreditata nel fondo pensioni lavoratori dipendenti e la contribuzione figurativa del servizio di leva. Tuttavia, l’errore è stato sanato e corretto in tempi ragionevoli. L’INPS sostiene che, in generale, le pensioni di vecchiaia vengono regolarmente definite con tutte le quote spettanti, e pertanto, considera il caso di Pianeta come un’eccezione.

Questo controverso caso solleva importanti questioni sul sistema pensionistico italiano e potrebbe spingere altri lavoratori del settore dei trasporti a esaminare attentamente le proprie pensioni e a cercare eventuali irregolarità. La lotta per il riconoscimento dei diritti pensionistici continua, e il risultato di questa battaglia avrà un impatto significativo sulla vita di molti ex lavoratori del trasporto pubblico in Italia.

Il Video appello di Andrea Pianeta

Antonello Rivano
Direttore di redazione e coordinatore nazionale Polis SA Magazine

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