Dom. Ago 16th, 2026

Turismo delle Radici: valorizzare borghi e tradizioni delle aree interne

A Borgotufi, nel comune alto molisano di Castel del Giudice, si discute sulle cosiddette Radici Immateriali per analizzare le origini di feste, pratiche e saperi dei luoghi d’origine degli emigrati molisani nel mondo.

Di Silvia De Cristofaro

L’intenzione di divulgare l’importanza, la piacevolezza e la necessità di organizzare viaggi e vacanze nei luoghi vissuti dai nostri antenati, per scoprirne le tradizioni e la cultura da cui discendiamo, costituisce il fulcro di un programma di assistenza turistica per i migranti italo-discendenti che desiderano ritrovare le proprie radici.

L’organizzazione di itinerari su misura nelle terre di nonni e bisnonni sta prendendo sempre più piede come strategia per risollevare il cosiddetto turismo delle radici. Si tratta di una tipologia di turismo sviluppatasi nell’Italia post Covid-19, indirizzata per lo più ai discendenti di emigrati che vogliono visitare i luoghi dove sono vissuti i familiari del passato.

Gli italiani residenti all’estero e i loro discendenti rappresentano un bacino di potenziali viaggiatori significativo. Secondo dati diffusi da Enit (Agenzia Nazionale del Turismo), chi arriva in Italia per un turismo delle radici tende a programmare una permanenza media di almeno sette giorni, generando un indotto economico rilevante. Inoltre, questi viaggiatori contribuiscono a diffondere l’immagine e le peculiarità dei territori italiani, in particolare delle aree interne meno conosciute.

I numeri forniti da Enit mostrano che il 30% del turismo delle radici coinvolge circa tre milioni di viaggiatori, suddivisi in due fasce d’età principali: dai 25 ai 34 anni e dai 55 ai 64 anni. Solo nel 2021, questa tipologia di turismo ha generato oltre 4 miliardi di euro, grazie alla spesa per alloggi, enogastronomia, visite guidate e programmi di valorizzazione dei borghi.

Divulgare questa forma di turismo, fondata sul rinsaldare il legame affettivo tra emigrati e terra d’origine, è l’obiettivo di un ciclo di conferenze organizzato nel borgo alto molisano di Castel del Giudice. L’iniziativa mira a stimolare un confronto sulla rigenerazione delle zone interne e più fragili del territorio, coinvolgendo il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, insieme a Italea, una rete nazionale che fornisce supporto ai viaggiatori delle radici nella creazione di itinerari personalizzati.

Un aspetto fondamentale del turismo delle radici è la sua attenzione all’ecosostenibilità. Le aree interne, montane o rurali, preservano meglio il patrimonio ambientale e culturale, e un flusso turistico significativo può favorire il recupero di abitazioni e infrastrutture abbandonate. Inoltre, la collaborazione tra associazioni, enti locali e commercianti può incentivare la promozione di prodotti e servizi tipici del territorio.

Un’altra opportunità offerta da questo segmento turistico è la creazione di nuove figure professionali specializzate nella progettazione e promozione di servizi per il turismo delle radici. Ciò potrebbe incentivare l’occupazione giovanile e offrire nuove prospettive lavorative.

Borgotufi

L’amministrazione comunale di Castel del Giudice, seguendo questa linea di intervento, organizza una conferenza dedicata all’analisi antropologica di feste, pratiche e saperi, con l’obiettivo di rafforzare il legame emotivo e progettuale con i territori d’origine.

All’incontro parteciperanno diverse personalità di rilievo, tra cui il sindaco Lino Gentile, il presidente della Regione Molise Francesco Roberti e il consigliere delegato alle politiche culturali e del turismo Fabio Cofelice. Modererà il dibattito la professoressa Letizia Bindi, affiancata da esperti come Antonio D’Ambrosio, storico del Consiglio dei Molisani nel Mondo, Angela Aufiero, dirigente del Servizio Cultura e Turismo della Regione Molise, e Joseph Sciorra del Calandra Institute for Italian American Studies di New York.

Saranno presenti anche Paulino Hernandez, giornalista argentino esperto dell’Appennino centro-meridionale, Katia Ballacchino, antropologa dell’Università di Salerno, Marco Patavino, direttore di Globo TV, e Anna Carmen Perrella, imprenditrice e membro del Consiglio dei Molisani del Mondo.

Interverranno inoltre Giovanni Germano, presidente dell’associazione La Terra e ideatore di “Cammina Molise”, e Norberto Lombardi, storico ed esperto della diaspora molisana. La conferenza si concluderà con la presentazione del documentario Desterrados del Molise, realizzato da Guillermo Ale e Guillermo Ialea in collaborazione con le comunità di emigrati molisani in Sud America.

Silvia De Cristofaro. Giornalista Pubblicista, iscritta all’albo della regione Molise ed all’Ordine Nazionale. Dopo la maturità classica, ha collaborato con la redazione molisana del quotidiano Il Tempo e con diverse testate locali e periodici culturali, occupandosi di cultura, politica e attualità. Ha curato rubriche culturali ed enogastronomiche per Mount Live – il giornale della Montagna e maturato esperienza nell’ideazione di progetti editoriali legati al territorio, al turismo e all’ambiente. Vanta un’esperienza ventennale nel giornalismo tra stampa e web e partecipa a percorsi di formazione professionale dell’Ordine dei Giornalisti. Per Polis SA Magazine cura in modo particolare temi attinenti a eventi culturali, sociali ed enogastronomici del Molise.

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