Ven. Mar 1st, 2024

Mercato San Severino (SA). Convegno sulla sostenibilità ambientale

Grazie all’impegno della filiera e dell’industria del legno

Di Anna Maria Noia

Il legno è uno dei materiali più duttili, utili ed evergreen che abbiamo. Con più scopi. Si potrebbe, tranquillamente, affermare che ci accompagna dalla culla alla bara – dall’inizio della vita fino alla sua conclusione. Proprio per questo, va doverosamente preservato e protetto. Ma va salvaguardato anche dal punto di vista economico, in quanto una ricca fetta di mercato finanziario verte su questo elemento. Dal passato, proiettandosi nel futuro, soffermandosi sulla presente attualità. In merito al marketing di legno e suoi derivati, dal pallet al pellet, si è tenuta – a Mercato San Severino – la decima edizione dell’annuale convegno, organizzato da associazioni; partner; sponsor confluenti nel consorzio nazionale “Conlegno”. Per il 2023, “Conlegno” – forte di un’esperienza ventennale, nel settore di legno e sugheri – ha quindi organizzato l’incontro consueto, svoltosi venerdì 1° dicembre ultimo scorso, presso il “Park Hotel” della cittadina in provincia di Salerno. Qui si sono ritrovati più di 150 rappresentanti di altrettante aziende, appartenenti all’ambito della commercializzazione del legname. All’interno di “Conlegno” e non soltanto. Più che in altre edizioni ed annualità, stavolta la parola chiave è stata “sostenibilità”. Per un connubio tra nuove tecnologie, digitalizzazione e ambiente.

All’appuntamento hanno partecipato aziende del Centro-Sud d’Italia, ma anche molte realtà del Settentrione. Ad esempio, referenti dal Veneto. Ecco il tema: “Presente e futuro delle risorse forestali e delle relative catene di valore”. Main partner: il marchio “Pfeifer”, brand internazionale per la trasformazione di materiali in legno. Altre imprese, newco e start-up di livello mondiale sono intervenute all’evento. Con propri stand e simpatici gadget (cappellini, penne, calendari ed altro). Ricordiamo, tra le ditte presenti: “Fitok”, “Epal”, “Legnok”, “Bigondry”, “Storti”, “Termolegno”, “Tooleader”, “Ecobloks”, “Ghezzi”, “Incomac”, “Zanasi”. L’happening è stato approntato in collaborazione con l’Università di Napoli “Federico II”, nella fattispecie del dipartimento di Agraria – al fine di implementare un progetto denominato: “DigiMedFor”, “Digital tools and technology systems for the sustainable management of Mediterranean forest resources”. La cooperazione tra gli enti di lavorazione legno e l’istituto partenopeo è stata, poi, illustrata nel corso del secondo intervento in scaletta.

