Dom. Apr 21st, 2024

Il vice presidente Enzo Silvestri, con la foto tra le mani, e accanto il presidente Fintred Avellino/Salerno

La rinascita di Vincenzo Silvestri: una storia di speranza al Centro Trapianti di Salerno

Dal calvario della dialisi alla luce del trapianto renale: un racconto di gratitudine e generosità

Di Anna Maria Noia

La speranza nel Meridione: un racconto di rinascita

Un episodio di buona sanità, finalmente, tra tante cronache “negative”. Soprattutto in merito alle strutture del Sud, spesso additate – sulle cronache cittadine – per motivi di inefficienza, inerzia, mancanza di personale o casi di morte in corsia.

Stavolta, la speranza viene dal Meridione. Che possiede medici e personale infermieristico e paramedico talentuosi, ma anche pazienti, ricchi di umanità.

La vita con una malattia renale

Questo è quanto tiene a mettere in “bella vista” – opportunamente e doverosamente – Vincenzo Silvestri, 53enne di origini partenopee, vicepresidente dell’associazione “Fintred” Avellino/Salerno. Cos’è la “Fintred”? Si tratta della “Federazione italiana nefropatici, trapiantati di rene e donatori”. Una realtà importante, che accoglie – specialmente tra Avellino e Salerno – diversi pazienti con problematiche afferenti ai reni malfunzionanti. Spesso costretti al duro e stancante protocollo della dialisi che comporta molte sofferenze e criticità, dalla cura particolare dell’alimentazione all’impossibilità di fare tutte le cose… consuete e “naturali”, ovvie, scontate che le persone non nefropatiche compiono – nel quotidiano.

Perciò, l’esistenza – per gli affetti da nefropatia – diventa difficile: un lungo cammino; un calvario che rende – a volte – non completamente autonomi ed indipendenti.

La luce nel tunnel: il Centro Trapianti di Salerno

Ma la vita, a volte, sa come sorprendere tutti: l’esistenza è ricca di sorprese. Per Enzo Silvestri, la vera e propria rinascita – dopo una serie di “procedure”, puntualmente “registrate” – a mo’ di cronaca diretta e/o di “calendario”, in cammino verso la speranza – sui suoi profili social – inizia il giorno 18 gennaio 2024.

Come afferma l’interessato, in un’apposita nota stampa – che egli ha tenuto moltissimo a divulgare, agli operatori dell’informazione – erano le 23 del 18 gennaio quando giunge una telefonata “importante”. Squilla il telefono. Dall’altra parte della cornetta, è la Speranza a contattare Silvestri. Che – come afferma nell’apposito comunicato, diramato ai cronisti – era in Irc, cioè in insufficienza renale cronica; al quinto stadio. Un cammino accidentato, un Golgota di quasi dieci anni.

Durante i quali il referente del sodalizio si è sottoposto a emodialisi, per tre volte a settimana, quattro ore a seduta. La Speranza ha il nome e il volto del Centro Trapianti di Salerno, che offre uno squarcio di luce nell’oscurità della condizione di questo uomo.

La sensibilizzazione e la gratitudine

Chi scrive ha avuto modo di incontrare e conoscere Silvestri ad alcuni eventi, nel Sanseverinese: ad esempio, nel corso dell’happening ideato dalla Pro Loco Mercato San Severino a settembre 2023. Quando, tra le volte del quadriportico del Comune (Palazzo Vanvitelliano), si è parlato – anzi: si è testimoniato, in un’apposita serata a tema – di trapianti e di donazioni. Con interventi struggenti.

Occorre ricordare che questa kermesse è stata voluta da Alfonso Ferraioli, amico di Vincenzo Silvestri. Non nuovo ad appuntamenti similari: anch’egli ha dovuto, purtroppo, fare i conti con la malattia ai reni. Che dapprima lo ha condotto a “sperimentare” la temuta dialisi, poi a ricevere un rene “nuovo” – dopo diverse operazioni, che potevano costargli la vita (per un rigetto). Da quel momento, Ferraioli – responsabile della Pro Loco – ha diffuso il “Verbo” della donazione. Circondandosi di “amici” trapiantati, donatori, cultori di sensibilità, altri collaboratori. Tra cui Alfonso Brunone, Marianna De Pascale, Luigi Giordano, Pasquale Margherita ecc…

Ferraioli ha scritto anche un libro, riguardo la sua esperienza. Si tratta de “Il dono”, che sta promuovendo senza sosta – tra le scuole e le associazioni culturali. Per sensibilizzare e rendere partecipe il maggior numero di persone sull’importanza di donare gli organi, alla propria morte. Da qui – anche – l’idea di un concorso letterario, in atto da qualche anno, che ha riscosso un grande successo e una massiva partecipazione Da parte delle istituzioni scolastiche e civili.

