Mer. Giu 24th, 2026

Maschere zoomorfe europee a Isernia: quarta edizione del Carnevale

Oltre trecento figuranti e studiosi delle tradizioni animano la cultura molisana con eventi, mostre e spettacoli di rilievo internazionale.

Di Silvia De Cristofaro

Oltre trecento figuranti e la partecipazione di studiosi delle antiche tradizioni storiche e preistoriche, con convegni, mostre fotografiche e rappresentazioni teatrali, ravvivano la cultura molisana in un evento di grande rilevanza internazionale.

La contraddizione, caratteristica propria dell’essere umano, sta nel considerare gli animali selvatici prede e vittime di un’eterna caccia risalente ai tempi più antichi e, quasi allo stesso tempo, portatori di forza e saggezza, quelle in grado di scacciare, alla sola vista, al solo passo, al solo suono, stagioni fredde e improduttive, malefici, sfortune, malesorti. E, per garantirsi la bella stagione, quella produttiva e della rinascita, l’uomo è disposto a perdere la propria identità ed evocare, attraverso una metamorfosi (che consiste in un attento e preciso travestimento), la fortuna e la prosperità e magari assicurarsi la garanzia di un buon raccolto. Semplicemente mascherandosi, scegliendo un animale selvaggio, non certo un cardellino, che rappresenti la battaglia del bene contro il male, delle virtù che primeggiano sui vizi. Semplicemente danzando, camuffati alla perfezione perché l’inganno sia autentico: l’uomo non si distingue dall’animale, è un tutt’uno con il modello scelto che serve a rafforzare e rendere autentico un legame che, per tutto il tempo del travestimento, non si spezza. L’uomo diventa selvaggio, abbandona la sua identità, dà vita a una figura fantastica, indossa una maschera che incarna forze prodigiose, utilizza strumenti per fare quel giusto baccano che allontani i periodi non puri, che semina il terrore per scacciare il terrore.

Lo spirito del Carnevale europeo delle Maschere zoomorfe, che giunge a Isernia alla sua quarta edizione, ha dunque questa funzione: la rievocazione e l’obbedienza a riti antichissimi, innescando per le strade sorte di rappresentazioni simil-teatrali di figuranti che si muovono a passo di danze arcaiche indossando corna pesanti, campanacci pesanti, pelli pesanti. Ma si muovono paradossalmente con leggerezza perché la maschera sia in grado di allontanare più tensioni possibili per far posto all’allegria della festa. Spensieratezza che è confermata in ogni edizione dalla presenza e dalla partecipazione di un importante e notevolissimo pubblico spettatore, che diventa anch’esso attore e che si mescola benevolmente al corteo mascherato che sfila per le vie cittadine, occupandone quasi tutto lo spazio, bloccando il traffico ma liberando i partecipanti dalle preoccupazioni e dagli affanni della quotidianità.

Mai vista una popolazione così fitta, compatta, unita, indivisibile, tranne nella vittoria di qualche scudetto calcistico e nel caratteristico e gustosissimo appuntamento estivo culinario del Magnastoria, anch’esso richiamante le antiche tradizioni popolari, nel festeggiare i rituali antichi ripetendo, assieme ai gruppi carnevaleschi e tradizionali, molisani e provenienti da altre regioni d’Italia e d’Europa, i gesti e i ritmi di orsi, cervi, lupi e capre che diventano figure soprannaturali e oggetti di culto.

Grazie a un’attenta organizzazione dell’associazione di derivazione culturale Artemide APS, con l’interesse di Fernando Ferri e Alessandro Aceto, e alla direzione artistica del demologo e giornalista Mauro Gioielli, alla collaborazione di Molitour Incoming Tour Operator, al sostegno dell’amministrazione comunale e della Pro Loco di Isernia, il Carnevale europeo delle Maschere zoomorfe sta assumendo, man mano, una rilevanza internazionale, diventando un appuntamento fisso di risonanza mondiale.

La rassegna, di tre giorni, per l’edizione 2026 ha previsto e ottenuto la presenza di più di trecento figuranti, suddivisi in dodici gruppi di provenienza europea: i Caretos di Podence dal Portogallo, i Grobnicki Dondolasi dalla Croazia, i Djamal di Koshov e i Koshovka Orisia dalla Bulgaria, i Prilepski Meckari dalla Macedonia, in un gemellaggio di culture e tradizioni con le rappresentanze del nostro territorio, con la partecipazione de Il Brutto, il Bello e Santa Monna di Macchiagodena del Molise, dei Mamuthones e Issohadores di Mamoiada della Sardegna, dei Pust di Mersino e del Blumarji di Montefosca del Friuli Venezia Giulia, delle Maschere Cornute di Aliano della Basilicata, l’Orso di Putignano della Puglia ed infine de L’Orso di Saponara della Sicilia.

L’evento, nella sua interezza, è stato caratterizzato da una conferenza internazionale, “Da dei ad animali. L’evoluzione all’incontrario”, presieduta dall’antropologo ed esperto di tradizioni orali, maschere carnevalesche, museografia etnografica e antropologia alpina Giovanni Kezich, e che ha ospitato le relazioni sull’argomento di studiosi etnografi e archeologi, e dalla proiezione del docufilm etnografico “Lo spirito dei giochi in maschera” della regista e storica, originaria di Sofia, Rossita Lazarova.

Negli spazi e nell’ampia sala dell’auditorium di Isernia, la distribuzione di materiale d’informazione a cura dell’Info Point e la possibilità di visualizzare un suggestivo fotobook, realizzato dall’etnofotografo Pino Manocchio, che ha ripreso, grazie ai suoi “scatti intensi e narrativi”, la potenza visiva delle maschere animali, hanno reso l’appuntamento degno di una manifestazione culturale di grande interesse.

L’edizione 2026, seguita costantemente nella sua durata in diretta online dal quotidiano telematico di informazione regionale IsNews.it-Molise e dal team della stazione radiofonica isernina Disisradio (radio ufficiale dell’evento), è stata anche caratterizzata da diverse rappresentazioni, a cura della giornalista Valentina Ciarlante, delle pantomime tradizionali dei gruppi presenti e da una mostra collettiva fotografica sulla Maschera molisana del Diavolo di Tufara, a cura del Centro per la Fotografia “Vivian Maier”.

Per i numerosissimi turisti che hanno riempito in questi giorni la cittadina di Isernia, i cantieri culturali di Me.Mo ed Isarc hanno organizzato visite guidate attraverso l’evento.

L’edizione 2026 è stata patrocinata da Regione Molise, Comune, Provincia e Pro Loco di Isernia.

Silvia De Cristofaro

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