Il programma prevedeva i saluti istituzionali, a cura del sindaco di Mercato San Severino, Antonio Somma e di altre figure – quale il concittadino Michele Morese (attivo in tale settore). Subito dopo, si è entrati nel vivo della kermesse. Per primo ha discusso Antonio Saracino, del laboratorio di Ecologia forestale del già citato dipartimento di Agraria – università di Napoli. Il titolo della sua prolusione è stato: “Le foreste del Sud Italia. Un’opportunità per le imprese del territorio?”. A seguire, la relazione del professor Luigi Saulino – sempre dal laboratorio di Ecologia forestale. Il tema è stato: “Foreste, filiere forestali mediterranee e trasformazione digitale”. Dopo il coffee break, nei locali del Park Hotel, si è parlato della “Due diligence forestale”. Ciò in vista delle nuove normative e/o direttive europee da applicarsi, pare, a fine dicembre 2024. Ne ha esaminato i principi, con perizia, Angelo Mariano. Responsabile “Legnok”. Che ha dissertato delle leggi Eutr ed Eudr. Ancora, ha espresso le sue lectio su “Il mercato internazionale del legno” Robert Giugni – direttore commerciale per l’Europa, del settore “Segati” – gruppo “Pfeifer”. Al termine, la parola è passata a Daniela Frattoloni – coordinatrice CT “Fitok”, “Eni Borshi”; vicepresidente “Ifa” nonché consigliere di “Conlegno”. L’industriale si è occupata di “Imballaggi in legno e contestazioni internazionali”. Una tematica interessante e coinvolgente, come tutte le altre. E, come tutti gli altri argomenti affrontati, molto indicativa del grado di – sempre più crescente – attenzione verso la sostenibilità. Anche il progetto dell’ateneo napoletano è innovativo e convincente; anche questa prolusione è stata interessante. Le conclusioni sono state affidate all’imprenditore sanseverinese Michele Morese e a Massimiliano Bedogna, di “Assoimballaggi”. A moderare la giornata, Sebastiano Cerullo, segretario generale di “Conlegno”. Referente, per quanto concerne San Severino, anche Gaetano Apostolico – dell’associazione “Martinez”. I lavori sono stati molto partecipati, per gli avventori referenti delle varie aziende si è – infine – profilata l’opportunità di partecipare alla cena, preparata dallo staff del resort sanseverinese. Salvaguardare il legno e i prodotti derivati da questo non significa: “non tagliare”, ma farlo responsabilmente e ottemperando ai nuovi regolamenti. Questo, per rispondere alla domanda (abbastanza inquietante): “Ci sarà abbastanza legno, in futuro?”. Il mercato del legname guarda con fiducia all’unione tra imprenditori, quali collettività, per l’appunto. Solo una sinergia concreta, unita a strategie economiche mirate (miranti al profitto sostenibile), può dare un indirizzo nuovo a questo settore merceologico. Nel corso del convegno, molto si è detto sull’opportunità di riciclare ed effettuare il riuso dei materiali. Un plauso, tra l’altro, alla “riconversione” degli imballaggi. Altri temi dell’incontro sono stati sviscerati mediante apposite slide. Utilizzate dai relatori della convention. Anche per illustrare il progetto “DigiMedFor” ci si è avvalsi del proiettore. Saracino e Saulino (i docenti dell’università partenopea, sopra citati), in particolare, hanno esposto le innovazioni mutuate da “DigiMedFor”, nel censire alberi e foreste. Peculiarmente del Sud, che – emerge dall’incontro – possiede moltissime specie arboree. Queste soprattutto (ma anche gli alberi e i boschi del Settentrione), con le opportune tecnologie e l’apporto del digitale, possono – così – essere valorizzate e creare valori aggiunti, nonché le catene di valore, espresse dal titolo della riunione. Per raggiungere, dunque, obiettivi potenzialmente e attualmente rilevanti. Le immagini apparse sullo schermo hanno “raccontato” come molto del legname, prodotto dalle aziende partecipanti (o non), viene sprecato oppure destinato soltanto ad ardere. Non per altri scopi. Ma, grazie all’impegno dei ricercatori, che hanno portato avanti “DigiMedFor”, tutto questo può essere ribaltato. Attuando la digitalizzazione delle foreste. Per adesso, la progettualità inerisce il link di “gestione risorse”, che va dalla raccolta del legno alla lavorazione nelle segherie. Per “ragionare” in termini di tracciabilità, di competenze (grazie ai partner) e di conoscenze condivise. Attraverso la gestione di cloud e di altri ritrovati digitali, tante saranno le informazioni delle foreste in più. Da inventariare e aggiornare. Saulino affermava, mentre spiegava, che “La tecnologia non può sostituire l’uomo”, ma gli è di valido ausilio. Il lavoro tra industria del legname e università “Federico II”, stando agli esperti presenti alla kermesse, può essere esportato in Europa e/o a livello internazionale. Altre parole sono state spese sui cambiamenti climatici e sugli sconvolgimenti ambientali. Da contrastare, mediante comportamenti più responsabili e uso (e aggiornamento) di certificazioni. Ad esempio, “Fsc”.

Nella seconda parte della manifestazione, ecco spiegata la “Due diligence forestale”. Per quanto riguarda la quale, occorre comprendere in che modo si passerà dall’European timber regulation, o Etr, all’Eudr. Il regolamento UE sulla deforestazione. Direttiva 1115/2023, in piena attuazione a partire dal 30 dicembre 2024. Questa nuova legge include e assicura, implica, nelle azioni di sviluppo per la sostenibilità ecologica, il tener conto non soltanto della deforestazione tout-court. Bensì, anche, di: bovini, piante di cacao, piantagioni di caffè, coltivazione di palma da olio, filiera della gomma (latice, dall’Hevea brasiliensis) e quant’altro. Numerosi altri dati sono stati snocciolati nel corso degli ulteriori interventi. Alla luce dell’impegno dei relatori, nel promuovere azioni tangibili e coerenti per un’industria attenta alle esigenze degli uomini; senza intaccare le risorse vegetali e gli esseri viventi. Tutto molto interessante.

Anna Maria Noia

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