Mar. Giu 25th, 2024

Anna Maria Noia

Dialogo culturale: Il Carnevale nella Valle dell’Irno e l’Eredità di Gino Noia

Nella sede dell’Ute di Baronissi, Anna Maria Noia guida un viaggio attraverso la storia, la tradizione e la gastronomia del Carnevale

Nella sede di Sava di Baronissi, l’Università della Terza Età, nota come Ute, ha tenuto un incontro il primo febbraio, dalle 16, incentrato sul significato del Carnevale, con particolare riferimento alla Valle Irno. Durante l’evento, è stato ricordato il colto storico locale Gino Noia, amico e docente dell’Ute, scomparso nell’ottobre 2011. Suo figlia, Anna Maria, ha guidato la discussione, cercando di portare avanti il testimone del padre.

Anna Maria, dotata di una vasta cultura, umiltà e alta levatura morale, ha esplorato la storia del Carnevale in generale e, più specificamente, nel territorio irnino. Attraverso l’analisi delle tradizioni etnografiche e popolari, ha delineato la complessa ritualità di questo periodo dell’anno, caratterizzato da sovvertimenti, disordine e cambi di ruolo tra “padroni” e “servi”.

Durante il dialogo, ha approfondito gli etimi legati ai concetti greci di Kosmos e Kaos, paragonandoli ai concetti latini di Mundus e Immondo, svelando le connessioni tra ordine/disordine e pulito/non pulito. La discussione ha toccato vari aspetti, dalla commedia dell’arte alle maschere come Pulcinella, fino alla gastronomia locale associata al Carnevale.

Rispetto alla cucina regionale, ha ribattuto all’idea erronea che la cucina campana, e in particolare quella napoletana, sia composta da ingredienti “poveri”. Ha sottolineato che la definizione di “piatto povero” si riferisce all’uso di ingredienti semplici a disposizione, senza dover allontanarsi troppo dal proprio contesto culturale.

Ha esplorato anche le maschere della commedia dell’arte, come Pulcinella, e ha menzionato la maschera locale di Gaspare Sanseverino, legato all’ultimo principe Sanseverino, Ferrante. Inoltre, ha accennato alle tradizioni sanseverinesi, come la canzone di Zeza o Lucrezia e il “Ballintreccio”.

L’incontro ha offerto un viaggio attraverso riti, miti e tradizioni gastronomiche, con un focus particolare sulle preparazioni culinarie legate al Carnevale, come il “tiano” ricco di sapori, le lasagne e il “sanguinaccio”. Infine, è stata menzionata l’importanza dell’Ute, che festeggerà il ventennale nel 2024, e sono stati ricordati alcuni membri eletti e frequentatori assidui dell’associazione.

Il prossimo evento dell’Ute è programmato per il 22 febbraio, con una celebrazione eucaristica a S. Agnese (a Sava), seguita da una commemorazione ai membri defunti e la possibilità per ogni associato di esprimere le proprie opinioni sulla partecipazione all’Ute.

– Redazione Cultura

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