Dom. Mag 26th, 2024

Il fascino senza tempo di Italo Calvino: un viaggio tra leggerezza e profondità

Analisi critica e passioni letterarie nel centenario della nascita: un incontro a Potenza con gli esperti Deidier, Favaro e Locantore

Di Stefano Pignataro

Un giorno scriverò un poema in tarzanese; strategie didattiche e percorsi educativi dell’opera di Italo Calvino”; si e’ svolto a Potenza, presso il Polo Bibliotecario, un interessantissimo incontro sull’opera e lo stile di Italo Calvino . L’incontro, organizzato in occasione del centenario della nascita del grande scrittore caduto lo scorso 15 Ottobre, e’ stato tenuto dai Proff. Roberto Deidier (Università degli studi di Palermo) , Angelo Favaro (Università degli studi di Roma “Tor Vergata” e Maura Locatore (Universitè de Poiters) alla presenza di una folta delegazione di studenti e docenti dell’Istituto Comprensivo di Bella (Pz). Diversi elementi calviniani discussi, dalla “Leggerezza” al postmoderno, dal Calvino degli esordi sino al Calvino degli anni Ottanta.

Nel corso dell’incontro, inoltre, gli italianisti relatori hanno consegnato ai presenti preziosi ricordi di infanzia aventi come oggetto lo scrittore della “Trilogia dei nostri antenati”; un comune pensiero e’ stato senza alcun dubbio la forte presa letteraria e la passione che Calvino ha suscitato negli studiosi sin dalla tenera infanzia, uno studio che si e’ andato negli anni affinando e costituendo in professione ed in studi e pubblicazioni.


“Sono sempre stato uno studioso di Calvino da quando ero studente-racconta il Prof. Deidier- dalle prime opere degli anni Quaranta sino all’ultimo Calvino, anche quel Calvino postumo, i racconti dispersi che sono stati ritrovati in rivista o inediti o che si trovano in abozzi che non ha mai portato a termine. Calvino era più saturnino o più mercuriale? Ne abbiamo discusso con un grande studioso quale Marco Belpoliti nel corso di una trasmissione di Radio 3 Pantheon. Saturno era il Dio della lentezza e della lontananza, della malinconia, Mercurio il Dio degli affari, dei commerci, Dio dai calzari alati, il Dio dei messaggi scomodi, una figura vivace e contraddittoria se si vuole..era anche il protettore dei ladri. Calvino e’ stato mercuriale, un intellettuale infaticabile, che si è occupato molto anche dei libri degli altri, da Dirigente dell’Einaudi, una casa editrice di riferimento per il mondo della cultura”. “Calvino e’ stato uno scrittore che ha segnato la mia adolescenza e tutt’oggi, a rilegere le sue opere ed i suoi scritti mi emoziono come la prima volta. A 15 anni lessi per caso, in Biblioteca a Sabaudia, lessi “Il Sentiero dei nidi di ragno” e la mia vita cambiò-afferma il prof. Angelo Favaro- cambiò in un elemento-mi innammorai della parola, della scrittura, delle possibilità espressive che vengono dalla precisione (Calvino avrebbe detto dall’Esattezza) delle parole, la bellezza dell’esattezza, quello che forse oggi la nostra civiltà ci porta un pò a perdere. Calvino mi ha insegnato l’amore per l’etimologia per le parole.

L’etimologia, dal greco, e’ la ricerca della verità che ci viene comunicata dalle parole. Mai, in questo momento storico, abbiamo bisogno della verità della parola, la verità di ciò che ci viene comunicato quotidianamente. Le parole, purtroppo, possono essere tradite e manipolate. Nanni Moretti affermava che “Chi parla male, pensa male”. Calvino, ad un Angelo Favaro quindicenne, ha insegnato a parlare bene ed a cercare di pensare bene”. A moderare le diverse suggestioni e le tante riflessioni che sono venute anche dal folto pubblico di studenti, la Prof.ssa Maura Locantore dell’Università di Poiters.

Stefano Pignataro
Sezione Cultura
Vice coordinatore nazionale Polis SA magazine

image_printDownload in PDF