Gio. Apr 16th, 2026

Gli dèi greci erano davvero greci? -5-

Una ricerca tra mito e storia per restituire alla Sardegna il ruolo di culla delle leggende mediterranee.
A cura di Giorgio Saba
-Quinta puntata: L’isola sacra-

GLI DÈI GRECI ERANO DAVVERO GRECI? quinta puntata

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L’Isola Sacra

di Giorgio Saba

Ci eravamo lasciati con la promessa di indizi sempre più pesanti.

Eccoci, quindi al mantenimento di quella promessa.

Cosa conosciamo, pur senza essere esperti storiografi, del Regno di Ade?

Per le risposte rivolgiamoci ai più antichi cronisti greci e romani.

Veniamo così a conoscenza di svariate caratteristiche, attribuite a quella mitica località.

1) L’Ade si trovava nella più remota parte dell’Occidente, Là dove si abbassano i raggi del Sole (stiamo parlando del II millennio a. C.);
2) Per raggiungere l’Ade bisognava attraversare una palude, chiamata Stigia, a bordo di una barca guidata da Caronte;

3) In una seconda isola, separata dalla prima dal fiume Oceano, venivano sepolti coloro che erano benvoluti dagli dèi;
4) Questa seconda isola veniva chiamata Erizia o Elisio; vi si trovavano i Campi Elisi e il magico frutteto dalle “Poma d’Oro”. Esiodo la chiamava anche Isola dei beati;
5) Queste isole avevano una posizione geografica reale (numerosi eroi, Eracle, Orfeo, Ulisse, Teseo, Piritoo, vi si recano); pertanto non si parla dell’oltretomba negli inferi, ma di un luogo sulla superficie terrestre;
6) sovrani di questo Regno erano comuni mortali che, nei secoli successivi, vennero fatti trascendere al ruolo di divinità; i loro nomi erano appunto Ade, Dite, Erebo con sua moglie Notte, Plutone (per i romani).

Poiché si tratta di un luogo reale, i greci ne vantano il primato e ancora oggi lo mostrano a chi intende visitarlo; lo posizionano nella valle di Ammoudia. Ma questa località non corrisponde minimamente alla descrizione di cui sopra.

Dobbiamo, pertanto, cercare altrove.

Anche in Magna Grecia troviamo un regno di Ade; precisamente nei Campi Flegrei, ma, a parte le fumarole generate da vapori di acque riscaldate dalla vicinanza del magma, non vi sono altri indizi che confermino la nostra ricerca.

Ci dobbiamo arrendere? Direi di no.

Una domanda: Chi, al ritorno da una visita a Lourdes, porta con sé una bottiglietta d’acqua, lo fa perché in casa propria non dispone di impianto idrico? No, prende quell’acqua per il suo valore sacrale; si tratta di acqua benedetta.

Torniamo allora alla quarta puntata di questa rassegna e chiediamoci: perché i punici facevano arrivare le stele funerarie da Sulki (o Sulci)? A Cartagine non c’erano scalpellini? O forse mancavano le pietre? Niente di tutto questo.

L’unica spiegazione che mi sono dato è che esse possedessero valore sacrale (per la religione dell’epoca) e, visto che venivano utilizzate in aree di sepoltura, ho ipotizzato che potessero provenire dal luogo sacro del Regno di Ade.

Allora poniamoci la stessa domanda posta ad Ammoudia e nei Campi Flegrei; l’Arcipelago del Sulcis (S. Antioco, S. Pietro, Isola Piana) rispondono positivamente a tutti i punti sopraelencati? Sì, perfettamente!

Bene! Per quanto la Storia e la Preistoria non possano considerarsi scienze esatte, credo che siamo riusciti a localizzare con precisione il Regno di Ade.

Finito? Certo che no!

Questo ci consente di localizzare mille altri miti e luoghi leggendari.

Come visto in precedenza Ade faceva parte della prima generazione di (presunti) dèi greci, ma mi sto dilungando troppo e quindi vi devo rimandare alla sesta puntata di questo racconto.

CONTINUA…

Giorgio Saba


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Per approfondire:


Scusi, dov’è l’Ade? Ipotesi sulla storia antica della Sardegna


Sardegna: dimora antica degli dei… e di altri condomini



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