Il percorso di rinascita di Silvestri

Torniamo a noi. In sintesi, l’esperienza che Silvestri – amico, appunto, di Ferraioli – ha voluto diffondere, nel parlare della sua rinascita, dopo la telefonata, è stata un percorso bello e ricco di emozioni. Per questo motivo, il neo-trapiantato – operatosi il 19 gennaio – ha inteso illustrare l’eccellenza della realtà del Centro Trapianti salernitano.

Dichiara il Nostro: “Sono stato accolto nel reparto, diretto dal primario Paride De Rosa, con la stessa cura che si presta a un neonato”. Ancora: “Durante il percorso pre e post operatorio, ho avuto il privilegio di conoscere medici, infermieri, operatori sociosanitari – componenti l’equipe di De Rosa”. Di tutti costoro, Silvestri elogia la gentilezza e la professionalità. Anzi, scrive proprio i nomi. In particolare, ricorda: la dottoressa Grasso, i dottori Ferrara e Cerbone; Russo, Sarno e Valeriani. Tutti coordinati dal primario.

Alle 21 del 19 gennaio, terminata l’operazione, il protagonista racconta di essere stato condotto in camera da un’altra equipe di eccellenza: gli infermieri. Con gli Oss. Tutti sotto la responsabilità di Roberta Musella.

La gratitudine verso il personale sanitario

L’amorevole famiglia” di tali professionisti, come la chiama Silvestri nel comunicato, era composta da: Anna, Carmine, Elena, Emanuele, Francesco, Ida, Katia, Luca, Maddalena, Maria A., Maria C. e Rosy. Questi gli infermieri. Ecco gli Oss, anche citati dal Nostro: Annamaria, Gaetana, Raffaele e Rosaria. Che hanno vegliato, come angeli, la degenza di Enzo Silvestri. Applicando i protocolli più scrupolosi di assistenza.

Il trapiantato ha potuto notare, nel corso della convalescenza: “ordine, pulizia, competenza, professionalità ai massimi livelli”. Infine, non manca – tra i ringraziamenti – anche una citazione alle due professioniste, alle direttive del centro, addette ad accogliere le richieste di inserimento in lista: Cristina Vernieri e Virginia Schettino. Responsabili dell’idoneità al trapianto.

Insomma, una realtà accogliente e competente – quella del Centro Trapianti della hippocratica civitas, cioè Salerno. Quando, invece, al Meridione spesso si verificano (o si acuiscono, tra le testate giornalistiche – non solo settentrionali) episodi di disservizi; di malasanità.

Un invito alla speranza e alla generosità

Presso la struttura salernitana, Silvestri si è sentito considerato quale un essere umano. Non un numero. Non una “bandierina da sventolare” – esprime nella nota. Peccato che tale fiore all’occhiello del servizio sanitario meridionale sia vittima dei luoghi comuni, che stigmatizzano il malfunzionamento delle strutture del Sud.

Per tali motivazioni, il vicepresidente “Fintred” intende pubblicizzare tutto ciò che di buono emerge, nella vituperata e mortificata realtà del Mezzogiorno. Grazie agli “angeli”, non solo il personale ospedaliero ma anche il donatore, che hanno permesso al trapiantato numero 498 di riveder le stelle della Vita.

Il professionista augura agli altri emodializzati di ricevere quanto prima la telefonata del Centro Trapianti. Ed esorta, caldamente, le persone più responsabili ad offrire i loro organi – donando per la vita.

Conclusioni e auguri

Noi auguriamo a Silvestri di godere di ogni più “banale” gioia – in questa società. Assaporando la bellezza dell’esistenza e del creato.



Anna Maria Noia

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